Società

di Mirko De Carli

IO NON MI SENTO EUROPEO, MA PER FORTUNA O PURTROPPO LO SONO

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Sono nauseato dalle immagini da rotocalco con cui Giorgia Meloni cerca di recuperare consenso in vista delle prossime elezioni europee portandosi appresso, in giro per il Mediterraneo, capi di stato europei e i vertici della Commissione UE. Al di là di una serie sconfinata di annunci la sostanza è nulla: nessun intervento, nessuna somma destinata e nessun miglioramento dell’emergenza migranti. Si ripropone, in salsa sovranista, lo schema del Ministro Lamorgese con il Governo Conte II con il vertice europeo di Malta. Ricordate: l’Europa aiuterà l’Italia bla bla bla. Da allora sino ad oggi abbiamo ricevuto in sequenza: missioni UE per accogliere migranti sul nostro territorio nazionale e finanziamenti nord europei alle navi delle ong che imbarcano africani o mediorientali in accordo, troppo spesso, con gli scafisti.

Serve un radicale cambio di passo che risulta imprescindibile senza un reale e significativo cambio di mentalità: l’Unione Europea, per come l’abbiamo conosciuta, ha fallito e va definitivamente archiviata. Non si può più affidare responsabilità a un’istituzione che non è altro che una copia fintamente democratica della Nato e che subisce prona le decisioni di Francia e Germania, figlie prevalentemente dei loro interessi nazionali, e degli interessi speculativi delle lobby occidentali più potenti ed organizzate.

Serve un rinato “amor proprio” messo in campo con cinque semplici mosse:

- una vera e propria missione italiana nel Mediterraneo che porti forze di peace-keeping nazionali sulle coste di Libia, Tunisia e Algeria capaci di governare “con gli stivali sul campo” il flusso di migranti attraverso l’apertura di hot spot in loco in cambio di investimenti sul territorio che rompano il giogo del neocolonialismo occidentale;

- canali umanitari seri e credibili attraverso piani annuali di afflussi migratori dai paesi realmente colpiti da guerra e povertà assoluta: questo è possibile con un reale coordinamento tra mondo imprenditoriale, governo e ong internazionali come Sant’Egidio;

- un piano per la natalità robusto e di lungo periodo: misure economiche (come reddito di maternità, quoziente familiare e prima casa accessibile per tutti coloro che vogliono mettere su famiglia) e una strategia culturale e sociale che premi chi fa figli, lo presenti come modello economico virtuoso e lo prediliga anche finanziariamente rispetto ai single;

- superamento del patto di stabilità europeo attraverso una semplice ma ragionevole regola: tutto ciò che è investimento, anche se finanziato sul mercato, non è debito da calcolare nei parametri europei;

- nessuna apertura a nuove adesioni all’Unione Europea: prima occorre risolvere questi problemi, veder prevalere una linea politica diversa da quella a tinte franco-tedesche, rendere il Parlamento europeo e la Commissione europea istituzioni realmente democraticamente elette e sovrane e allora, forse, il discorso di una “patria Europa” potrà riaffacciarsi nell’agenda politica dei prossimi anni.

Una disamina dura ma profondamente realistica, figlia di quasi quindici anni di impegno personale a Bruxelles e Strsburgo, sin da quando a 25 anni divenni delegato italiano al PpE. Allora ero giovane europeista convinto ora, per dirla alla Gaber, io non mi sento europeo ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

02/10/2023
2202/2024
Cattedra di S. Pietro

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Politica

Ringraziamenti, risposte, preghiere

In molti hanno commentato la nascita del Popolo della Famiglia, soggetto politico in vista delle amministrative: qui alcune osservazioni in replica

Leggi tutto

Chiesa

GRILLO E AVVENIRE, ADINOLFI (PDF): M5S È OPPOSTO ALLA CHIESA

Ma cosa hanno in comune la Chiesa ed il Movimento Cinque Stelle. Divergenze di opinioni in corso.

Leggi tutto

Politica

Famiglia, la vaghezza di Paolo Gentiloni

Si barcamena tra l’omaggio formale alla cellula fondamentale del «tessuto della nostra società», nonché «principio costituzionale e fondamento della Repubblica», e vaghe allusioni alle forzature
governative sulla legge Cirinnà. Poi incensa a parole il ruolo decisivo del credito privato italiano nelresistere al debito pubblico ma avverte, come la Boschi su Avvenire: non ci saranno grandi regalie.

Leggi tutto

Politica

Il programma del PdF per te

Il 4 Marzo si avvicina e con esso anche la possibilità di cambiare l’Italia. Il Popolo della Famiglia è pronto a prendersi questo impegno ed in questo programma impregnato di sostanza e Fede trovate le risposte a come è possibile farlo!

Leggi tutto

Storie

Vive ancora l’artigianato locale?

La domanda è più che lecita in quanto l’economia di piccole e medie imprese sul territorio soffre la concorrenza della grande distribuzione. Ma dove sta la vera “convenienza” per il consumatore?

Leggi tutto

Politica

Legittima difesa: una legge inutile e dannosa

In dirittura d’arrivo il voto finale della Camera dei deputati sulla legge che cambia la legittima difesa secondo le istanze portate avanti da Matteo Salvini. Ieri sono stati votati i primi 6 articoli, con l’assenza di 35
deputati pentastellati considerati in dissenso. Dopo il voto scontato di oggi il testo tornerà al Senato per l’approvazione definitiva, prevista per il prossimo 28 marzo, se non ci saranno sorprese.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2024 La Croce Quotidiano