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di Nathan Algren

India, il nuovo arcivescovo del Manipur

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n India papa Francesco ha nominato ieri un nuovo arcivescovo per Imphal, l’arcidiocesi del Manipur, lo Stato indiano che dall’inizio di maggio è pesantemente scosso dalle violenze tra i suoi gruppi etnici. Si tratta di mons. Linus Neli, 66 anni, sacerdote originario di questa stessa Chiesa locale, che è stato chiamato a raccogliere il testimone di mons. Dominic Lumon, l’arcivescovo che in questi mesi durissimi per il Manipur è stato una voce che ha costantemente invitato alla riconciliazione tra i Meitei (il gruppo maggioritario, prevalentemente indu) e i Kuki (la minoranza in maggioranza cristiana che vive nei villaggi sulle colline e che vede minacciata la propria sopravvivenza dalle scelte del governo locale guidato dai nazionalisti indù del Bjp sulla gestione delle terre). Un conflitto che ha già provocato circa 200 morti, secondo le stime ufficiali, probabilmente inferiori al numero reale delle vittime.

Mons. Lumon - che ha compiuto 75 anni e guidava questa Chiesa locale dal 2006 - lascia la guida dell’arcidiocesi per raggiunti limiti di età. A mons. Neli ora toccherà il compito di portare avanti questa missione in un territorio travagliato dove i cattolici sono circa 100mila su quasi 3 milioni di abitanti. Nato nel 1957, sacerdote dal 1984, il nuovo arcivescovo ha già ricoperto incarichi importanti nella Chiesa indiana: è stato rettore associato presso il St. John’s Medical College Hospital a Bangalore, vicario generale dell’arcidiocesi di Imphal e poi per due anni direttore nazionale della Caritas. Attualmente era direttore del Centro di ritiri arcidiocesano e vicario giudiziale del Tribunale Metropolitano di Imphal.

“La Chiesa ha bisogno di pastori e qualcuno deve prendersi sulle spalle questa responsabilità per continuare la missione apostolica – ha detto mons. Neli ad AsiaNews commentando la sua nomina -. Ci troviamo ad affrontare questa sfida speciale provocata dalla crisi sociale legata alle violenze etniche – ha aggiunto -. Preghiamo per la pace e aspettiamo il momento in cui si potrà arrivare a soluzioni durature. Non una pace cosmetica, ma risposte durature per la gente qui ma anche per lo Stato federale. Tutta l’India per essere una nazione forte ha bisogno che ogni suo Stato sia sano, pacifico e prospero. Preghiamo per questo insieme a tutti gli altri leader religiosi perché insieme riusciamo a uscire da questo momento. E la nostra speranza è radicata non in un ottimismo solo psicologico, ma in Dio”.

Quanto all’arcivescovo emerito mons. Lumon, il suo successore ha spiegato che rimarrà a Imphal continuando a dare il suo contributo nell’opera di assistenza promossa dalla Chiesa locale tra le centinaia di profughi ancora sfollati, soprattutto nei villaggi sulle colline. “Il lavoro continua perché la gente è ancora nei campi profughi - raccontava pochi giorni fa ad AsiaNews mons. Lumon appena pochi giorni fa -. Nelle periferie le tensioni restano alte, i beni essenziali non arrivano: c’è tanta sofferenza. Come comunità cattolica abbiamo diverse equipe che cercano di portare aiuto, ma è come una goccia nell’oceano. Per questo è urgente avviare in fretta a un processo di dialogo”.

Il nuovo vescovo mons. Neli ha scelto come motto le parole del vangelo della Trasfigurazione: “Ascoltatelo”. “Ascoltare la voce dello Spirito, la Parola di Dio. Dio ci parla in tanti modi, a volte nel silenzio altre volte nella nostra vita attiva. Ascoltando i giovani e il popolo di Dio, siamo anche noi una Chiesa sinodale in cammino. E ascoltare la voce di Dio e i bisogni della gente oggi a Imphal è quanto mai necessario”.

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09/10/2023
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