Chiesa

di Tommaso Ciccotti

Il re del Bahrein da papa Francesco

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L’ultimo e sanguinoso conflitto divampato fra Israele e Hamas seguito all’attacco del movimento estremista il 7 ottobre scorso comincia a creare “tensione e preoccupazione” anche nel Golfo, soprattutto in caso di invasione di Gaza che “potrebbe cambiare tutto” l‘intero scenario. È quanto sottolinea ad AsiaNews il vicario apostolico dell’Arabia settentrionale mons. Aldo Berardi, sacerdote dell’Ordine della Santissima Trinità e degli Schiavi, di cui è stato vicario generale, commentando il nuovo focolaio di guerra in Medio oriente. “Il timore - spiega - è che alle manifestazioni di solidarietà si sommino altre ragioni di protesta”. I governi “condannano” l’escalation, vi è un “sostegno” diffuso per i palestinesi ma, al tempo stesso, si registra un aumento dei controlli: il Kuwait ha fermato feste e concerti, l’Arabia Saudita è in silenziosa allerta e ha già bloccato ogni ulteriore negoziato nella prospettiva degli Accordi di Abramo, un attacco di vasta scala con ingresso nella Striscia potrebbe far precipitare la situazione.

A livello di Chiesa d’Arabia, racconta mons. Berardi. “preghiamo per la pace e ci uniamo al patriarca latino di Gerusalemme“ che ha indetto per domani una giornata di digiuno e preghiera. “Anche gli anglicani del Bahrein - prosegue - dovrebbero aderire. Abbiamo inviato un avviso alle parrocchie, invocando la preghiera e il digiuno in unione con la Terra Santa” perché il timore di una escalation e il pericolo di un allargamento regionale e globale del conflitto riguarda tutti.

Il Bahrein, seppur lontano da Gerusalemme, resta un territorio ponte fra Arabia Saudita e Iran e vive come tutta l’area in prima persona le conseguenze della guerra, pur cercando di rilanciare - e rafforzare - le occasioni di dialogo, incontro e confronto. In questo senso si legge la presenza del re Hamad bin Isa Al Khalifa in Vaticano questo pomeriggio, dove verrà ricevuto da papa Francesco in un quadro di rapporti cordiali e consolidati dalla visita del pontefice in terra d’arabia lo scorso anno. “Una visita di ‘cortesia’ quella odierna - racconta mons. Berardi - di cui abbiamo avuto notizia ufficiale anche noi, come vicariato, molto tardi e comunicandolo ai fedeli ieri al termine della messa. Nell’ultimo anno vi sono stati contatti fra il papa e il re a livello epistolare” con rispettive lettere “di ringraziamento. Nel colloquio di oggi - prosegue il vicario - parleranno della situazione in Medio oriente e di come proseguire e approfondire il dialogo interreligioso, la coesistenza fra fedi” con un percorso parallelo e indipendente “rispetto agli Emirati Arabi Uniti”.

Anche in Bahrein, sottolinea, tolleranza e coesistenza fra fedi sono un elemento di grande valore, lo stesso monarca ha “mantenuto la linea del dialogo” nella cui prospettiva si inserisce il viaggio apostolico che “è stato importantissimo per tutto il Paese, non solo i cattolici”. La sua presenza ha rappresentato un “momento di unità” come di rado accade per i cattolici del vicariato, che hanno poche occasioni per ritrovarsi all’interno del territorio e, spesso, sono i grandi appuntamenti internazionali a rappresentare fattore di unità. L’ultimo, racconta, è stato “la Giornata mondiale della Gioventù a Lisbona in cui fedeli del vicariato si sono riuniti per un momento di confronto e di scambio”. Ciononostante, la Chiesa resta “parte della storia del Paese”, come dimostra “la scuola cattolica del Sacro cuore che festeggia i 75 anni di attività” ed è fonte preziosa di istruzione.

Il vicariato apostolico dell’Arabia settentrionale estende la propria giurisdizione su quattro Stati della Penisola, con situazioni diverse a livello sociale, politico, per presenza cristiana e libertà religiosa: Bahrein, Kuwait, Qatar e Arabia Saudita, nazione quest’ultima in cui non è ammesso altro culto ad eccezione dell’islam. Nel 2020, anno della morte dell’ultimo vicario mons. Camillo Ballin cui è succeduto come amministratore mons. Paul Hinder - già vicario dell’Arabia meridionale - si contavano quasi 2,8 milioni di battezzati su circa 43 milioni di abitanti. Il territorio è suddiviso in 11 parrocchie, la sede è in Bahrein, ad Awali, dove sorge la cattedrale di Nostra Signora d’Arabia, punto di riferimento dei cristiani e che il 10 dicembre celebra “il primo anno dalla dedicazione”.

Costruita grazie al contributo del re che ha donato il terreno - prosegue mons. Berardi - sta diventando sempre fonte di attrazione architettonica, storica e culturale tanto da essere “meta per i visitatori internazionali in Bahrein e dei cittadini stessi, molti anche musulmani”. Per questo la Chiesa si sta adoperando nella formazione e nella “pastorale del turismo” per illustrare il valore della struttura e spiegare, anche a chi non è cristiano, le basi della fede. Il prossimo 24 ottobre inizia l’anno giubilare del vicariato e il 4 novembre l’apertura della porta santa della cattedrale del Bahrein, con le indulgenze e il pellegrinaggio. Un evento legato ai 500 anni dei martiri d’Arabia e che unisce, nelle celebrazioni, il Nord e il Sud (Emirati, Yemen e Oman). “Dobbiamo rafforzare la formazione permanente del clero, lo spirito missionario - conclude mons. Berardi - potenziare il catechismo per le migliaia di bambini e l’educazione degli adulti, con i diversi gruppi linguistici presenti. Questo è il nostro impegno pastorale” per il futuro.

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17/10/2023
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