Società

di Mario Adinolfi

SARÀ COME IL VAJONT, TRAVOLTI DA AVVERTITI

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“Il principale problema per il futuro del paese è la denatalità”. Sul tema siamo tutti d’accordo, quando escono i dati ISTAT in cui battiamo ogni anno il record assoluto negativo di nascite (sarà così anche nel 2023) non c’è giornale che non abbia pronto il suo editoriale preoccupato. Addirittura da oltre un anno è attivo un ministero ad hoc per la Natalità, risultato: record negativo 2022 che sarà battuto da un record negativo 2023 e così sarà sempre finché non capiranno che l’unica soluzione è la proposta che il Popolo della Famiglia ha depositato cinque anni fa: il reddito di maternità.

Nel frattempo è stato liberalizzato l’acquisto della pillola del giorno dopo e dei cinque giorni dopo anche per le minorenni senza ricetta medica. Subito dopo la liberalizzazione si passò da 13mila a oltre 253mila scatole vendute l’anno, la chiamano “contraccezione d’emergenza” perché se la chiamassero per quel che è (pillola abortiva che agisce immediatamente dopo il concepimento impedendo l’annidamento della morula) non potrebbe essere venduta liberamente in farmacia. In compenso sulla pillola abortiva vera e propria, la Ru486, si è deciso di estenderne l’uso dalle gravidanze fino a 7 settimane alle gravidanze fino a 9 settimane: nel 2010 il 3.3% degli aborti veniva praticato dalle donne da sole con la pillola prescritta, nel 2021 il dato è schizzato al 45.3% dei 175 nascituri che ogni giorno vengono soppressi nel nostro Paese.

A queste straordinarie ricette per battere la denatalità si aggiunge oggi l’annunciata pillola anticoncezionale gratuita per tutte le under 26, strategia comunicata dall’Aifa a mezzo stampa. Le italiane hanno il numero medio di figli per donna più basso del mondo. Grazie a questo dato il welfare italiano (significa: sanità gratuita, istruzione gratuita, previdenza, assistenza) si accartoccerà nel rapidissimo volgere dei prossimi venti anni per inevitabile mancanza di risorse, perché abbiamo fatto di tutto per non far nascere i figli che lo avrebbero sorretto.

Abbiamo proclamato la lotta alla denatalità a chiacchiere e abbiamo invece concretamente speso valanghe di soldi pubblici per non concepire o abortire i figli (ogni aborto costa alle casse pubbliche circa 2.000 euro, pagati dalle tasse di tutti noi), arricchendo a dismisura le case farmaceutiche produttrici di farmaci contro la gravidanza. Ci siamo, è proprio il caso di dirlo, tagliati i coglioni da soli. Le conseguenze le vediamo già, ma non sappiamo leggerle, in ogni lista d’attesa infinita per avere una tac o in ogni nuova restrizione per l’accesso alla pensione. E questo è niente rispetto a ciò che pagherà la mia generazione quando sarà ufficialmente anziana cioè, lo ripeto, nel rapido volgere dei prossimi venti anni. Verrà tutto giù, inevitabilmente.

Magra soddisfazione sarà aver passato gli anni ad avvertirvi del disastro incombente e ad avervi indicato la via, pur esistente, per porvi rimedio. È stata scelta la via opposta: invece del massiccio sostegno economico (e culturale) alla maternità e alla famiglia, il massiccio sostegno economico (e culturale) alla contraccezione, all’aborto e alle relazioni infeconde. Sarà come il Vajont. Saremo travolti e, pur sapendo, nessuno avrà fatto nulla per evitarlo, mentre ogni sforzo verrà compiuto per delegittimare chi lancia l’allarme e per ignorare i leggibilissimi segnali del disastro incombente. I numeri ve li ho scritti. Come chiosa finale vi piazzo quelli di bilancio: lo Stato spende 873 miliardi l’anno, 518 miliardi in welfare, cioè sanità e previdenza più pubblica istruzione e assistenza. Tra tasse dirette e indirette lo Stato incassa 496 miliardi, già oggi insufficienti, pur avendo la pressione fiscale più alta del mondo. I 23 milioni di lavoratori italiani attuali diventeranno 17 milioni tra vent’anni mentre i pensionati sono 16 milioni e saranno 6 milioni in più tra vent’anni, in un Paese con un’aspettativa di vita che si avvicinerà ai 90 anni (oggi è 84) e dunque con crescenti costi per sanità e assistenza. Chi pagherà?

È tutto dannatamente chiaro. Non vede solo chi non vuol vedere. E abbiamo deciso di coprire l’intera popolazione femminile al picco della età fertile con la contraccezione gratuita. È divertente leggere l’articolo di Repubblica che annuncia la strategia dell’Aifa, si lamenta perché la pillola gratis non è stata data a tutte le donne. Bisogna essere davvero totalmente imbecilli…

Tutte le reazioni:

178Carla Lodi, Barbara Figus e altri 176

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06/11/2023
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