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di Mario Adinolfi

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Su Netflix furoreggia il docufilm su Ilary Blasi che racconta la sua separazione da Totti. Consiglio di vederlo insieme a quello sui Beckham. So benissimo che le vite dei multimilionari divi del pallone sono vite anomale e che i problemi veri sono altri, ma poiché se ne parla molto è bene dotarsi di codici di decrittazione. Le due coppie hanno attraversato traversie non dissimili, soprattutto sul versante della depressione maschile. Beckham è stato letteralmente odiato per una lunga fase da un intero popolo, dopo l’espulsione ai mondiali del 1998 contro l’Argentina. Totti è stato forse fin troppo amato e pare non aver retto alla fine del calcio giocato, ora verrà anche additato come nuovo “re del patriarcato”. I due racconti spiegano bene però che la funzione cruciale del matrimonio, specie con figli piccoli, è il non essere soli ad affrontare la tempesta. Perché se invece si rimane soli, attorniati solo da bugie e finti amici, si finisce in pezzi. Quello che resta dopo aver visto la storia di Ilary e Francesco è la profonda tristezza per l’oceano di fregnacce (il romanesco è d’obbligo) in cui sono affogati entrambi. Avrete bisogno di recuperare il sorriso e allora vi consiglio di vedere l’accenno di danza finale dei Beckham che dopo quasi 25 anni di matrimonio ancora cantano insieme (Making love / Islands in the stream / that is what we are / no one in between / how can we be wrong / Sail away with me…facendo l’amore come isole nella corrente, questo siamo con nessuno in mezzo a noi, come possiamo sbagliare, mettiti in mare con me). Si può tenere duro nelle avversità e avviene unicamente insieme.

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28/11/2023
2902/2024
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