Politica

di Mario Adinolfi

Esistono 10 emergenze con 10 soluzioni

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Ho individuato dieci emergenze che costituiscono un mio costante ambito di preoccupazione e mi piacerebbe confrontarmi nell’analisi e anche nella proposta di possibili soluzioni.

1. Diritto alla vita

La vita stessa è in pericolo: dai nascituri, ai depressi, agli anziani, ai malati, ai produttivi, tutti coloro considerati non produttivi sono a rischio. È in atto una selezione eugenetica che sopprime pressoché tutti i “non conformi” prima della nascita, poi si sono aperti i cancelli dell’inferno del suicidio di Stato. La soluzione è proclamare l’ovvio e farlo diventare norma: nessun essere umano può essere soppresso. Nel grembo di ogni donna incinta è presente un essere umano depositario di propri diritti, ognuno di noi è stato dapprincipio essere umano in quella forma, nessuno di noi è stato abortito altrimenti non saremmo qui. Non possiamo negare ad altri il diritto alla vita che è stato garantito a noi, così come non può essere soppresso o aiutato a uccidersi nessuno e non esistono mai buone ragioni per farlo.

2. Denatalità e Famiglia

Con gli attuali tassi di natalità l’Italia è finita, il suo sistema di welfare crollerà entro il 2040 con conseguenze devastanti. I giovani sono riluttanti a sposarsi e fare figli, angosciati dal futuro e devastati da una cultura iperindividualistica. Ancora una volta vanno usati gli strumenti normativi per costruire il costume, rendendo il progetto familiare appetibile e conveniente. Casa alle giovani coppie sposate con mutui a tasso zero, reddito di maternità per le madri italiane prive di stipendio o rendite, sostegno economico alla famiglia che si fa carico di disabili e anziani non autosufficienti. L’ideologia queer che afferma che tutto è famiglia con la finalità che niente più lo sia è veleno puro, così come lo è l’idea che si possa costruire famiglie tramite la compravendita di bambini con pratiche criminali come l’utero in affitto. La famiglia è quella riconosciuta e definita dalla Costituzione italiana: società naturale fondata sul matrimonio (art. 29). Nell’ordinamento giuridico italiano il matrimonio è tra uomo e donna.

3. Infanzia e adolescenza

Bambini e adolescenti sono esposti ad un rischio di squilibrio senza precedenti. Dalla follia dei bloccanti della pubertà somministrati agli undicenni, alle carriere alias, al crollo delle agenzie educative (famiglia, Chiesa, scuola, partiti), all’ideologia gender dilagante, ai disturbi del comportamento alimentare, alle dipendenze precoci da alcool e droghe, alle baby gang, alla pervasività della pornografia nella costruzione dell’immaginario sessuale, all’uso compulsivo dei social il mondo dei minorenni è diventato un vero e proprio campo di battaglia. La loro estrema fragilità va combattuta innervando le strutture di esperienza collettiva a partire dallo sport per arrivare fino all’innovazione tecnologica, con il fine di costruire finalità personali e di gruppo che diano senso e direzionamento alle energie dei più giovani, rimuovendo dal contesto sociale le ideologie nocive.

4. Lavoro, salari, fisco e impresa

Il mondo del lavoro è in crisi, l’intelligenza artificiale rischia di portare colpi mortali, in questo contesto i salari italiani sono di gran lunga i più bassi dei Paesi del G8, con la pressione fiscale più alta. Occorre realizzare una rivoluzione che parta dall’incentivo all’impresa familiare, con i suoi meccanismi di autoimpiego e creazione di ricchezza, tagliando con il machete lacci e lacciuoli della burocrazia che limitano in Italia fortemente la libertà di intraprendere e alimentano così l’evasione fiscale. Le tasse vanno pagate da tutti sulla base del proprio quoziente familiare (reddito pro capite) e gli incentivi alla creazione di imprese aumenteranno il gettito erariale permettendo di retribuire meglio i salariati anche per via di un cuneo fiscale progressivamente minimizzato.

5. Guerra, armi, poteri sovranazionali

L’Italia ha scelto la via del riarmo e dell’aumento importante delle spese militari, portandole al 2% del Pil, questo in virtù dell’appartenenza a intese sovranazionali e alla partecipazione per via indiretta ad eventi bellici. Bisogna imboccare la via opposta, rifiutare gli aumenti di spesa pubblica causati dalla guerra, che la Costituzione italiana ripudia come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. I consistenti risparmi generati potrebbero essere così riversati nel finanziamento delle altre emergenze. Portare la spesa militare al 2% del Pil comporta un aggravio di 65 miliardi di euro in una legislatura, da aggiungere ai 125 miliardi che sarebbero comunque spesi senza tale aggravio. Farci bastare i 125 miliardi, non proprio noccioline, può significare alleggerire i vincoli con i poteri sovranazionali a cui siamo assoggettati? Non va ritenuto un male.

6. Scuola, social, cultura e informazione

La scuola italiana è azzerata, sforna milioni di giovani ignoranti e ideologizzati, con i tassi più bassi di capacità di comprensione di un testo o capacità di far di conto, secondo i dati comparati nei Paesi a maggiore industrializzazione. La scuola va rivoluzionata secondo i principi della libertà educativa, la famiglia deve poter liberamente scegliere dove mandare i propri figli a studiare, premiando gli istituti con gli standard più elevati con il metodo del buono scuola e del costo standard che peraltro produrrebbe significativi risparmi. Ed è all’interno di questa scuola finalmente libera e moderna che va insegnato anche un rapporto corretto con il contesto dei social e una fruizione culturale che pur ormai legata agli strumenti della contemporaneità (piattaforme di streaming, videogames, visual art) metta al centro il rapporto valorizzato con i luoghi fisici: monumenti storici, musei, teatri, chiese, piazze, contesti artistici, bellezze naturali. Anche l’università, realtà da liberare dai vizi del baronato all’italiana, deve tornare a vivere una stagione di innovazione e ricerca che parta dal rapporto con la ricchezza del territorio. Serve poi sempre alla crescita culturale del Paese un’informazione libera che finalmente in Italia comprenda che il pluralismo non è una somma di faziosità, ma una libertà piena e articolata dell’espressione delle idee a partire dal servizio pubblico radiotelevisivo, da non rendere schiavo né del potente di turno né delle cricche ideologiche che impongono i diktat alla moda con la ferocia dei totalitarismi. Servono editori puri e non proni a interessi diversi, che sappiano animare il confronto intellettuale investendo risorse senza secondi fini, per una libera e ricca circolazione delle idee.

7. Sanità

Il Servizio sanitario nazionale è forse il pilastro più importante del welfare italiano ed è oggi totalmente in crisi. Di fatto chi è povero non si cura, a sud di Roma i servizi ospedalieri sono di imbarazzante inadeguatezza, le liste d’attesa hanno di fatto già consegnato al privato la sanità, persino i pronto soccorso ormai sono aperti da società che fanno pagare 140 euro a intervento. Se ti serve una tac la lista d’attesa se ti dice bene è di 100 giorni e allora vai a fartela privatamente. Se puoi. Altrimenti adotti il metodo di andare privatamente da un medico ospedaliero, gli paghi la visita privata e lui poi ti accorcerà le attese nel sistema pubblico. I fondi del Pnrr dovevano far ripartire la sanità italiana, non sarà così. Bisogna passare il diserbante sulle sacche di spreco del sistema, enormi tra corruttele e inefficienze, investendo nel capitale umano: medici e infermieri, che stanno scappando all’estero. Più risorse umane e più tecnologia, meno sprechi e corruzione, uguale sanità più vicina al cittadino integrando nel sistema pubblico anche il privato convenzionato con un serio investimento nella medicina territoriale di prossimità.

8. Previdenza e assistenza

L’Italia sarà sempre più un Paese di pensionati mentre aumenterà anche l’incidenza delle disabilità che necessitano assistenza. Il ridicolo importo delle pensioni di invalidità e la fatica che fanno molti anziani con le loro striminzite pensioni di vecchiaia raccontano un Paese che rischia il disastro se non ripartirà subito il tasso di natalità. Vanno costruiti riequilibri che assicurino che nessuna pensione, che sia di anzianità o di invalidità o di vecchiaia, sia inferiore ai mille euro al mese netti per tredici mensilità. Con integrazioni agli anziani non autosufficienti per pagare l’assistenza domiciliare o in struttura residenziale certificata.

9. Cibo, energia, agricoltura e ambiente

Assicurare la salvaguardia della tradizione del cibo e dell’agricoltura italiani è un dovere nazionale anche davanti ai diktat delle realtà sovranazionali e delle mode ideologiche correnti. Nessuno spazio al veganesimo obbligatorio, a farine e cibi sintetici, per noi italiani l’alimentazione è anche cultura e profonda interazione con la natura, con l’ambiente. Anche sul fronte dell’approvvigionamento energetico il rapporto con le caratteristiche del territorio deve consentire uno sfruttamento più efficiente delle rinnovabili senza rinunciare a far partire da subito la costruzione da subito di termovalorizzatori (per risolvere anche le emergenze rifiuti) e centrali nucleari di ultima generazione, da consegnare come patrimonio insieme alla nostra tradizione agricola e alimentare ai figli. Il futuro nasce dalla radice.

10. Le relazioni tra uomini e donne

L’Italia è tradizionalmente il luogo dove le donne sono più rispettate, ma da anni una vulgata ideologica la racconta come territorio retrogrado della guerra dei sessi dove il maschio violento opprime la donna sottomessa, secondo uno schema reiterato che negli ultimi mesi va di moda definire come “patriarcato”. Nella realtà la famiglia italiana è sempre stata matriarcale, dominata nei fatti e nella quotidianità dalle figure femminili. Nel 2023 sessantuno donne sono state uccise dal partner o ex partner (in un caso su quattro da stranieri, ricalcando il problema dell’incidenza pesante del numero di reati commessi dagli immigrati) secondo quello che viene chiamato “femminicidio”, termine che non è traducibile in nessuna altra lingua anche se negli Stati Uniti i delitti analoghi sono stati venti volte di più. La società diventerebbe più serena pacificando il rapporto tra uomini e donne, fonte di continuo stress e tra le cause principali del colossale consumo di psicofarmaci (12 milioni gli acquirenti) di una popolazione italiana che sembra attraversata da un generale male di vivere.

Da figlio, da marito, da padre, da intellettuale e politico che abita da sempre in questo Paese ritengo che queste dieci aree di emergenza richiedano un immediato intervento. Spero che queste idee possano almeno avviarlo. Io farò il mio.

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02/02/2024
2802/2024
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