Società

di Mario Adinolfi

Pure il marketing va al contrario

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Tendo ormai a sottrarmi alla polemica diretta con la propaganda Lgbt perché conosco il giochino: per cercare visibilità e un titolo sui giornali sfruttano il mio cognome, la mia faccia e ottengono così mille volte la pubblicità che avrebbero se io non esistessi. Per me il vantaggio è nullo (vengo regolarmente descritto come il più retrogrado degli esseri umani) e loro si atteggiano a martiri del bigottismo. Sotto Sanremo il giochino viene cercato con particolare intensità. Rispetto a questo sponsor del festival che ha prodotto uno spot bruttarello in cui un matrimonio in chiesa viene interrotto e la sposa fugge in autobus con una tizia, conoscendo il giochino, mi sono limitato a dire che è un errore di marketing, è il racconto di qualcosa che non esiste, che non accade. Pura ideologia Lgbt che come è noto è slegata dalla realtà. La realtà racconta 29 milioni di italiani uniti in regolare matrimonio che crescono 15 milioni di figli minorenni e maggiorenni non ancora autosufficienti. I 10 milioni che guardano Sanremo sono tutti lì. Lesbiche fuggite dall’altare scappando dal retrogrado matrimonio in chiesa? Zero. Ti credo allora che l’ufficio marketing di quella società ha bisogno di usare il marchio Adinolfi per farsi un po’ notare. Peraltro è un’azienda che produce make up. Molto utilizzati presso i 350mila che quest’anno si uniranno in matrimonio. Le unioni civili gay che si celebreranno saranno meno di duemila. Il rapporto è 99 a 1. Hanno irriso i 99. Non mi pare una straordinaria mossa di marketing. Però grazie a me i titoli sui giornali se li sono presi. Che dite, mando regolare fattura?

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05/02/2024
2902/2024
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