{if 0 != 1 AND 0 != 7 AND 0 != 8 AND 'n' == 'n'} Sanremo: la mia top 5 ed altre frattaglie

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di Mario Adinolfi

Sanremo: la mia top 5 ed altre frattaglie

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Se penso che Sei bellissima è un successo di cinquant’anni fa mi sembra incredibile che Loredana Bertè abbia dominato la classifica top 5 della serata d’esordio del Festival di Sanremo. Ormai è un incrocio tra Marge dei Simpson e Miss Piggy del Muppet Show, si veste in maniera improbabile, in più di un passaggio sembra dimenticarsi il testo, ma come apre bocca tritura con la forza dei suoi 74 anni l’esercito insignificante dei Maninni, Clara, Il Tre, Bnkr44, Fred De Palma, Geolier, Sangiovanni, The Kolors, Santi Francesi, Big Mama che ci sono stati imposti dall’ossessione di inseguire i gusti giovanili. Che la Bertè (ah, è vietato usare il “la” davanti al cognome femminile, perché non lo si fa davanti al cognome maschile, ma poiché io sono per la parità nella differenza, io la chiamo la Bertè) ha dimostrato essere in tre minuti gusti quantomeno discutibili.

Non bastavano Mahmood, Irama, Ghali e pure uno spaesato Gazzelle (peccato, lui è bravo) a dar soddisfazione ad una gioventù fiacca pure nelle scelte musicali? Non bastavano Annalisa, Angelina Mango, Emma, Alessandra Amoroso a tributare il dovuto omaggio al successo senza contenuto tipico degli Amici di Maria De Filippi? Le cose migliori le hanno fatte i vecchi: la Bertè ha vinto la serata, i Ricchi e Poveri sono stati divertenti, gli ex ragazzi de Il Volo si sono confermati voci imbattibili, annoiano un po’ la Mannoia, Diodato e il duo Renga più Nek, ma almeno cantano qualcosa di ascoltabile.

La mia top 5 è: al quinto posto Alfa, giovane ma con le idee chiare e quindi niente rap o trap, sceglie il folk, farà strada il suo Vai!; al quarto posto Rose Villain che nonostante la canzone trascurabile dimostra di essere veramente bella (Elodie scansate) e di possedere una potenza vocale impressionante, non capisco perché nessuno l’abbia fatto notare; terzo posto per MrRain, sto ragazzo ha il tocco e mi fa piacere che sia amato anche da mia figlia piccola; secondo posto per i Negramaro, un testo veramente poetico; primo posto mio personale a Dargen D’Amico, il suo brano ballabile mi ha ricordato in tre minuti l’intero concept album Titanic di Francesco De Gregori e con meno spocchia, poi ha avuto coraggio di chiedere il cessate il fuoco perché la guerra non piace né alla storia né a Dio e magari sulla questione specifica abbiamo pure idee diverse, ma nel clima anestetizzato di Sanremo 2024 è stata una bella scossa. E poi quando muore così tanta gente a Gaza e in tutte le guerre del mondo ha proprio ragione lui “chi tace è complice”.

Menzione speciale per il gruppo punk dei La Sad, il cui brano intitolato Autodistruttivo è molto bello, ancora più bella la decisione di rompere il tabù del tema del suicidio portando cartelli e riferimenti al Telefono Amico. Non è roba da Sanremo ma sti ragazzi con le creste colorate che dicono a fine brano “la musica ci ha salvato la vita” e mandano un messaggio di aiuto a chi la vita se la vuole togliere mi hanno colpito molto, bravissimi.

Commovente anche il ricordo di Giovanbattista Cutolo da parte della mamma, ucciso con tre colpi di pistola a 24 anni da un 16enne a Napoli per una lite banalissima. Il clima anestetico da politicamente corretto vietava approfondimenti, Amadeus subito diceva che il fatto era accaduto a Napoli ma poteva accadere ovunque. È stata persa l’occasione per una pagina di verità, per spiegare perché è accaduto a Napoli e non poteva accadere a Asti, a Belluno o a Pavia, il contrasto tra una città meravigliosa e persone meravigliose come Giogiò e la mamma, con un contesto talmente infettato dall’idea di violenza gratuita da mettere una pistola in mano a un 16enne che in mano dovrebbe avere un libro o un pallone o uno strumento musicale. Dopo un anno a parlare di Caivano e dintorni, poteva essere una grande occasione per mandare un messaggio duro di contrasto alla cultura criminale che purtroppo domina intere aree del Sud. Amadeus ha preferito cantare Bella Ciao che tanto non costa niente ed è politicamente corretta, porta titoli sui giornali e al circo va bene così.

Un mio finale omaggio poi, a Marco Mengoni. Ci siamo sorbiti 15 anni di talent, ma a parte i Maneskin che ormai viaggiano ad altre latitudini, l’unica vera star emersa da quei contesti è lui. Il medley di ieri sera dal Guerriero a l’Essenziale dimostra che ha scritto brani che resteranno e è destinato a diventare il più importante showman italiano, perché ha anche doti da intrattenitore. A 35 anni ha già lasciato un segno e diventerà un solco.

PS: chi vincerà sabato sera? Da oggi si televota, dunque dominerà il fattore A: Annalisa, Angelina Mango, Alessandra Amoroso, della scuderia di Amici. Tra le tre, meglio la Mango.

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08/02/2024
2802/2024
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