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di Mario Adinolfi

Sanremo, media e vincitori

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Il televoto era finito 60 a 16 per Geolier, per far vincere Angelina Mango la sala stampa ha dato voti distruttivi al rapper napoletano per ribaltare la classifica finale e portare il rapporto ad un netto 40.3% a favore della ragazza, 25.2% al partenopeo. I giornalisti urlavano “non fate votare più la Campania” e una storia apparentemente minimale fa porre una questione centrale: consideriamo ancora la democrazia come il metodo migliore per governare la complessità? Se è giusto ignorare la volontà popolare, anzi ribaltarla, in una inutile gara tra canzonette per ottenere esiti migliori, quanto tempo manca secondo voi a che ci spieghino che anche su questioni assai più rilevanti la volontà popolare è solo un fastidioso orpello, mantenuto in vita come rituale e ignorato nella sostanza? Ah, dite che è già così? Come darvi torto. Solo che gli esiti migliori, quelli, ancora non si vedono.

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12/02/2024
2802/2024
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PdF unica alternativa praticabile

Il Pd renziano prova a silurare il governo stesso con la speranza di veder tornare il proprio Napoleone dall’isola d’Elba. Direttamente da Sant’Elena fa capolino la voce di Berlusconi, al contempo
Napoleone del centrodestra disfatto e convitato di pietra che ripropone nei salotti italiani discorsi e slogan da 1992. La vera novità sostanziale si dà solo nel movimento che sorge dai Family Day

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Associazione Stampa Romana - Intelligonews chiude: a casa e senza tutele tutti i lavoratori

Librandi alla fine di ottobre ha comunicato alla redazione la fine dei giochi. Gli accessi si sarebbero ridotti, ma non al punto tale da giustificare una repentina chiusura. Nonostante l’editore negli anni avesse sfruttato il lavoro dei colleghi, avendo fatto poco e nulla per regolarizzare le posizioni contrattuali e previdenziali.
La lettura dei bilanci ci racconta invece tuttora una storia di assoluta sostenibilità dell’impresa editoriale. Forse ha inciso di più la collocazione di Librandi all’interno del partito democratico.

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Dite addio al centrodestra

In Abruzzo la Lega ha vinto con Marsilio, candidato FdI, ma la trazione della coalizione è stata completamente leghista (per più di due terzi dei voti totali): si rivela vincente, per il momento, la strategia salviniana di emanciparsi dall’egida berlusconiana. Forza Italia si sta prosciugando voto dopo voto e si apre al centro uno spazio per l’elettorato di centro, specie quello cattolico.

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Non è un caso che il ministro Azzolina stia deliberatamente agendo per escludere le scuole paritarie (in maggioranza cattoliche) dal sostegno che viene riconosciuto invece a qualsiasi altro settore in difficoltà e per questo la metà delle scuole cattoliche a settembre non riaprirà. Non è un caso che una circolare del ministero dell’Interno per giorni abbia obbligato i cattolici italiani a non poter entrare in una chiesa (da singoli, per dire una preghiera magari per un caro defunto) sé quella chiesa non si trovava “sul tragitto” verso un’altra attività considerata essenziale, tipo andare dal tabaccaio. Non è un caso che settori del governo abbiano provato a pretendere la chiusura totale delle chiese, a cui alcune diocesi s’erano persino acconciate prima che la voce ferma di Papa Francesco richiamasse tutti a riaprirle subito con tanto di camminata solitaria del Pontefice per andare a pregare davanti al crocifisso di San Marcello a via del Corso a Roma. Non è un caso che sia stata vietata ogni manifestazione pubblica “cum populo” di natura religiosa per la Pasqua. Non è un caso che si sia addirittura arrivati a vedere l’irruzione e il tentativo di interruzione di una messa da parte della forza pubblica. Non è un caso che nel corso della conferenza stampa Conte abbia accennato a contrasti che evidentemente ci sono stati anche in seno alla task force di Colao e al comitato scientifico sulla riapertura delle messe da lasciare “sine die”, evidentemente delle forze hanno agito con determinazione per ottenere questo obiettivo. Non è un caso, è ideologia.

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Politica

MANCANO LE PAROLE D’ORDINE E IL CENTRO-DESTRA SI SCHIANTA

Dopo questi ballottaggi si palesano tutti i limiti dell’offerta politica del centrodestra italiano: non facciamoci ingannare dalla bassa affluenza elettorale, il popolo moderato se ci fossero state proposte politiche all’altezza delle aspettative si sarebbe certamente mobilitato. Il reale problema è strettamente connesso con l’incapacità di Meloni e Salvini (e, a seguire, dei loro rispettivi candidati a sindaco) di presentare al paese una serie di “cose da fare” saldamente ancorate a pochi ma ben definiti valori di fondo condivisi.

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Cosa possiamo fare

Oggi non c’è battaglia che conti che non veda il PdF protagonista, anche mediaticamente, pur essendo un soggetto non presente in Parlamento. Questo grazie alla qualità alta del gruppo dirigente, sempre affidabile e interlocutore del territorio dove ci vengono riconosciute serietà e coerenza, oltre alla arcinota “tenacia del pidieffino”. Ora il Popolo della Famiglia spalanca le sue porte e finestre per far entrare energie nuove e chiunque voglia collaborare dedicando un anno della sua vita a battaglie di libertà decisive per l’Italia non ha che da scrivermi personalmente a [email protected] o anche qua sotto tra i commenti e ci penserò io a darvi il benvenuto nel PdF oltre che a mettervi in contatto con le nostre strutture territoriali che saranno ben liete di accogliervi facendoci sentire a casa. Mi chiedete sempre dopo aver accolto positivamente qualche mio intervento: “E adesso, cosa possiamo fare?”.

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