Storie

Charlie è ancora vivo

Le autorità inglesi in Italia hanno risposto e hanno dato l'e-mail dell'ospedale. [email protected] Mandiamo migliaia di e-mail gentili ma forti…

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Storie

Quella integralista religiosa di Flannery O’ Connor

Flannery O’Connor è stata una cocciuta paladina della realtà contro ogni intellettualismo, colei che più di ogni altra ha saputo portare alla luce le teofanie imprevedibili che la realtà racchiude nei suoi aspetti più banali. Molta polvere si deposita sulle cose ordinarie, facendole apparire insane. Quella polvere va tolta, preservando le cose. Molte iniquità vanno combattute in questa realtà imperfetta per non essere annoverati tra gli iniqui, ma non il reale stesso. Poiché nessun progressismo libresco, la O’Connor asserisce da ogni pagina, ha mai potuto cambiare un atomo del reale o uno iota della legge. Solo ciò che è accidentale cambia, ma l’essenza delle cose non muta. Chi non comprende o non ama questo non comprende la realtà perché, evidentemente, ha molto elucubrato e poco vissuto: “ci vuole vita per amare la Vita”, avrebbe detto un altro grande americano, l’Edgar Lee Masters dell’Antologia di Spoon River.

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Politica

Residenza permanente USA per Charlie Gard

L’azione politica degli USA, cioè la concessione della residenza permanente, potrebbe rappresentare l’ultima spinta per convincere i soggetti coinvolti dell’opportunità di una soluzione del contenzioso a favore della famiglia Gard, ma potrebbe anche essere accolta dagli inglesi come un’indebita ingerenza nei propri affari interni, esacerbando ancora di più gli avvocati e il giudice Francis, inducendoli a non cedere alle nuove evidenze per il solo motivo di mostrare al mondo la superiorità del loro sistema legislativo. Francis ha già dichiarato alla seduta della settimana scorsa che è suo preciso dovere perseguire il bene del bambino e applicare la legge indipendentemente dalle ingerenze politiche e mediatiche.

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Chiesa

Giacomo Morandi, nuovo segretario della CDF

Con il saluto al cardinal Müller, monsignor Ladaria è volato in vetta alla “Congregazione regina” della Curia Romana. Lasciando il vescovo spagnolo il suo posto di Segretario, il Sottosegretario è a sua volta asceso a coprire l’ufficio lasciato vacante dal nuovo Prefetto. Il prete modenese specializzato in teologia biblica e missiologia è l’espressione dell’indirizzo di Bergoglio per la CDF

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Chiesa

Oltre le imprecisioni teologiche: una risposta a p. Spadaro

Il direttore de La Civiltà Cattolica parla di “manicheismo” senza che sia presente un dualismo metafisico archeologico, propone presupposti ermeneutici di marca marcionita, sorvola sulle critiche alle teorie storiche di Max Weber, sembra fare tutt’un fascio delle teologie politiche di Eusebio, Agostino e Orosio: l’attacco a tesi contro Trump, a questo punto, è perfino marginale.

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Politica

Confutando Spadaro e Figueroa

Il gesuita siciliano che si accredita come frontman dei consiglieri di Papa Francesco (e che con questi crediti intasca colonne di editoriale sui giornaloni) si è lasciato andare, insieme col direttore dell’edizione argentina de L’Osservatore Romano, a un’analisi sociopolitica dell’attuale quadro Usa. Stupisce l’approssimazione del testo, evasivo sui dati e apodittico sui teoremi: si può fare meglio

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Società

Ma quale decrescita: pensate a nutrire il mondo!

Una pseudo-ricerca svedese individua le quattro azioni fondamentali per aiutare il pianeta: dalla mobilità alla dieta, partendo però
dall’eliminazione delle «emissioni del bambino, a sua volta poi possibile futuro genitore» (in pratica denatalismo neo-malthusiano). Aveva proprio
ragione un esperto non cristiano come Patrick Moore: l’“ambientalismo politico” è ormai pura ideologia… Del resto ci sarà pure un motivo se uno dei
principali fondatori dell’organizzazione ecologista più conosciuta nel mondo (Greenpeace) l’ha mollata diventando un “ambientalista ragionevole”

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Storie

L’uomo dell’istante romanzo su Soren Kierkegaard

È stato tradotto in italiano il romanzo di Stig Dalager sulla vita romantica e romanzesca (ma non eccessivamente romanzata) del filosofo danese per eccellenza. L’amore per Regina Olsen – immolato, sublimato e venerato – costituisce la spina dorsale di un uomo sospeso tra il presente e l’eternità

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2207/2017
Santa Maria Maddalena

Voglio la
Mamma

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Storie

Intervista con la presidente di “Jamais sans Marwa”

Non è una faccenda di scontro di civiltà, l’accostamento di questi due innocenti tanto vicini eppure lontani ce lo ricorda. Anzi, Justine, la fondatrice e presidente dell’associazione “Jamais sans Marwa”, ci tiene a ribadirlo: «Per quanto riguarda la parte religiosa, durante questa battaglia abbiamo espressamente fatto in modo di tenercela nell’intimità: noi veniamo da ogni luogo e abbiamo ogni tipo di origine; è una battaglia umana, non di ingiustizia religiosa». Appunto con lei ci siamo intrattenuti per osservare da vicino “il piccolo principe” inglese e la “principessina” francese, riservandoci di commentare più avanti gli sviluppi giuridici del caso Gard per come si stanno snodando nelle udienze di Mr. Justice Nicholas Francis.

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Società

Charlie, messinscena in tribunale

«Se un famoso Ospedale dichiarasse il Giudice morto, lui si fiderebbe e si dichiarerebbe morto, non basterebbe la coscienza e l’evidenza di essere vivo, ma dovrebbe portare a se stesso evidenti prove di esserlo»
Raccapricciante pensare che il fatto che sia sopravvissuto per altri tre mesi sia percepito dai medici del GOSH come una violenza insopportabile, e come essi restino del tutto convinti che nessun altro ospedale possa fornire nessun’altra soluzione. Il fatto che sia fisicamente cresciuto non significa nulla per loro: non sarebbe segno di salute, anzi, ci sarebbero segni di deterioramento.

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Società

Ospedali, quale destino nell’era postcristiana

La mutazione degli ospedali da luoghi di cura e di sostegno al malato in spazi fisici in cui si uccide la speranza è solo l’ultimo atto di una cultura che ha totalmente dimenticato le proprie radici cristiane. L’impressione è che l’operato dei medici britannici sia, in fondo, considerato legittimo da molti altri loro colleghi nel mondo. Al loro posto, in tanti avrebbero fatto lo stesso. Ci fa piacere che si siano mossi il Bambin Gesù di Roma e il Presbyterian Hospital di New York, ma è davvero triste costatare che non c’è stata una gara tra gli altri ospedali ad accogliere Charlie. Il caso è certo difficile, ma una risposta compatta delle strutture ospedaliere mondiali avrebbe forse fatto traballare ulteriormente i convincimenti dei medici del Gosh. Eppure, gli ospedali sono nati per alleviare le sofferenze. San Camillo de Lellis, di cui oggi facciamo memoria liturgica, fondò un Ordine religioso appositamente per aiutare gli ammalati. Volle che i suoi confratelli – come fece egli stesso – servissero i sofferenti «con quella carità e amorevolezza che sono solite avere le madri verso i propri figli infermi». Il fondatore dei Camilliani ha indicato dunque una precisa figura, la madre, come esempio per aiutare chi soffre: Connie che, senza alzare la voce, “grida” il suo amore e la sua speranza per il figlio, che gli resta accanto osservando ogni piccolo mutamento, è quel modello che chiunque sia avvicina ad un ammalato per curarlo dovrebbe coltivare dentro di sé, sperando di esserne sempre più degno. Ancora, Camillo de Lellis sentiva il cuore spezzarsi ogni volta che non poteva portare il soccorso che avrebbe voluto. È questo il sentire che ci rimandano oggi molte figure di medici? Camillo de Lellis – come l’altro grande sostegno degli ammalati, Giovanni di Dio, che voleva per gli infermi che assisteva condizioni igieniche migliori e cure specifiche – ci ha testimoniato che curare chi è sofferente è un compito altissimo da assolvere senza cercare la via più semplice. Grazie a lui, a Giovanni di Dio e ad altri cristiani, gli ospedali sono diventati nei secoli quei luoghi di speranza e di cura a cui fino all’altro ieri guardavano con fiducia.

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Società

Spiegare a Vauro ciò che non gli è chiaro

Il guaio grosso è che i genitori sostengono che l’ospedale menta sulle reali condizioni del bambino, quindi dalle cartelle cliniche non c’è da aspettarsi grandi novità: non ci vuole molto a ritoccare la misura della circonferenza cranica, ad esempio, per dimostrare che Charlie non è cresciuto negli ultimi mesi. *Marwa** *Bouchenafa tre mesi fa si è trovata in una situazione del tutto analoga a quella di Charlie: i dottori francesi volevano sospenderle la ventilazione e i genitori invece volevano mantenerla e, per il momento, è ancora viva grazie ad una decisione (sempre in bilico) dei giudici francesi. La sua famiglia, quando ha visto che aria tirava in ospedale, ha cominciato a presidiare la stanza e a filmare ogni giorno la piccola, a misurarla per conto proprio, cioè a radunare evidenze scientifiche sul suo stato di salute indipendenti dall’ospedale. E grazie a questo lavoro meticoloso sono riusciti a strappare ai giudici la sentenza favorevole.

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Società

Jacques Attali e la legalizzazione dell’eutanasia in Occidente

Attali è un «enarca», fa parte cioè di quella élite dalla mentalità ingegneristico-sociale uscita dall’École nationale d’administration (Ena), la scuola dove la République francese plasma la propria classe dirigente (e i cui membri sono soprannominati «enarques»). Nel 1981 viene nominato consigliere speciale della presidenza Mitterrand, diventando una specie di eminenza grigia del leader socialista. Terminato il suo incarico all’Eliseo nei primi anni Novanta viene messo a capo della European Bank for Reconstruction and Development (Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo), l’organismo finanziario internazionale nato dopo la fine dell’Urss dalla volontà dei governi occidentali di accompagnare i paesi orientali nella transizione verso un sistema di libero mercato.

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Storie

Nuove speranze per Charlie

La vita di questo bambino innocente è diventata suo malgrado il campo sul quale l’ideologia della cultura della morte ha scatenato la battaglia finale per impossessarsi del diritto di disporre della vita delle persone anche contro la loro stessa volontà ovvero di chi ne ha la potestà, in questo caso genitoriale.

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