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Quarant’anni senza Cristina Campo

Misurarsi con Cristina Campo non è né sarà mai facile. È, tuttavia, opportuno ricordarla in questo 2017 perché sono passati 40 anni dalla sua morte, avvenuta a Roma il 10 Gennaio del 1977. La difficoltà di relazionarsi con lei è relativa ad almeno due motivi, entrambi importanti per comprendere la sua personalità. Il primo di questi ha a che fare con la valutazione letteraria dell’opera della Campo. In fin dei conti, nella storia della letteratura italiana, la sua presenza – riguardo alla produzione di capolavori riconosciuti unanimemente – è marginale. Al di fuori degli appassionati di letteratura, il suo nome non circola. Eppure i suoi molti estimatori la ritengono una figura determinante nel panorama letterario italiano e, per certi versi, lo è realmente, avendo lasciato scritti pregevoli, mai banali e di una profondità e bellezza non facilmente riscontrabili altrove. Questa dicotomia tra una Campo irrilevante e una Campo decisiva costituisce la più grande difficoltà nell’approcciarla, con il duplice rischio di finire per ignorarla, da una parte, e di snaturarla dall’altra. Perché, in fondo, è la stessa Campo, che potrebbe risultare determinante, ad adoperarsi per rendersi quanto più marginale possibile, quindi irrilevante. E di questo occorrerà sempre tenere conto quando ci si avvicina a lei.

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Uber ed i tassisti

È da tempo in atto un aspro contenzioso che vede contrapposti Uber e i tassisti. Uber è un nome che ai più forse dirà poco, ma bisogna sapere che stiamo parlando di un autentico colosso del trasporto automobilistico privato. È una multinazionale con sede a San Francisco, dove è stata fondata nel 2009. Si tratta di un gigante del settore dei trasporti, valutato in 69 miliardi di dollari. Un valore, per dare un’idea delle dimensioni, superiore alla valutazione di General Motors e Twitter messi assieme.

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Scuola e chiesa ora tocchiamo veramente i fondi

Gabriele Toccafondi è un fiorentino del ‘72, laureato in scienze politiche, ha fatto il consigliere all’università di Firenze, è stato membro di un sacco di commissioni e promotore di iniziative culturali e dal ‘99 ha messo i piedi in politica per poi non toglierli più. Ha militato tra le file di una lista civica, poi è passato a Forza Italia, poi è stato deputato PdL e nel 2013 ha indossato la casacca NCD, grazie alla quale ora siede sulla poltrona di Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

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Marco Tarquinio parliamone….

Caro Marco, ci conosciamo da un quarto di secolo e i miei primi anni di vita professionale li ho condotti apprezzando le tue doti di collega accorto e ligio, aiutando credo in maniera decisiva la tua scalata alla direzione di Avvenire. Mi permetterò dunque la franchezza per una volta spoglia dalle ipocrisie del cattolichese, a cui il tuo giornale quotidianamente ci abitua. Il riferimento è alla lettera di Valeria Fedeli e alla tua risposta pubblicate il 20 dicembre 2016 sotto il titolo “Fedeli: il mio impegno per educare alla parità tra uomo e donna”. Il Popolo della Famiglia, movimento che presiedo, non chiama la signora ministro o ministra o che dir si voglia, è indegnamente seduta a viale Trastevere avendo mentito sui suoi titoli di studio, millantato una laurea mai posseduta, addirittura non ha mai sostenuto neanche l’esame di maturità. Abbiamo dimostrato questi fatti con evidenza, colei che noi chiamiamo “pinocchia” li ha candidamente ammessi, con arroganza non ha presentato le dimissioni che sarebbero state considerate naturali e ovvie in qualsiasi paese del mondo. Anzi, cerca legittimazione venendo a scrivere una lettera densa di bugie proprio al direttore di Avvenire, che non ritiene di menzionare l’incidente del titolo di studio inventato (per non dover menzionare il Popolo della Famiglia), mentre nello scritto della signora riscontra “lineare chiarezza

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Il tour di Gianna fa scuola in Italia

Mentre le polemiche sull’obiezione di coscienza dei medici antiabortisti infiammano il Paese (in fondo sono buone per ogni stagione), Gianna Jessen, nota a moltissimi per la sua storia narrata in
“October Baby”, gira lo stivale. Libero dà voce all’“unico medico abortista” del Molise come a un eroe, mentre il Paese reale corre ad ascoltare la testimonianza della Jessen: il futuro passa da lì, lo sa bene

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Genitori, “disoccupate” le scuole e occupatevi dei figli

Segna una rimarchevole novità l’ormai tristemente consolidata tradizione delle “occupazioni dell’Immacolata”: quest’anno sono state molto
più “deboli” e “brevi” degli anni precedenti. Non solo: in alcuni licei romani (anche della Roma bene pariolina) i genitori hanno letteralmente fatto
irruzione negli stabili scolastici “okkupati” dai figli, senza mezzi termini li hanno trascinati fuori e riportati a casa – e pare che sia volato anche qualche
schiaffone. Pur nel suo tratto pittoresco, il dato appare positivo e foriero di speranza per un auspicato ritrovamento dell’autorità del ruolo genitoriale

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Hadjadj: non scegliete il male minore

L’Italia è chiamata al referendum su una riforma costituzionale molto pervasiva; la Francia
vede prepararsi le elezioni con i cattolici che propendono (come avviene anche nel Belpaese) per il
centrodestra, diviso oggi tra liberalconservatori e nazionalisti duri e puri. Il filosofo Fabrice Hadjadj,
intervistato da Famille Chrétienne, invita a «tracciare un sentiero nel mezzo di Mordor»

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Il nodo gordiano: la scuola

Non c’è apprendimento senza orientamento e l’orientamento è educazione. Il fanciullo lasciato a se stesso intorno agli orientamenti di fondo, ai comportamenti e agli atteggiamenti, semplicemente si fa educare dal contesto che percepisce, ma ancor più dal fondamentale abbandono che sperimenta da parte di chi gli è vicino. Come sgusciare allora dal vuoto di valori ideologicamente perseguito, o riempito di indegni surrogati, e riappropriarsi del naturale buon senso che accompagna la vita reale non ridefinita dal totalitarismo gestionale del potere costituito?

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1901/2017
Ss. Mario, Marta, Audiface e Abaco

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Se le nozze le fissa il commercialista

Nel 2015 i matrimoni sono aumentati, ma i divorzi sono schizzati in su con un +57% rispetto al 2014, evidentemente a causa della novella legge sul divorzio breve. Gli ospiti, con la leggerezza che si addice ad uno studio televisivo come questo, hanno sparato in libertà diverse impressioni personali sul tema: si è detto che sposarsi giovani è un male, perché il matrimonio è un impegno serio, per cui l’aumento dell’età media per convolare a nozze è una cosa buona; bisogna sposarsi quando arriva il momento giusto, salvo poi che questo momento giusto non lo sa definire nessuno.

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Che accade a Planned Parenthood?

Che accade a Planned Parenthood?

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Nel cognome del padre e della madre

In questo marasma di incroci casuali e vezzosi, non sarà più così facile ricostruire genealogie e soprattutto la profonda sensazione di tribù e famiglia che si ricavava da quel cognome ereditato da lontano finirà per dissolversi nel sentimentalismo dei genitori e nelle loro motivazioni contingenti, non più vecchie di un decennio, che li hanno spinti a scegliere per il figlio quel cognome piuttosto che un altro.

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TUTTI I GRADI DELLA SCALA #FAHRENHEIT – PRIMA DEL 451

Vi sono libri che, pur segnando un’epoca, superano le barriere del tempo e, pur appartenendo a un genere, ne travalicano i limiti per diventare un classico. Fahrenheit 451 è uno di essi: forse la massima espressione del genere distopico eppure ben più di questo, al punto che lettori freddi se non ostili nei riguardi della fantascienza non saprebbero non considerarlo un capolavoro. Del resto, solo di un capolavoro possono interessare le varianti o le versioni scartate: i prodromi di un libro mediocre sono mediocri scartafacci. Ecco perché, tra l’altro, dovrebbe avere valore intrinseco leggere i racconti preparatori di Fahrenheit 451 racchiusi nel volume Era una gioia appiccare il fuoco, usciti in Italia per gli Oscar Mondadori nel 2011 a seguito della raccolta americana A pleasure to burn: Fahrenheit 451 stories, edita appena l’anno precedente. Ma se l’interesse di questo libro fosse meramente filologico si potrebbe senza indugio soprassedere. Si tratta invece di schegge narrativa potentissime, capaci di condensare in poche pagine la visionarietà e la bruciante carica umanistica del messaggio di Bradbury.

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Nel vicentino si umilia la memoria dei morti

I cimiteri cristiani offendono la laicità dello stato. Così a Malo oggi la cerimonia del 4 novembre viene orbata della consueta Messa in suffragio dei militi caduti. Il fenomeno si iscrive in una linea di “persecuzione educata” (Papa Francesco) ben consolidata, ma è perfino più grave delle levate di scudi alle visite pastorali a scuola: nei cimiteri si custodisce la Grande Speranza

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Lo scrittore fa marketing sul terremoto

Lo “scrittore” non lo citeremo, cerca solo pubblicità e ce n’è chi ne gliene dà a iosa. Ovviamente il tipo è protetto dalla nota lobby, per cui niente esecrazione per lui su Repubblica e sul Corriere della Sera, manco una riga di rimprovero quando su Piscitelli e la nazivegana vennero versati fiumi di inchiostro. Lo “scrittore” in questione vanta le amicizie giuste, fa l’editorialista sul Giornale di Alessandro Sallusti, il libro che esce l’8 novembre lo firma con Vittorio Feltri, offre notizie della manicure di Selvaggia Lucarelli del Fatto Quotidiano (per la quale ha avuto una “ossessione erotica” durata un biennio) e la sua santa protettrice derivata sempre dalla nota lobby è Barbara D’Urso, che sui Piscitelli e sulla nazivegana e sugli sciacalli da terremoto ha fatto tante trasmissioni e faccine, ma stavolta si astiene, vietato parlarne, la cintura di protezione garantita dai novelli kapò in fascia arcobaleno funziona.

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