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Società

Aborto, si va verso la resa dei conti

Una settimana dopo l’estensione del “délit d’entrave” all’IVG, in Francia, la Regione Lazio ha promosso un concorso, al San Camillo in Roma, che escludeva esplicitamente i candidati obiettori di coscienza. È il momento di uno scontro aperto tra quanti asseriscono che l’aborto è un diritto e quanti lo negano. Irrigidimento negativo, occorre invece poter sollevare la questione e analizzarla

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Storie

Le donne africane non hanno bisogno di aborto

Una giovane nigeriana crea un’organizzazione prolife per opporsi alla “Bill & Melinda Gates Foundation” nei suoi intenti “filantropici” (ossia di controllo delle nascite – dei poveri del mondo). Lo scopo di Culture of Life Africa è dissuadere i “filantropi” dai loro propositi. La lettera di Obianuju a Melinda Gates è un testo di magistero della vita e di resistenza al pensiero unico.

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Società

«L’epoca dell’aborto sta passando». Intervista esclusiva con Thérèse Hargot

Esce dopodomani nelle librerie il pamphlet della sessuologa belga che sta infiammando la Francia. L’autrice si è intrattenuta in un’intervista col traduttore italiano

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Società

La Francia in piazza per la vita

La mancanza di un progetto genitoriale espone il feto alla concreta possibilità dello scarto. Essendo stata negata la sua esistenza, l’essere soltanto «nella carne» è destinato ad essere patologizzato e assimilato a un tumore. Si scava così un abisso incolmabile tra il feto come accidente, considerato come qualcosa di contingente nel corpo della donna, e il feto «umanizzato» dalla parola della madre. Il problema è che, scrive Boltanski, «gli esseri nella carne non possono essere distinti dagli esseri per la parola». Se «ciò che costituisce un essere umano non è il feto, iscritto nel corpo, ma la sua adozione simbolica», «questa adozione suppone la possibilità di una discriminazione tra embrioni per nulla distinguibili».

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Storie

Io, un’ostetrica nell’inferno degli aborti

Il corso di ostetricia che ho frequentato prevedeva diverse ore di insegnamento dei contraccettivi farmacologici, ritenuti i più sicuri ed efficaci per evitare gravidanze, innocui per la salute delle donne il cui diritto alla cosiddetta pianificazione familiare era considerato fondamentale a prescindere dalle esigenze del partner e di conseguenza senza nessuna considerazione dei metodi naturali per la conoscenza della fertilità che implicano una partecipazione attiva del partner e, a mio avviso, una più gratificante e serena vita di coppia perché la fertilità non è vista come un problema da mettere a “tacere” ma è valutata come aspetto determinante al valore di una persona. I metodi naturali ci sono stati presentati come “poco sicuri” rispetto alla pillola anticoncezionale. Ho però notizia da alcune mie colleghe che in altre scuole vengono presentati e valutati correttamente. Anche perché gli studi dimostrano che hanno un’efficacia sovrapponibile a quella dei contraccettivi ormonali, non hanno effetti collaterali e sono a costo zero. La pillola peraltro non viene mai definita una farmaco e per le giovani studenti sembra la cosa più naturale del mondo che una donna debba assumerla per stare bene con se stessa, anche indipendentemente dalla sua vita sessuale. È presentata come un aiuto che diminuendo l’attività delle ovaie ne conserva più a lungo la salute. In realtà il vero toccasana per l’apparato genitale femminile è proprio la gravidanza!

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Storie

Santità, ma che Casina combinano al Pio IV?

È di questi giorni la notizia – rilanciata sia da Corrispondenza Romana che da La Nuova Bussola quotidiana – della partecipazione di Paul R. Ehrlich in un workshop che si terrà alla Casina Pio IV, dal titolo “Come salvare il mondo naturale da cui dipendiamo”, dal 27 Febbraio al 1 Marzo. Giustamente i sostenitori della vita nascente si sono subito messi in allarme. Ehrlich – per chi non lo sapesse – è autore, tra le altre pubblicazioni, di quel best seller intitolato The Population Bomb che, pur non essendosi rivelato un testo esattamente profetico, lo ha accreditato come esperto di fama mondiale su clima, ambiente, etc. Da allora il prof. non ha perso il vizio di essere profeta (?) di sventure perché – come si può leggere in un’intervista che ha concesso nell’Aprile dell’anno scorso allo svizzero Neue Zürcher Zeitung – prevede per la nostra civiltà il collasso in tempi brevissimi, massimo alcuni decenni. Come? La fantasia non gli manca: potrebbe avvenire a causa di una siccità, un’epidemia, una guerra atomica o, persino, un diluvio (?).

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Società

Il tour di Gianna fa scuola in Italia

Mentre le polemiche sull’obiezione di coscienza dei medici antiabortisti infiammano il Paese (in fondo sono buone per ogni stagione), Gianna Jessen, nota a moltissimi per la sua storia narrata in
“October Baby”, gira lo stivale. Libero dà voce all’“unico medico abortista” del Molise come a un eroe, mentre il Paese reale corre ad ascoltare la testimonianza della Jessen: il futuro passa da lì, lo sa bene

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Politica

L’Argentina e l’aborto

Sembra provvidenziale questa retiterata volontà del Presidente argentino Macri di impedire la legalizzazione dell’aborto nel Paese sudamericano. Infatti, negli stessi giorni in cui il Capo di Gabinetto del Presidente della Repubblica Marcos Peña dichiara ufficialmente che, la depenalizzazione dell’omicidio del concepito nel grembo materno, «non è nei programmi» del Governo (cfr. Marcos Peña: “No está en agenda avanzar” con la legalización del aborto, “La Nación”, 22 de noviembre de 2016), il Nobel per la Letteratura Daniel Mantovani (“El ciudadano ilustre”), descrive un Paese alla ricerca delle proprie «radici europee» e «di una forte e coesiva identità nazionale» (cit. in L’Argentina, un Nobel in ritardo e la ricerca dell’identità nazionale, “Il Corriere della Sera”, 23 novembre 2016, p. 41). E quali possono essere queste “radici europee” se non quelle dell’umanesimo cristiano? Nella vigente Costituzione argentina del resto il Parlamento è chiamato fra l’altro a «dettare un regime di sicurezza sociale speciale» per il bambino anche «durante la gravidanza» (art. 75, co. 23). Per l’ordinamento nazionale appunto l’aborto è ammesso solo in caso di pericolo di vita, stupro o grave pregiudizio per la salute fisica della donna.

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