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Società

La storia di Flora Gualdani una vita per il prossimo

La vita di Flora Gualdani è stata una continua silenziosissima tessitura di una tela che protegge donne e bambini. Donne che la società e la cultura avrebbero voluto veder interrompere la gravidanza, ma che sono state aiutate a guardare la disperazione negli occhi e, coraggiosamente, sostenute a non compiere l’errore più grande della loro vita. Verrebbe da chiedersi, automaticamente, che n’è delle donne che, invece, quell’errore l’hanno compiuto, e poi hanno incontrato Flora: «Con quelle che hanno abortito – dice Flora – ho cercato di amarle un pochino di più, perché erano donne che erano segnate da un dolore. Ho cercato di dire loro che certo, distruggere una vita non è una cosa da nulla, ma tu –dice rivolgendosi direttamente a ognuna di loro – hai ucciso un corpo, il ginecologo ha operato sul corpo del tuo bambino, ma non ha distrutto la persona, che è molto di più. Quell’anima eterna che gli è stata infusa (al bambino) nel momento del concepimento, dov’è intervenuto lo Spirito Santo, è un’anima che nessuno può distruggere. Il tuo bambino vive, riconciliati con lui: ricongiungi questo cordone. (Glielo dico) perché altrimenti non trovano pace». Non basterebbero mille parole per esprimere gratitudine nei confronti di chi avvolge le braccia intorno a ogni donna distrutta da quel dolore: giustificarle e dire che non debbono sentirsi in colpa sarebbe solo un modo per sminuire la loro sofferenza, ma accoglierle e dire loro che non sono sole nel dolore, è un modo molto dolce per responsabilizzarle e risollevare il loro animo.

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Chiesa

Papa Francesco: attenti alle passioni

Nell’omelia mattutina di Santa Marta il Santo Padre ha preso le mosse dalla lettura evangelica del giorno liturgico, e quindi Francesco si è soffermato a discutere sui “consigli di Gesù”: «Abbiate sale in voi stessi, siate in pace gli uni con gli altri» ha attratto particolarmente la riflessione del Pontefice, che ha concluso invitando tutti alla pratica dell’esame di coscienza.

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Storie

Sana Chema ed i tanti come lei

Sana non è stata perseguitata per le sue convinzioni religiose, come è avvenuto per Asia Bibi, ma per il banale desiderio di una libertà minimale, scontata, come il diritto a scegliere con chi sposarsi. Mentre i delitti su base religiosa da noi sembra non provochino grande sdegno, forse per l’incomprensibilità ormai manifesta delle motivazioni di fondo che ne guidano le dinamiche, sia nelle vittime che nei carnefici, siamo invece assai sensibili ai delitti passionali. Il diritto a inseguire il sentimento è ormai dato per assodato.

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Politica

La storia infinita delle case chiuse

Si torna a parlare della riapertura delle case chiuse ma la prostituzione,  non degrada solo la donna. Guasta anche l’uomo. Non bisogna confondere infatti la virilità col virilismo. Quella piaga nota col nome di maschilismo attinge precisamente da questo pozzo avvelenato. Il maschilista è un uomo rimasto solo “maschio”.

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Storie

Giù le mani dai bambini

Signor Guadagno io glielo dico da madre, non menta ai bambini. Lei non ha il diritto di farlo. Né chi glielo consente ha il diritto di farglielo fare. I bambini sono detentori di tutti i diritti e hanno il diritto di vedere la felicità che c’è nella forza di chi ha preso la propria sofferenza e ne ha fatto un miracolo di bellezza. Io non La critico, signor Guadagno, perché nessuno può permettersi di farlo senza conoscere una persona in modo confidenziale, per ciò Le chiedo solo un favore: lasci stare i bambini. Loro devono giocare e devono poter sognare tutta la bellezza della loro vita. Non devono essere tediati da chi racconta sofferenze a meno che non si tratti di qualcuno che ha trovato, nella propria condizione ingiusta, un modo per fare del bene e per tendere al bene.

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Storie

Storie di famiglie numerose e di adozioni

Adottare un bambino grandicello significa spesso affrontare con lui il dolore di abusi di vario tipo (fisici, psichici, sessuali), significa fare un grande lavoro di accoglienza e contenimento: attendere i tempi del bambino, cercare soluzioni creative, camminare con lui un tragitto doloroso, ma anche percorrere insieme la strada della rinascita. Questi ragazzi hanno una grande resilienza: se i genitori li accolgono completamente, li accettano e li amano (donandosi completamente a loro e non solo ‘percependo’ l’emozione dell’amore) in poco tempo i loro volti si trasformano, s’illuminano.

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Società

Yann Moix: “non potrei mai amare una cinquantenne”

Yann Moix: “Potrebbe mai amare una donna di 50 anni?“, “Ah no, non esageriamo, è impossibile“. “Ma si rende conto che è orribile?”, domanda allora la giornalista. E lui risponde: “Dico la verità, a 50 anni non potrei mai amare una donna di 50”. “Ma perché?”, continua l’intervistatrice. “Le trovo troppo vecchie, forse quando avrò 60 anni ne sarò capace, allora una donna di 50 mi sembrerà giovane”. A dire queste frasi in un’intervista a Marie Claire è lo scrittore francese Yann Moix, che di anni ne ha proprio 50 e non è certo Brad Pitt. Non contento, poi ha rincarato la dose:  “Le 50enni per me sono invisibili, preferisco i corpi della donne giovani, tutto qua. Punto. Il corpo di una donna di 25 anni è straordinario, quello di una donna di 50 anni non lo è affatto”.

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Società

Corinaldo e le tre mele avvelenate

La distruzione, come in una gotica fiaba di Biancaneve, è veicolata da tre mele avvelenate che rappresentano tre dipendenze. Il brutto è che sono dipendenze diffusissime. Il bello è che si possono combattere, come tutte le dipendenze. Le tre mele avvelenate sono: l’alcool, la droga, la bulimia di denaro. Parto da quest’ultima: si è diffuso nel mondo musicale legato proprio a rap e trap questo metodo del cosiddetto dj set. Il dj set non è un concerto vero e proprio, il cosiddetto artista si fa vedere in tre o anche quattro location differenti nella stessa sera, “canta” due o al massimo tre pezzi, i più noti, si fa pagare un cachet stellare, sempre a cinque cifre. ....

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