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Società

Vivere da madri per essere donne

L’ospedalizzazione ordinaria dei parti è uno dei fattori che ha contribuito all’abbattimento del tasso di mortalità neonatale, ma la medicalizzazione della gravidanza è uno di quelli che negli scorsi decenni ha portato all’alienazione delle donne dalla maternità. Mentre diventavano titolari di fantasiosi diritti, perdevano il controllo di quella dimensione peculiare che le rende uniche.

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Storie

Ritrovarsi dopo aver perso un bambino

Uno dei più grossi problemi che le coppie si trovano a gestire in caso di morte di un figlio è l’afflusso di parole inutili.

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Politica

Kalenda

La Kalenda è termine derivato dal latino kalendae, che significa “primo giorno del mese” e anche “annuncio di una data”. Si riferisce a quell’annuncio (detto anche “Annuncio del Natale”), riportato nel Martirologio Romano, che, secondo indicazioni liturgiche, può essere proclamato o cantato, come spesso accade, all’inizio della Messa della notte di Natale (ma può essere anche collocato in altro modo, sempre seguendo le indicazioni liturgiche). Inizialmente la sua collocazione era diversa: infatti era inserita nell’Ufficio di Prima, eliminato dopo la riforma liturgica in seguito al Concilio Vaticano II; la Chiesa, però non ha voluto che andasse perduto questo tesoro tradizionale con cui la liturgia “annuncia” l’Incarnazione. In un certo senso può essere accostato all’Exultet della Veglia Pasquale, ma ha un significato diverso.
Accostandoci al ricco e prezioso testo di questo annuncio, possiamo notare come la Chiesa, fin dai primi secoli, abbia fermamente tenuto tale, ed esaltato attraverso parole umane, questo ingresso di Dio nel tempo dell’uomo, che è sì misterioso, e come tale sempre difficile da esprimere in linguaggio di uomini, ma anche autentico. Il testo è pieno di riferimenti importanti che non esaltano soltanto l’avvenimento in sé, la venuta nella carne, ma ne definisco anche la storicità e l’attualità.
La “Kalenda” o annuncio inizia ogni anno con un preciso riferimento temporale che riguarda l’oggi della storia degli uomini, con un rinvio al conto relativo alla luna. Quest’anno sarà la ventiseiesima luna. L’evento fondamentale nella relazione tra Dio e l’uomo ha sì conosciuto il suo farsi in un determinato momento della storia, ma l’annuncio dell’Incarnazione arriva anche nell’attualità dell’uomo di questo tempo, esprimendo – con questo particolare apparentemente senza importanza – che la portata salvifica non ha esaurito la sua carica umana tutta in quel singolo momento della storia, ma Cristo viene – anche oggi – per salvare noi uomini contemporanei a questa “ventiseiesima luna”.

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