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Società

La storia di Flora Gualdani una vita per il prossimo

La vita di Flora Gualdani è stata una continua silenziosissima tessitura di una tela che protegge donne e bambini. Donne che la società e la cultura avrebbero voluto veder interrompere la gravidanza, ma che sono state aiutate a guardare la disperazione negli occhi e, coraggiosamente, sostenute a non compiere l’errore più grande della loro vita. Verrebbe da chiedersi, automaticamente, che n’è delle donne che, invece, quell’errore l’hanno compiuto, e poi hanno incontrato Flora: «Con quelle che hanno abortito – dice Flora – ho cercato di amarle un pochino di più, perché erano donne che erano segnate da un dolore. Ho cercato di dire loro che certo, distruggere una vita non è una cosa da nulla, ma tu –dice rivolgendosi direttamente a ognuna di loro – hai ucciso un corpo, il ginecologo ha operato sul corpo del tuo bambino, ma non ha distrutto la persona, che è molto di più. Quell’anima eterna che gli è stata infusa (al bambino) nel momento del concepimento, dov’è intervenuto lo Spirito Santo, è un’anima che nessuno può distruggere. Il tuo bambino vive, riconciliati con lui: ricongiungi questo cordone. (Glielo dico) perché altrimenti non trovano pace». Non basterebbero mille parole per esprimere gratitudine nei confronti di chi avvolge le braccia intorno a ogni donna distrutta da quel dolore: giustificarle e dire che non debbono sentirsi in colpa sarebbe solo un modo per sminuire la loro sofferenza, ma accoglierle e dire loro che non sono sole nel dolore, è un modo molto dolce per responsabilizzarle e risollevare il loro animo.

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Società

Se un pediatra vendoliano un giorno

In un’importante sede istituzionale del capoluogo toscano avrà luogo, sabato 7 ottobre p.v., un convegno a senso unico e senza contraddittorio sulla nuova moda di una sinistra che ha dimenticato
il popolo, i lavoratori e i proletari, e che anzi si è rivolta alla demolizione della prole. Il pediatra vendoliano Paolo Sarti, consigliere in Regione, è l’artefice di questo spot LGBT già gravido di sciagure

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Storie

La storia di Francesca testimone del bello e del bene del mondo

Oggi, sono un’insegnante da 26 anni e mai neanche un giorno ho pensato che avrei potuto scegliere un’altra strada. Perché insegnare è la mia vita, non è il mio lavoro. Lo dico a tutte le persone che, in assenza d’altro o come ripiego, cercano di entrare nel mondo della scuola, magari attratti scioccamente dalle vacanze estive. Insegnare non è un lavoro, è una vocazione, è una missione. Lo devi desiderare fin dal profondo delle tue viscere. Devi sentire che ti scorre nel sangue. Devi imparare ad attingere forza ed energie da un sorriso, da un abbraccio o da un disegno di te che occupa tutto il foglio per dirti quanto sei importante. Da un 《ti voglio bene maestra… 》. Devi imparare a ricaricarti nelle piccole cose perché per il resto del tempo è un darti, darti, darti e ancora darti. E allora quei mesi di vacanza sono come la prescrizione medica dei giorni che necessiti per ritornare a darti.

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Società

Una carta femminista contro la GPA

Le donne di “Se non ora quando? - Libere”, insieme a tante figure partitiche, culturali, dell’informazione e attivisti per i diritti civili (anche provenienti dal mondo omosessualista) hanno chiesto all’Onu di aprire una procedura per raccomandare finalmente il divieto della maternità surrogata. L’incontro si è svolto il 23 marzo nella Sala della Regina della Camera dei Deputati, a Roma.

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Media

Gli ossequi mediatici al “doppio cognome”

Gli ossequi mediatici al “doppio cognome”

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