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Politica

RIPARTIRE DALLA LOTTA PER LA GIUSTIZIA

Dal punto di vista culturale l’unico contesto in cui si è potuto ascoltare qualche parola netta contro suicidio assistito ed eutanasia è stato l’àmbito della Chiesa cattolica. Da Papa Francesco al cardinale Bassetti con evidenza e chiarezza si è detto che l’orizzonte indicato da Cappato è pericoloso. Non un solo editorialista “laico” ha fatto altrettanto. Il Popolo della Famiglia raccoglie questa sfida politica.

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Politica

Senza dignità

Si apre una triste stagione i cui esiti sono pericolosamente immaginabili. Perché in un tempo in cui l’aspettativa di vita cresce e con essa crescono i costi della sanità, dando al sistema la possibilità di scegliere se curare l’incurabile con spese ingenti o sopprimerlo a spese zero, non credo sia difficile capire verso quale orizzonte si orienterà la libera scelta. Solo allora avremo chiaro quale orrore sia stato reso possibile da tutta questa supposta nuova libertà.

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Società

Non legalizzate il suicidio, già seconda causa di morte tra i giovani

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Società

Settembre 2019: battaglia sul fine-vita in Italia

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Società

La distrazione di fondo che ci porta all’eutanasia

Gli istituti demoscopici presano un servizio spesso utilissimo, ma non di rado influenzano scientemente i propri risultati (anche semplicemente col modo di formulare le domande). Sul fine-vita – ormai ci martellano da anni e anni per inculcarci l’idea che sia meglio per tutti liberarsi dei malati e dei disabili (fanno passare Eluana Englaro per “una ragazza in coma”…) – i responsi sono tutti accesi ma decisamente contraddittori: il 60% degli italiani si dice contrario al suicidio assistito, ma sono anche di più quelli che si dicono favorevoli a una legge che regolamenti l’eutanasia. Com’è possibile?

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Politica

Sturzo e l’occasione storica

C’è un’occasione storica oggi per chi crede che davvero “historia est magistra vitae” (e io da laureato in Storia ci credo). Davanti ai ceffi urlanti, che si dicono di tutto e sono pronti a fare di tutto per contendersi un potere che poi gestiscono in maniera analogamente disastrosa, perché privi di un orizzonte valoriale alto che li faccia agire diversamente, davvero c’è un grande spazio per il neopopolarismo delle parole pacate, refrattario agli slogan semplificatori e piuttosto affascinato dalla complessità. Soluzioni concrete a problemi concreti, individuazione delle emergenze vere e intervento diretto a risolverle, risolutezza nell’azione e pacatezza nella mobilitazione, possono essere chiavi di un ritorno a Sturzo che anche oggi può essere decisivo. I liberi e i forti si muovano, partendo da una dimensione cristianamente ispirata, che impedisca prima di tutto ulteriori danni al territorio della cultura della vita e della famiglia, che va presidiato perché solo da questo l’Italia può ripartire. Lo sapeva Sturzo e lo sappiamo noi. I 220mila del Popolo della Famiglia che il 20 gennaio invieranno i loro delegati che si ritroveranno a Roma per celebrare non il passato di un primo secolo di popolarismo, ma l’aprirsi al futuro di un secondo secolo in cui un rinnovato appello ai liberi e forti è necessario, saranno i primi protagonisti di questa rivoluzione possibile. Di un cambiamento vero, discontinuo rispetto al presente e totalmente dissimile rispetto ai modelli di gestione attuale del potere.

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Società

La morte vince sulla giustizia?

Il processo a Marco Cappato si sta rivelando per la passerella di radicali che a suo tempo annunciammo. Fummo facili profeti: ieri il PM Tiziana Siciliano ha chiesto l’assoluzione per Marco Cappato, addirittura arrivando a dire che «oggi lo Stato è Marco Cappato», e torcendo nella sua arringa le parole di Primo Levi e di Thomas More. L’alternativa è rivedere direttamente l’art. 580.

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Società

Partito il processo a Cappato: perderà comunque il diritto

L’esponente radicale gioca una carta win-win: o dentro o fuori sarà lui il vincitore morale del gioco

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