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Politica

Migranti, il pg della Cassazione: legittima la procedura dei trattenimenti

Rispetto al trattenimento dei migranti la procura generale della Cassazione ha chiesto di dichiarare che “la procedura accelerata” attuata dalla questura di Ragusa, con il trasferimento a Pozzallo, “è stata svolta legittimamente”. Lo hanno spiegato l’avvocato generale Renato Finocchi Gherzi e il sostituto pg Luisa De Renzis nel corso del loro intervento davanti alle sezioni unite civili della Cassazione.

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Politica

UNA MATTINA, IN CORTE DI CASSAZIONE

Questa mattina (ieri mattina) Nicola Di Matteo e Mirko De Carli, Alessandra Trigila e Eleonora Antonucci, Cristina Zaccanti e Massimo Boschi, Stefano Pallini e Andrea Greffi (ma anche il ventenne Davide Sanna di cui non ho il tag come non ce l’ho di Mauro Rotunno, Leonardo Bisori, Giampaolo Furlan, Claudio Matteoda, Francesco Riccardi, di Rita Marinetti invece sì) sono andati in Corte di Cassazione. Siamo fatti così, non ci accontentiamo di una lamentazione sui social.

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Società

Via libera al divorzio istantaneo per la Cassazione

Storica sentenza della Corte di Cassazione: chiunque vorrà separarsi e divorziare in un’unica soluzione potrà farlo.
Non sarà più necessario dunque aprire due procedimenti distinti, pagare due volte l’avvocato né pagare un doppio contributo unificato, l’imposta dovuta ogni volta che si apre una causa.

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Società

Multa autovelox, non valida se la segnalazione è inferiore al chilometro

Una multa per eccesso di velocità scattata dall’occhio elettonico dell’autovelox? La sanzione potrebbe non essere valida. Una recente sentenza emessa dalla Corte di Cassazione, infatti, chiarisce che se il dispositivo elettronico è stato segnalato dall’apposito cartello stradale ad una distanza inferiore al chilometro, la multa può essere annullata.

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Società

L’Accademia della Crusca istruisce la Cassazione

L’Accademia della Crusca istruisce la Cassazione: “Stop a schwa e asterischi, ma sì all’uso del femminile anche nel linguaggio giuridico”

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Società

Autista dice lesbica a collega: licenziata

Un autista della Tper spa, società di trasporto pubblico dell’Emilia Romagna, alla fermata dei pullman aveva rivolto a una collega, che da poco aveva partorito due gemelli, la frase “ma perché sei uscita incinta pure tu? Ma perché non sei lesbica tu?’”, e con fare “irrisorio” aveva aggiunto “e come sei uscita incinta?”. Per la Cassazione è da licenziare in tronco. “La scelta dell’orientamento sessuale “attiene a una sfera intima e assolutamente riservata della persona” pertanto “l’intrusione in tale sfera” con “modalità di scherno”, - dicendo a una collega “come sei incinta tu? Non sei lesbica?” - in ambiente di lavoro e alla presenza di utenti, non può essere considerata solo “una condotta inurbana” ma è una vera “discriminazione” da sanzionare con il licenziamento in tronco, sottolinea la Cassazione.

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Storie

Sì all’ora di religione anche se un genitore è contrario

Le scuole sono sempre più multiculturali. E l’ora di religione è ormai l’ora delle religioni. Momenti in cui si sente sempre meno la gerarchia nei credo affermati, mentre si fa spazio la comune ricerca di una dimensione spirituale che ogni bambino maturerà singolarmente. Partendo da queste premesse la Cassazione accoglie il ricorso di un padre separato che, contro il parere della ex moglie, voleva che la sua figlia minore frequentasse, alle elementari, l’ora di religione - essendo lui un cattolico - per crescere in maniera sana ed equilibrata. Completamente diverso il punto di vista della madre, secondo la quale non era nell’interesse della figlia minore, avere un indottrinamento religioso, prima di essere in grado di fare scelte consapevoli. In più la signora considerava motivo di disorientamento per la minore, che non aveva ancora sei anni, fare una scelta diversa da quella fatta per la figlia maggiore, entrambe conviventi con lei, che non aveva avuto un’educazione religiosa.

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Storie

Milano; relazione tra professore e alunna 17enne

Una relazione tra un professore e un alunna 17enne è finita con il “bando” del docente dal mondo della scuola. E’ accaduto in un istituto superiore della periferia di Milano. L’inizio della vicenda risale al 2016 quando i due iniziarono a frequentarsi. Una volta che la relazione divenne pubblica, il docente fu allontanato dall’insegnamento con un provvedimento disciplinare del ministero dell’Istruzione. Una decisione a cui il professore ha fatto appello e che, a distanza di circa 6 anni, è approdata in Cassazione, dove però è stata confermata la sanzione: l’uomo non potrà più far parte del mondo della scuola.

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