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Società

44ma edizione della March for life

È evidente nell’elezione di maggioranze pro-life al Congresso degli Stati Uniti d’America. Ma non c’è segno più evidente, in alcun modo, della storica elezione di un presidente che si batte per un’America più forte, per un’America più prospera, e un presidente che – e lo dico con orgoglio – si batte per il diritto alla vita: il presidente Donald Trump. È stato infatti proprio il presidente Trump a chiedermi di essere qui con voi oggi. Mi ha chiesto di ringraziarvi per il vostro sostegno, per la vostra difesa della vita e per la vostra compassione per le donne e i bambini d’America. Proprio una settimana fa da oggi, sui gradini del Campidoglio abbiamo visto l’inaugurazione del 45mo presidente degli Stati Uniti. Posso testimoniare di persona che il nostro presidente è un uomo dalle spalle larghe e dal cuore grande. La sua idea per il futuro, la sua energia, il suo ottimismo sono senza confini e io so che lui renderà l’America di nuovo grande. Sin dal suo primo giorno da presidente, sta mantenendo le promesse fatte al popolo americano. Mi piace dire che laggiù al 1600 di Pennsylvania Avenue, il nostro business è mantenere le promesse. Ed è per questo che lunedì il presidente Trump ha riportato in vigore la policy di Mexico City, per impedire che i fondi destinati a paesi stranieri vadano ad organizzazioni che promuovono o eseguono aborti nel mondo. È per questo che questa amministrazione lavorerà con il Congresso per porre fine al finanziamento dell’aborto e delle cliniche abortiste con i soldi dei contribuenti e destineremo queste risorse ai centri di salute per le donne in tutta l’America. Ed è per questo che la prossima settimana il presidente Donald Trump annuncerà la nomina di un giudice alla Corte Suprema che sosterrà quelle libertà donate da Dio e custodite nella nostra Costituzione, nel solco dell’eredità del grande giudice Antonin Scalia. Sapete, la vita sta vincendo in America. E questo giorno è una celebrazione del progresso che abbiamo fatto in questa causa. Sapete, da molto tempo ritengo che una società possa essere giudicata da come si prende cura dei suoi membri più vulnerabili, degli anziani, degli infermi, dei disabili e dei nascituri. Siamo giunti a un momento storico nella causa per la vita. E dobbiamo andare incontro a questo momento con rispetto e compassione per ogni americano. La vita sta vincendo per molte ragioni. La vita sta vincendo attraverso il costante progresso della scienza, che fa luce sul momento in cui inizia la vita, ogni giorno di più. La vita sta vincendo attraverso la generosità di milioni di famiglie adottive, che aprono i propri cuori e le proprie case a bambini in difficoltà.

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Politica

George Soros e compagnia cantante

Alla petizione hanno già aderito più di 4 milioni di americani. Tra le motivazioni che dovrebbero indurre i grandi elettori a cambiare casacca, si legge nella petizione, c’è il fatto che la Clinton ha vinto il voto popolare (Hillary ha ottenuto 61.150.553 voti; Trump ha ottenuto 60.480.474 voti), cosa che non si è riflessa in un numero proporzionale di grandi elettori a causa dei complessi meccanismi dell’elezione che si differenziano tra stato e stato. Nella storia è capitato solo altre tre volte: nel 2000 tra George W. Bush e Al Gore, nel 1876 divenne presidente il repubblicano Rutherford Hayes, nonostante Samuel Tilden abbia preso più voti e nel 1888, nella sfida tra Benjamin Harrison e Grover Cleveland.

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Politica

Trump: la partita è stata tra le città e le aree rurali

Come un mattone buttato dalle finestre delle élites. Trump non è altro che il prodotto delle contraddizioni americane. Che scandalizza i benpensanti, quelli che non hanno problemi ad arrivare alla fine del mese. “Ma questa è davvero una elezione democratica, una elezione civile? Non sono forse i sostenitori Trump solo un mucchio di razzisti?” – continua Wong come parlando ad un ipotetico americano di città.

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