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#discriminazione

Politica

“Non serviamo elettori del centro-destra”

Un post su Facebook (evidentemente pubblicato “a caldo”, a poche ore dalla pubblicazione dei risultati elettorali) che invitava gli elettori del centrodestra e di Giorgia Meloni in particolare a scegliere un altro bar, visto che nel suo non sarebbero stati benaccetti. Poi la retromarcia, anche a seguito del polverone sollevatosi visto che il messaggio aveva impiegato pochissimo tempo a diventare “virale”. E così, la titolare del pub di Livorno “La Bua dell’Orate”, Romina Matarazzo, si è vista costretta a rettificare in parte la propria uscita precedente, pubblicando un nuovo post di precisazione.

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Politica

Cile: allarme su aborto e sessualità

L’ONG ‘Comunidad y Justicia’  ha avvertito che l’articolo approvato favorisce “l’aborto libero”, cioè “non è più la depenalizzazione, né la legalizzazione, ma una norma costituzionale”. L’articolo costituzionale approvato “ha eliminato l’obiezione di coscienza personale e istituzionale”, “approva, garantisce e assicura l’aborto libero” e “i mezzi per abortire” e “apre le porte alle tecniche di riproduzione assistita, senza limiti, come l’utero in affitto”. Inoltre “approva l’educazione sessuale completa (ESI) ed elimina il diritto preferenziale dei genitori all’educazione sessuale.

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Società

Riguardo a donne e discriminazione

Molto più fecondamente che appellandosi all’incomprensibile nozione di “omofobia”, si contrasterebbe il bullismo stigmatizzando e perseguendo legalmente l’ipotetico reato di “androfobia” e “ginecofobia”: è nel rifiuto della realtà umana così come si dà che si annida il germe dell’odio che poi esplode negli atti di violenza verbale, psichica e/o fisica

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Società

Se arrivano a volerci in galera

La violenza di chi l’ha denunciata è sotto gli occhi di tutti, la clamorosa dimensione della discriminazione di cui è fatto oggetto chi non la pensa come il coro dominante sul tema dei “nuovi diritti” dovrebbe far saltare in piedi l’Italia intera a difesa di Silvana De Mari. Invece in piedi insieme a lei ci siamo noi e pochi altri amici. Non un opinionista di un importante quotidiano, non una trasmissione televisiva che gridi allo scandalo, alla lesione importante di un fondamentale diritto alla libertà di opinione, non un collega giornalista che rivendichi persino per noi la libertà di stampa e l’articolo 21 della Costituzione. No, quell’articolo è invocato solo se l’opinione è quella “giusta”, cioè quella dominante.
In un’Italia così sarà motivo d’orgoglio essere radiati dagli Ordini e mandati in carcere. Quando poi il fascismo finì, fu chi subì quei provvedimenti a poter dire: io ho resistito.

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