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#don giussani

Media

Quando don Giussani incontrò l’Estremo Oriente

In una nuova biografia appena pubblicata in Italia il giornalista spagnolo Fernando de Haro ripercorre il viaggio che nel 1987 il fondatore del movimento di Comunione e Liberazione compì in Giappone. Fu in quei giorni, durante la visita a un monastero buddista nei pressi di Osaka, che nacque una profonda amicizia e vicinanza spirituale con il locale maestro dei novizi Habukawa.

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Media

“Il senso religioso”, nuova edizione

A Milano il 2 maggio sarà presentato il volume, il primo del PerCorso nel quale il fondatore di Comunione e Liberazione riassume il suo itinerario di pensiero e di esperienza. Il libro ora si arricchisce del testo dell’intervento dell’allora arcivescovo di Buenos Aires nella presentazione dell’edizione spagnola nel 1998

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Politica

SE NON AVESSI INCONTRATO GESÙ SAREI STATO ANARCHICO

Amava ripetere queste parole Don Luigi Giussani, l’uomo che con il suo sguardo riaprì la ferita della fede e mi riportò ben vent’anni fa a vivere la politica come vocazione cristiana

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Chiesa

CAMMINANDO CON IL BEATO ROSARIO ANGELO LIVATINO

Tre giorni di grazia e speranza nella nostra piccola Ravanusa. Un momento straordinario che ci ha messo di fronte alla vita vera. Quella vita che deve profumare di Vangelo.

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Politica

La nuova #roadmap per il Popolo della Famiglia

La percentuale dello 0.7% ha creato in alcuni – devo dire in realtà pochi – una certa delusione. Ora, è ovvio che sarebbe stato meglio ottenere un risultato maggiore, ma la domanda che dobbiamo porci è un’altra: «Noi abbiamo fatto davvero tutto il possibile?». Io credo di sì. Io credo che nelle circostanze date, abbiamo fatto davvero tutto quello che era nel novero delle nostre possibilità. Ora occorre cambiare le condizioni, cominciando proprio dall’allargamento della percentuale di italiani che conoscono il Popolo della Famiglia

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Politica

Don Giussani e la politica

Ogni comunità cristiana, per il fatto di essere storicamente collocata in un determinato ambito civile – nel nostro caso, un Comune −, non può non avere uno sguardo sui bisogni e le urgenze più grandi che emergono in quel luogo. Per questo implicarsi con le prossime elezioni amministrative è una possibilità a portata di mano di tutti, nessuno può sentirsi escluso. Chi avrà accettato la sfida potrà giudicare se l’essersi implicato in questa circostanza, che non abbiamo deciso noi, gli è servito per verificare quello che dicevamo all’inizio, cioè se quello che abbiamo incontrato serve per affrontare tutto, perfino nel clima di sfiducia dal quale ci sentiamo circondati. Noi non possiamo essere definiti da questo clima, né possiamo lasciare che altri riempiano gli spazi di presenza che noi, per pigrizia, non riempiamo. Allora ciascuno nel proprio ambito potrà vedere se quello che ci diciamo è un fatto vivo – come è stato per quei nostri amici − o se è semplicemente un modo di dire che non c’entra con le urgenze della vita. Mi sembra che abbiamo davanti una bellissima opportunità per verificare tutti, ma proprio tutti, non solo coloro che s’impegnano direttamente in politica o che hanno deciso di candidarsi, se siamo veramente impegnati per realizzare quel ‘bene comune’ di cui parliamo sempre”.

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