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Società

L’export italiano e la rinascita post covid

In un contesto di incertezza ancora elevata, seppure in calo, l’Ufficio Studi di SACE ha elaborato due scenari di previsione alternativi rispetto allo scenario base: il primo ipotizza uno shock positivo sulla fiducia mondiale, favorendo una ripresa più robusta; e l’altro peggiorativo in relazione all’efficacia dei vaccini e alla comparsa di nuove varianti del Covid-19 con maggiore capacità di trasmissione.
Il primo, definito come confidence boost, ipotizza la crescita economica globale più intensa sia nel 2021 che nel 2022, ma l’accelerazione proseguirebbe nel biennio successivo a ritmi minori e in linea con le previsioni dello scenario base. Il valore delle esportazioni italiane di beni nel 2021 segnerebbe +14,7%, pari a 3,4 punti percentuali in più rispetto allo scenario base. Dinamica più accentuata nel 2022 (+3,7 punti percentuali) e al termine dell’orizzonte di previsione il nostro export potrebbe arrivare a superare i 577 miliardi di euro contro i 550 previsti dalla baseline.
Nel secondo scenario, “nuove varianti”, seppur con una minore probabilità di accadimento, la ripresa dell’economia globale rallenterebbe inevitabilmente con un ritorno alle misure restrittive di contenimento del contagio e un deterioramento della fiducia di imprese e famiglie. Questo scenario prevede una crescita iniziale più ridotta seguita da un calo marcato rispetto al modello base. Le ripercussioni sul valore delle esportazioni italiane di beni sarebbero significative e concentrate prevalentemente nel prossimo anno. In questo scenario la crescita delle nostre esportazioni sarebbe più limitata quest’anno (+7,2%) e pressoché nulla nel 2022. Il pieno recupero delle vendite Made in Italy nei mercati esteri sarebbe quindi rimandato al 2023.

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Politica

La riforma fiscale

La riforma fiscale, per cui si attende a fine settembre la legge delega al Governo, che già doveva essere approvata entro luglio, non conterrà alcuna modifica sostanziale del regime tributario della tassazione sui redditi (I.R.P.E.F.) in un modo più favorevole alla famiglia, nel senso più volte indicato dalla Corte costituzionale e da decenni perseguito dalle associazioni familiari.

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Politica

Tutta la verità sul reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza continua ad essere punto di controversia tra i partiti al Governo ma anche tra i cittadini. Da un’analisi realizzata dall’Ufficio studi della Cgia, l’Associazione artigiani e piccole imprese, è emerso che ogni posto di lavoro “prodotto” con tale misura è costato allo Stato almeno 52mila euro. Oltre il doppio di quanto spende annualmente un imprenditore privato per un operaio a tempo indeterminato full time.

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Politica

DEF: provare a leggere i numeri

Nel 2050 l’Italia avrà perduto il 17% della popolazione. In un trentennio accadrà quanto non è accaduto nel trentennio che andò dal 1915 al 1945, quando l’Italia fu squassata da due violentissime guerre mondiali e perse meno del 10% della sua popolazione. L’emergenza demografica, che si annuncia sicurissima all’orizzonte, non è un tema di nicchia: è la questione centrale italiana oggi.

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Società

Uber ed i tassisti

È da tempo in atto un aspro contenzioso che vede contrapposti Uber e i tassisti. Uber è un nome che ai più forse dirà poco, ma bisogna sapere che stiamo parlando di un autentico colosso del trasporto automobilistico privato. È una multinazionale con sede a San Francisco, dove è stata fondata nel 2009. Si tratta di un gigante del settore dei trasporti, valutato in 69 miliardi di dollari. Un valore, per dare un’idea delle dimensioni, superiore alla valutazione di General Motors e Twitter messi assieme.

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Storie

Priorità è tornare a fare figli

L’Istat certifica inesorabilmente il lungo e strutturale declino demografico italiano. Nel 2015 sono stati iscritti all’anagrafe per nascita 485.780 bambini, quasi 17mila in meno rispetto al 2014, a conferma della tendenza alla diminuzione della natalità (-91mila nati sul 2008). E nei primi sei mesi del 2016 il trend continua inesorabile il volo in picchiata verso il basso: i nuovi nati sono diminuiti del 6%. Il triplo rispetto a un anno fa. Denatalità che ormai risulta sempre più trasversale: italiani e immigrati. I nati da coppie di genitori entrambi italiani scendono a 385.014 nel 2015 (oltre 95 mila in meno negli ultimi sette anni). Ma per il secondo anno consecutivo scende anche il numero di nati da coppie residenti in Italia con almeno un genitore straniero: sono quasi 101 mila nel 2015, pari al 20,7% del totale dei nati a livello medio nazionale (circa il 29% nel Nord e l’8% nel Mezzogiorno).

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