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Politica

Cento giorni dalle prossime elezioni

Se la campagna elettorale non è ufficialmente aperta, a poco più di tre mesi dalle elezioni, rombano ugualmente i motori delle formazioni in campo. Anche il Popolo della Famiglia lavora alacremente per aumentare, consolidare e conservare il consenso che dovrebbe permettergli di dare una rappresentanza politica al popolo del Family Day, tradito dai partiti che dovevano sostenerlo.

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Elezioni decisive per tutti

Mediante le elezioni siciliane di domenica prossima si misurerà l’intensità dell’avanzata possibile del centrodestra, la tenuta del progetto di governo del Movimento Cinque Stelle, la capacità del Partito democratico di reggere ai venti di tempesta che lo stanno devastando. In gioco ci sono le tre leadership: quella pluridecennale di Silvio Berlusconi, quella appena sancita di Luigi Di Maio e infine quella usurata in pochissimi anni zeppi di errori di Matteo Renzi. Ci sono poi evidentemente altre questioni politiche interessanti che saranno rese analizzabili da questo voto amministrativo: esiste uno spazio reale alla sinistra del Pd? L’estrema destra potrà coagularsi attorno a Casa Pound? Per i cattolici identitari è tempo di un nuovo protagonismo grazie al Popolo della Famiglia? A queste tre domande si risponderà prevalentemente a Roma, mentre il tema sulle tre principali leadership si squaderna prevalentemente in Sicilia. Ma proviamo ad affrontare i punti uno per volta.

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Politica

Volete o non volete cambiare il Paese?

Il Popolo della Famiglia lancia la proposta a tutti gli uomini e le donne “liberi e forti” d’Italia: ora impegnarsi in prima persona

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La piccola Banda

Il Pd è ora una banda senza popolo, che gestisce ancora interessi enormi ma senza ormai passione

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I risultati del PDF: raggiunto il 3% NAZIONALE

Queste amministrative 2017 vanno comprese come un secondo tempo del percorso avviato con le amministrative 2016. I candidati sindaco del Popolo della Famiglia hanno ottenuto oltre centomila voti nei 35 comuni in cui ci siamo presentati. Sono 35 esperienze pilota che, disseminate in tutte le regioni, rappresenteranno la base anche tecnico-organizzativa per la presenza alle prossime elezioni politiche. E’ tra coloro che hanno messo la faccia (e hanno imparato tecnicamente a presentare le liste) che troveremo i 945 candidati che ci rappresenteranno nella corsa alla Camera e al Senato al più tardi nel marzo 2018. Abbiamo formato una squadra che sul piano organizzativo sa cosa deve tecnicamente fare e sul piano politico ha imparato e persino gustato l’esperienza dell’autonomia, della libertà dai vincoli avaloriali che troppo spesso scattano come riflessi condizionati nella caccia ai consensi dei grandi partiti tradizionali, che per piacere a tutti finiscono per non dire niente di quel che viene considerato come “divisivo”, cioè ogni riferimenti a seri principi valoriali.
I “quattro gatti” del Popolo della Famiglia sono diventati centomila gatti, è un fatto incontrovertibile: un movimento inizialmente irriso e osteggiato, arriva in una grande città come Verona sopra Fratelli d’Italia, ha gli stessi voti di Forza Italia, batte anche la lista tosiana di Fare e si propone come forza politica nazionale in grado di essere base aggregativa per le sfide che verranno.

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Il Popolo della Famiglia ed il voto

Il riepilogo dei risultati del 2016 ci ricorda che abbiamo superato lo sbarramento solo a Cordenons. L’obiettivo di queste elezioni del 2017 per il Popolo della Famiglia è intanto quello di superare lo sbarramento in più di un comune, oltre a quello di raddoppiare almeno la media nazionale del nostro consenso. Avere un Pdf che possa contare su altri eletti nelle amministrazioni locali, con una percentuale di voto nazionale oscillante tra il 2% e il 3% sarebbe un ottimo viatico per lo sforzo finale in vista delle politiche. In termini assoluti ai 52.824 voti raccolti dai candidati sindaco del Popolo della Famiglia nel 2016, ne vorremmo aggiungere altrettanti nonostante i votanti di questa tornata siano molti di meno e sia prevista anche un affluenza non altissima. Ma lo sforzo delle nostre candidate sindaco donne come Lucianella Presta e Manuela Ponti, dei nostri candidati sindaco brillanti come Lorenzo Damiano e Luca Grossi, come Maurizio Schininà e Mirko Ghirlanda, come Zecchinato Gallo e Pietro Marcazzan sarà premiato oltre le attese. Altri cinquantamila voti significherebbe avere costruito una forza politica che può contare, sugli appena 35 comuni in cui ha testato la propria presenza, su centomila simpatizzanti. Vi

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ALTRIMENTI CI INCENERISCA

La linea politica dell’autonomia del Popolo della Famiglia, ribadita all’assemblea nazionale del 28 gennaio al teatro Eliseo, sta facendo crescere davvero un “bambino” libero che sta imparando a camminare con le proprie gambe. Non era facile, non era scontato, la tentazione del vendersi al migliore offerente in politica è sempre dietro l’angolo, ma tra noi (con l’eccezione di alcuni sporadici casi) quella tentazione non ha attecchito. Siamo legati alla nostra idea di autonomia perché sappiamo che solo questa autonomia ci consentirà di difendere davvero la vita, la famiglia naturale, i soggetti più deboli, i principi non negoziabili ribaltando le priorità di una politica che nel centrodestra come nel centrosinistra sembra aver dimenticato la cura del bene comune, puntando su uno sciocco principio di autodeterminazione che è solo libertà fuori dalla verità, dunque libertà zoppa e malsana.

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Una candidatura simbolica per rifondare l’ europeismo

Un progetto di ingegneria istituzionale non è sufficiente. Cosa impedisce infatti a un’ideologia di sostituirsi a un’altra? Le ideologie totalitarie disprezzavano il formalismo giuridico e istituzionale, aggirandolo sistematicamente. Oggi in Europa regnano, in nome dell’impoliticità, altre ideologie che si chiamano pensiero politicamente corretto, dittatura del relativismo, umanismo (cioè l’umanesimo senza l’umano). Sempre più il nuovo ordine europeo assomiglia – paurosamente – a quel regime che Tocqueville nella “Democrazia in America” aveva battezzato come «dispotismo democratico»: una tirannide confidenziale, ludica, che lascia che la massa del popolo si trastulli con «piaceri piccoli e volgari, con i quali soddisfare i loro desideri». I cittadini così diventano degli individui isolati, estranei gli uni agli altri, degli apolidi senza patria.

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