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Essere madre oggi

Essere madre non è né un desiderio (o almeno non solo) e – tantomeno - un dovere: è un dono che sta inscritto nel dna della natura della donna. L’uomo per sua natura non può avere una gravidanza nemmeno se lo desiderasse come la cosa più importante al mondo. Prova ne è che nell’atto sessuale l’apporto dell’uomo è tecnicamente genetico: niente di più. E io tra l’apporto genetico e quello relazionale do più importanza al secondo. Del resto, in un certo senso il maschio è sempre escluso dalla nascita di un figlio. Se è il marito, gli viene automaticamente attribuita la paternità, ma a meno che non ricorra all’esame del Dna, non può averne alcuna certezza. Le coppie di maschi omosessuali potrebbero adottare uno o più bambini, oppure crescere il figlio o i figli che uno dei partner potrebbe aver avuto da un precedente legame con una donna. E questo è naturale? Questo tiene conto di tutti i fattori in gioco, del bene di tutti i fattori in gioco (a partire dal bambino, cioè da colui che non può pretendere perché senza voce)? È una falsa parità quella che si vuole stabilire tra uomini e donne quando si affronta la nascita di un figlio. Così come è un alibi e una menzogna quello di sostenere che “l’egoismo vero non è tanto interrompere una gravidanza ma mettere al mondo dei bambini senza avere la possibilità di poterlo fare per questioni economiche”.

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