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Politica

Ursula, non sei il mio presidente

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Politica

Il Popolo della Famiglia all’alba del neo-bipolarismo

Dopo aver perso contro Salvini per averlo attaccato dal fronte piddino, ora la Chiesa sembra soppesare l’opportunità di provare a influenzarlo (e potrebbe essere un ulteriore errore). Peccato, perché il momento sarebbe propizio per la nascita di un vero nuovo bipolarismo: i fattori paiono esserci.

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Politica

EPPURE IL VENTO SOFFIA ANCORA

Il Popolo della Famiglia e i suoi militanti si sentono “un po’ frastornati dopo una sconfitta”, ma se è lecito e doveroso porre interrogativi sul metodo e sul merito dell’impegno politico fin qui condotto, permangono le spie di una situazione di emergenza. Come fa un movimento a crescere senza soldi, senza media, con l’astio militante di chi intanto è saltato sul carro dei vincitori, senza potere da gestire?

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Politica

A ROMA IL POPOLO DELLA FAMIGLIA PER LA VI ASSEMBLEA NAZIONALE

“Veniamo da esperienze diverse con un vissuto differente eppure è un’occasione incredibile di fare emergere dei talenti delle potenzialità inaspettate per il bene comune. Il Popolo della Famiglia è una straordinaria esperienza di democrazia, nel senso più compiuto e pieno” ha dichiarato in più occasioni Chiara Sanmori, perché abbiamo una grande responsabilità ma soprattutto dobbiamo continuare ad essere fieri del lavoro fatto.

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Politica

GLI OBIETTIVI POLITICI DEL POPOLO DELLA FAMIGLIA

Chi vota Popolo della Famiglia il 26 maggio, in una tornata elettorale caratterizzata dalla legge elettorale proporzionale pura con cui si vota alle Europee, vuole rafforzare la capacità di un soggetto politico autonomo cristianamente ispirato di essere determinante. La rappresentanza di quanti in Italia si oppongono alla deriva nichilista del “partito radicale di massa” non può essere appaltata ad altri

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Politica

La strettoia del 26 Maggio

Arrivati a settanta giorni dalla fine della campagna elettorale per le europee, appuntamento decisivo in vista del ridisegnarsi della mappa della politica italiana nella sua transizione infinita verso una qualche forma di stabilità, sarà bene per i cattolici italiani avere chiaro il quadro delle forze in campo per poter orientare con intelligenza il loro voto. Sette milioni di cattolici praticanti un anno fa, il 4 marzo, hanno premiato secondo tre studi dei flussi di consenso insolitamente concordanti, principalmente Pd e M5S, che insieme a Forza Italia e Lega (rispettivamente terza e quarta forza tra coloro che vanno a messa tutte le domeniche) hanno ottenuto complessivamente oltre l’ottanta per cento dei voti. Il Popolo della Famiglia si è fermato al 3.3% dei voti dei cattolici praticanti il 4 marzo, il resto è stato suddiviso tra Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia, Civica Popolare, Insieme, Italia agli Italiani con addirittura un piccolo segmento di consensi anche per +Europa, Casapound, Leu e Potere al Popolo.

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Società

L’antisemitismo vive in Europa?

La scomparsa del senso religioso nella maggioranza della popolazione, poi, ha fatto eclissare anche il rispetto per il sacro: resta solo il disprezzo per realtà che non si comprendono e che si interpretano con categorie secolari e logiche di profitto e potere, che le sono fondamentalmente estranee, ma che sono le uniche conosciute dal mondo.

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Società

Il dramma dell’aborto

li aborti nel terzo trimestre negli Stati Uniti sono una percentuale irrisoria rispetto alla totalità di quelli rilevati. La più recente indagine federale del Centers for Diseases Control and Prevention, (Abortion Surveillance 2015) ha registrato 640mila aborti nell’anno dagli stati che li hanno comunicati. Tuttavia, diversi stati non comunicano i dati relativi agli aborti procurati: secondo l’Istituto Guttmacher (precedente, istituto di ricerca per Planned Parenthood), la stima in tutta la nazione si aggirerebbe attorno al milione. Di quelli riportati nell’indagine del CDC per i 2/3 (430mila) è nota la settimana di gestazione, di questi solo 1,3% praticato dopo le 21 settimane. Applicando la stessa percentuale sul totale si ottengono circa 8400 aborti dopo le 21 settimane, un numero che prevedibilmente scende di molto se si contabilizzassero quelli dalle 25 o dalle 27 settimane, cioè propriamente gli aborti late-term, nell’ultimo trimestre effettivo.

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