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#eutanasia

Storie

La cosa più saggia al mondo è gridare prima di essere stati feriti

Questa nuova e malvagia eugenetica trova sostegno nell’edonismo compiaciuto e diffuso di molta gente ed è a disposizione per l’accresciuta tecnologia del mercato. L’aborto terapeutico, la diagnosi pre-impianto, l’inseminazione artificiale sono tutti strumenti messi a disposizione del mondo medico e dell’industria. Conditi con parole rassicuranti vengono veicolate attraverso la manipolazione del consenso operata dagli apparati mediatici, culturali e finanziari; in questo modo “soft” non vengono neppure concepiti come orrori né tantomeno come errori e peccati.

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Società

Ospedali, quale destino nell’era postcristiana

La mutazione degli ospedali da luoghi di cura e di sostegno al malato in spazi fisici in cui si uccide la speranza è solo l’ultimo atto di una cultura che ha totalmente dimenticato le proprie radici cristiane. L’impressione è che l’operato dei medici britannici sia, in fondo, considerato legittimo da molti altri loro colleghi nel mondo. Al loro posto, in tanti avrebbero fatto lo stesso. Ci fa piacere che si siano mossi il Bambin Gesù di Roma e il Presbyterian Hospital di New York, ma è davvero triste costatare che non c’è stata una gara tra gli altri ospedali ad accogliere Charlie. Il caso è certo difficile, ma una risposta compatta delle strutture ospedaliere mondiali avrebbe forse fatto traballare ulteriormente i convincimenti dei medici del Gosh. Eppure, gli ospedali sono nati per alleviare le sofferenze. San Camillo de Lellis, di cui oggi facciamo memoria liturgica, fondò un Ordine religioso appositamente per aiutare gli ammalati. Volle che i suoi confratelli – come fece egli stesso – servissero i sofferenti «con quella carità e amorevolezza che sono solite avere le madri verso i propri figli infermi». Il fondatore dei Camilliani ha indicato dunque una precisa figura, la madre, come esempio per aiutare chi soffre: Connie che, senza alzare la voce, “grida” il suo amore e la sua speranza per il figlio, che gli resta accanto osservando ogni piccolo mutamento, è quel modello che chiunque sia avvicina ad un ammalato per curarlo dovrebbe coltivare dentro di sé, sperando di esserne sempre più degno. Ancora, Camillo de Lellis sentiva il cuore spezzarsi ogni volta che non poteva portare il soccorso che avrebbe voluto. È questo il sentire che ci rimandano oggi molte figure di medici? Camillo de Lellis – come l’altro grande sostegno degli ammalati, Giovanni di Dio, che voleva per gli infermi che assisteva condizioni igieniche migliori e cure specifiche – ci ha testimoniato che curare chi è sofferente è un compito altissimo da assolvere senza cercare la via più semplice. Grazie a lui, a Giovanni di Dio e ad altri cristiani, gli ospedali sono diventati nei secoli quei luoghi di speranza e di cura a cui fino all’altro ieri guardavano con fiducia.

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Società

La morte di Charlie punto di non ritorno

Ci siamo mancano poche ore Quondo accadrà cio’ che sembrava impossibile. Un bimbo indifeso verrà ucciso senza pietà in un ospedale inglese. I suoi genitori si oppongono fortemente ma e’ lo stato padrone che decide. Poche le voci di protesta innanzi ad un atto vile ed ingiustificabile. Stiamo toccando il fondo ma la gente continua a guardare!

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Politica

AGNESE E LO STERMINIO

Al Copenhagen Post non farà piacere sapere però che nella corsa nazista allo sterminio la Danimarca è stata surclassata dall’Islanda, dove l’aborto per i bambini con diagnosi prenatale che fa emergere la Trisomia 21 riguarda il 100% dei casi e “da cinque anni non nascono i Down”. Evviva. Inutile ricordare che la Danimarca è il primo paese europeo ad aver legalizzato le unioni civili gay (1989) e come in Islanda vengono consentite formazioni familiari derivanti da utero in affitto: il bambino, insomma, è per quegli ordinamenti giuridici una “cosa” acquistabile appartenente agli acquirenti. In una visione antropologica e giuridica di questo tipo ovviamente la “cosa” fallata va eliminata.

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Politica

Nazisti eccome

Sarà il caso di portare a conoscenza di lorsignori il caso su cui di discute in queste ore in Gran Bretagna. Connie Yates e Chris Gard sono due giovani genitori poco più che trentenni, il 4 agosto 2016 è nato il loro primo figlio, Charlie. Un bambino in buona salute che però dopo otto settimane di vita ha cominciato a perdere peso e si è scoperto affetto da una rara sindrome mitocondriale, che lo condanna alla disabilità. L’ospedale che lo ha in cura si è rivolto alla magistratura britannica per chiedere l’uccisione del bambino, ovviamente i genitori si sono ribellati e hanno avuto la forza di parlare davanti alle telecamere della BBC, di spiegare che Charlie interagisce con loro e apre gli occhi e la bocca e “non sembra affatto soffrire”. Si ribellano alla decisione dell’ospedale e pretendono che i giudici non emettano una condanna a morte per Charlie. La BBC ha esposto la vicenda in modo chiaro ed è stata inondata di messaggi di solidarietà per i genitori, contro le posizioni dei medici che hanno però ribadito l’intenzione di andare davanti ai giudici per chiedere la soppressione di Charlie.

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Politica

Cosa c’è dopo Welby, Eluana e Fabo

Tra pochi giorni il Parlamento discuterà il ddl sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento,
ovvero sul cosiddetto “biotestamento”. Il quale non sarà che un piede di porco per introdurre subito
dopo una vera e propria legge sull’eutanasia, grazie alla quale il diritto italico regredirà di quasi
venti secoli. Dalla Chiesa ci si aspetterebbe una militanza più incisiva, ma non è detta l’ultima parola

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Società

Eutanasia barbara inciviltà

Non bisogna punire il dottore, ma il caso va trasferito alla Corte perché ci sia chiarezza su quali poteri ha e non ha un dottore quando si parla di eutanasia e pazienti che soffrono di demenza acuta”.

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Chiesa

CROSBY E GLI ALTRI CANADESI PARLANO DI EUTANASIA

In molti attendevano la loro presa di posizione che è puntualmente giunta in queste ore.
Eutanasia e suicidio assistito sono totalmente inaccettabili”: è quanto scrive, in una nota, monsignor Douglas Crosby, presidente della Conferenza episcopale del Canada. La dichiarazione del presule arriva dopo che, il 25 febbraio, il “Comitato speciale del governo canadese sull’aiuto medico a morire” ha pubblicato un rapporto intitolato “L’aiuto medico a morire: un approccio incentrato sul paziente” e tutte le polemiche che ne sono seguite.

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