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#eutanasia

Politica

AGNESE E LO STERMINIO

Al Copenhagen Post non farà piacere sapere però che nella corsa nazista allo sterminio la Danimarca è stata surclassata dall’Islanda, dove l’aborto per i bambini con diagnosi prenatale che fa emergere la Trisomia 21 riguarda il 100% dei casi e “da cinque anni non nascono i Down”. Evviva. Inutile ricordare che la Danimarca è il primo paese europeo ad aver legalizzato le unioni civili gay (1989) e come in Islanda vengono consentite formazioni familiari derivanti da utero in affitto: il bambino, insomma, è per quegli ordinamenti giuridici una “cosa” acquistabile appartenente agli acquirenti. In una visione antropologica e giuridica di questo tipo ovviamente la “cosa” fallata va eliminata.

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Politica

Nazisti eccome

Sarà il caso di portare a conoscenza di lorsignori il caso su cui di discute in queste ore in Gran Bretagna. Connie Yates e Chris Gard sono due giovani genitori poco più che trentenni, il 4 agosto 2016 è nato il loro primo figlio, Charlie. Un bambino in buona salute che però dopo otto settimane di vita ha cominciato a perdere peso e si è scoperto affetto da una rara sindrome mitocondriale, che lo condanna alla disabilità. L’ospedale che lo ha in cura si è rivolto alla magistratura britannica per chiedere l’uccisione del bambino, ovviamente i genitori si sono ribellati e hanno avuto la forza di parlare davanti alle telecamere della BBC, di spiegare che Charlie interagisce con loro e apre gli occhi e la bocca e “non sembra affatto soffrire”. Si ribellano alla decisione dell’ospedale e pretendono che i giudici non emettano una condanna a morte per Charlie. La BBC ha esposto la vicenda in modo chiaro ed è stata inondata di messaggi di solidarietà per i genitori, contro le posizioni dei medici che hanno però ribadito l’intenzione di andare davanti ai giudici per chiedere la soppressione di Charlie.

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Politica

Cosa c’è dopo Welby, Eluana e Fabo

Tra pochi giorni il Parlamento discuterà il ddl sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento,
ovvero sul cosiddetto “biotestamento”. Il quale non sarà che un piede di porco per introdurre subito
dopo una vera e propria legge sull’eutanasia, grazie alla quale il diritto italico regredirà di quasi
venti secoli. Dalla Chiesa ci si aspetterebbe una militanza più incisiva, ma non è detta l’ultima parola

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Società

Eutanasia barbara inciviltà

Non bisogna punire il dottore, ma il caso va trasferito alla Corte perché ci sia chiarezza su quali poteri ha e non ha un dottore quando si parla di eutanasia e pazienti che soffrono di demenza acuta”.

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Chiesa

CROSBY E GLI ALTRI CANADESI PARLANO DI EUTANASIA

In molti attendevano la loro presa di posizione che è puntualmente giunta in queste ore.
Eutanasia e suicidio assistito sono totalmente inaccettabili”: è quanto scrive, in una nota, monsignor Douglas Crosby, presidente della Conferenza episcopale del Canada. La dichiarazione del presule arriva dopo che, il 25 febbraio, il “Comitato speciale del governo canadese sull’aiuto medico a morire” ha pubblicato un rapporto intitolato “L’aiuto medico a morire: un approccio incentrato sul paziente” e tutte le polemiche che ne sono seguite.

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Società

Peter Singer, il bioeticista che vuole uccidere i neonati

Cosa dice il docente di Princeton che teorizza l’eutanasia “non volontaria” sui disabili, soprattutto se appena nati, con l’obiettivo di “ridurre i costi sanitari”

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Politica

Le quattro leggi a cui dobbiamo opporci

Quattro disegni di legge potrebbero essere approvati dal Parlamento, dobbiamo rendere evidente una opinione pubblica che si oppone e la Chiesa si sta muovendo

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Politica

Eutanasia, parole radicali

Il radicale pro-eutanasia Cappato contro addirittura la normativa sulla sedazione terminale in Francia: “Bisogna somministrare una sostanza letale”

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