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#fede

Chiesa

Gli ideali cattolici

Sta per essere pubblicato, contemporaneamente in forma cartacea e in un sito online, un saggio di carattere teologico che non riguarda soltanto gli specialisti in materia. Sebbene, infatti, il testo, non eccessivamente lungo, sia in qualche modo il risultato di decenni di studi e di esperienze, la sollecitazione definitiva che mi ha spinto a scriverlo è derivata dalla considerazione di scottanti problemi di attualità, problemi che si potrebbero riassumere in uno solo: la disgregazione dei cattolici sia nell’ambito culturale, sia nell’ambito politico - e ci si potrebbe chiedere se la disgregazione politica non sia in larga misura una conseguenza della disgregazione culturale.

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Politica

In risposta alle #obiezioni sul partito politico

In risposta disorientamento dell’italiano cattolico medio dopo il naufragio del centrodestra berlusconiano – trauma che lo lascia se possibile più orfano della stessa Mani pulite – richiede un intervento di rinforzo sostanziale delle ragioni dell’impegno politico. A strapparlo allora dalla tentazione di infilare la testa sotto al Non expedit torna la (quasi intonsa) lezione di Augusto del Noce: i rischi ci sono e non appaiono pochi, ma sembra che la via sia obbligata

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Storie

A Roma quel telo che inquieta e dà speranza

Non nel senso che la Sindone sarebbe in questo momento nella capitale (l’ultima) d’Italia – sta sempre nella prima – però l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, in collaborazione con il Centro internazionale di Sindonologia e con il Centro diocesano di Sindonologia “Giulio Ricci” di Roma, ha organizzato e ospitato il Convegno internazionale “Vide e credette”. Non solo la questione dell’autenticità del telo, ma un’occasione divulgativa e persino didattica

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Chiesa

Il dramma della grazia onnipotente cui resistiamo

Per comprendere fino in fondo le implicazioni dell’omelia del Santo Padre, partiamo dalla definizione di Grazia. Per il Catechismo della Chiesa Cattolica, la Grazia è «il favore, il soccorso gratuito che Dio ci dà perché rispondiamo al suo invito: diventare figli di Dio» (n. 1996); è «una partecipazione alla vita di Dio; ci introduce nell’intimità della vita trinitaria» (n.1997) e l’ingresso nella vita di Grazia avviene con il Battesimo. Nell’Antico Testamento, non esiste un termine univoco per definirla: del resto, Israele – nelle Sacre Scritture – non offre una riflessione sistematica sulla Grazia, ma sperimenta la misericordia, la benevolenza, l’amicizia, la fedeltà di Dio negli eventi di cui si compone la storia della salvezza, definendo questo agire di Dio in suo favore con diversi termini, tra cui hesed. La Grazia di Dio ha origine nella libera e gratuita iniziativa di Dio. Lo vediamo, per esempio, in Abramo: quando è chiamato in scena, nella Storia della Salvezza, di lui non ci viene detto nulla. Non sappiamo del suo carattere, non sappiamo il motivo per cui Dio lo ha scelto. Sappiamo soltanto che riceve una chiamata inattesa e una benedizione che andrà al di là di quello che egli avrebbe potuto sperare: «Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra» (Gen 12, 2-3).

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Società

Il tour di Gianna fa scuola in Italia

Mentre le polemiche sull’obiezione di coscienza dei medici antiabortisti infiammano il Paese (in fondo sono buone per ogni stagione), Gianna Jessen, nota a moltissimi per la sua storia narrata in
“October Baby”, gira lo stivale. Libero dà voce all’“unico medico abortista” del Molise come a un eroe, mentre il Paese reale corre ad ascoltare la testimonianza della Jessen: il futuro passa da lì, lo sa bene

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Chiesa

Pubblicate le Annotazioni di Kiko

Ha avuto un seguito ideale “Il Kerigma. Nelle baracche coi poveri”, col quale Francisco Argüello, meglio noto come Kiko, si mostrava avviato all’età dei
bilanci complessivi e delle memorie: Cantagalli ha da poco dato alle stampe “Annotazioni”. In questo volume, composto di 506 frammenti «da sorseggiare
con calma», si trova “il giornale dell’anima” del fondatore del Cammino Neocatecumenale. E di tanto in tanto, sullo sfondo, compaiono fatti noti e ignoti
dalla tua santità sopra il mio essere peccatore. – scrive nel 1998 – Il tuo amore appare sopra di me e mi distrugge, mi annienta , mi crocifigge. Signore, abbi pietà di me!»
(n.300). Spesso, come molti mistici, tra i quali mi viene in mente la stessa Madre Teresa di Calcutta, le parole di Kiko mostrano il tormento della “notte oscura”, del sentirsi come abbandonati ed infinitamente lontani dall’Amato, uno spasimo che si trasforma a volte in poesia «C’è un amore che fa dolere il cuore, c’è un dolore che è pieno d’amore…È l’assenza. (…) Siamo nel deserto abbracciati a Te, Signore e in Te a tutti fino all’infinito. Assenza di Dio» (n.353). Rincorre quest’uomo che molto, moltissimo ha realizzato, in un paradosso tutto cristiano, la “santa umiltà di Cristo”. Che non è finta modestia, un atteggiarsi ipocrita, ma è essenzialmente obbedienza alla Volontà di Dio, accettazione delle ingiustizie e delle calunnie perché «Tutto ciò in cui c’è Dio è umile» (n.5) e perché «Sali a Dio scendendo i gradini dell’umiltà» (n.9), fino a contemplare in essa la bellezza di Dio «Perché la bellezza è umile? Che mistero! Perché l’umiltà è bellissima? Ti ho visto Signore. Sì, Tu eri in quella donna abbandonata nel corridoio di un ospedale. Ti vidi nella strada buttato tra cartoni e spazzatura. Oh, santa umiltà di Cristo, chi ti potrà trovare! Ti trovai e mi toccasti il cuore, e non fui più lo stesso (…).» (n.473).
E veramente la vita di questo pittore di succe s s o , destinato alla gloria del mondo, ad una carriera da artista, è stata rivoluzionata in modo sorprendente dall’incontro con Cristo, trasformandosi in zelo per l’evangelizzazione e per l’annuncio dell’amore di Dio all’umanità sofferente «Benedetto sia il tuo nome, Signore. Benedette la tua tenerezza e misericordia. [Il Signore] viene ad incendiare la terra. Il mio spirito arde, brucia in Te, Dio mio. Geme il mio cuore vedendo ovunque il tuo nome vilipeso e l’uomo sfruttato, colpito, ingannato in una società che vuole crocefiggerti di nuovo. Superstizione, magia,
idolatria. Si assassina il pudore nei giovani. Aborto, omosessualità, sesso libero. Tutto ciò che è santo viene insultato e presentato

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Società

Hadjadj: non scegliete il male minore

L’Italia è chiamata al referendum su una riforma costituzionale molto pervasiva; la Francia
vede prepararsi le elezioni con i cattolici che propendono (come avviene anche nel Belpaese) per il
centrodestra, diviso oggi tra liberalconservatori e nazionalisti duri e puri. Il filosofo Fabrice Hadjadj,
intervistato da Famille Chrétienne, invita a «tracciare un sentiero nel mezzo di Mordor»

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Chiesa

Perdono, genocidio e misericordia

San Giovanni Paolo II, più volte, aveva parlato prima delle tensioni nel paese e, fin dall’Aprile del 1994, non mancò di appellarsi al ritorno della pace: «Le tragiche notizie che giungono dal Ruanda suscitano nell’animo di tutti noi una grande sofferenza. Un nuovo indicibile dramma: l’assassinio dei capi di Stato di Ruanda e Burundi e del seguito; il capo del Governo ruandese e la sua famiglia trucidati; sacerdoti, religiosi e religiose uccisi. Ovunque odio, vendette, sangue fraterno versato. In nome di Cristo, vi supplico, deponete le armi, non rendete vano il prezzo della Redenzione, aprite il cuore all’imperativo di pace del Risorto! Rivolgo il mio appello a tutti i responsabili, anche della comunità internazionale, perché non desistano dal cercare ogni via che possa porre argine a tanta distruzione e morte» (Regina Coeli 10 Aprile 1994). Qualche settimana dopo, la voce del Papa si fa ancora più sofferente e vibrante: «Vi invito accoratamente, ad una preghiera sofferta e fervorosa per il Ruanda. La tragedia di quelle popolazioni sembra non voler arrestarsi: barbarie, vendette, uccisioni, sangue innocente versato, ovunque orrore e morte. Invito quanti detengono responsabilità ad una azione generosa ed efficace perché si arresti questo genocidio. È l’ora della fraternità! È l’ora della riconciliazione!» (Udienza Generale 27 aprile 1994).

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