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Politica

La scelta di essere mamma

Gregory Pincus (pillola) era un uomo, Robert Edwards (PMA), Patrick Steptoe (PMA), Julius From (preservativo), tutti uomini. Quindi, tornando al convegno sulla fertilità, non trovo granché strano che siano uomini, i medici che sono stati invitati. E non mi si dica che di donne scienziate non ne esistono poiché obbligate al focolare, perché  Marie Curie e Irène Joliot-Curie, Rita Levi Montalcini, Rosalind Franklin, Dorothy Crawfoot Hodgkin, Francoise Barré-Sinoussi, sono tutte donne (alcune anche madri). Le donne, all’interno del mondo della fertilità, esistono, ma alcune si distinguono non certo per grande spirito femminile, o meglio, fanno parte di tutte quelle donne che credono di sostenere le donne attraverso la promozione dell’aborto volontario (che, per inciso, uccide anche le donne nel grembo materno, quindi
non è certo campanilismo femminista): parliamo di Faye Alyce Wattleton o Margaret Louise Higgins Sanger, ‘mamme’ di Plannet Parenthood, ente non proprio sano e a favore della salute pubblica. Per contro noi possediamo Flora Gualdani e Paola Bonzi (e tantissime altre volontarie e ostetriche che si muovono nel silenzio e nel nascondimento), che difendono la vita del bambino sapendo che la donna che riesce a non abortire, poi ringrazierà dell’essere divenuta madre.

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Società

Se avessi avuto anch’io il Reddito di Maternità

Di ritorno dall’assemblea nazionale del Popolo della Famiglia tenutasi a Roma il 20 gennaio u.s., una militante pidieffina – moglie e madre di famiglia – prende carta e penna e racconta l’origine del suo impegno per una vera rivoluzione del lavoro e del fisco che parta dal Reddito di Maternità: «Se fosse stato legge ai miei tempi – dici – non ci avrei pensato due volte a usufruirne».

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Storie

Storie di famiglie numerose e di adozioni

Adottare un bambino grandicello significa spesso affrontare con lui il dolore di abusi di vario tipo (fisici, psichici, sessuali), significa fare un grande lavoro di accoglienza e contenimento: attendere i tempi del bambino, cercare soluzioni creative, camminare con lui un tragitto doloroso, ma anche percorrere insieme la strada della rinascita. Questi ragazzi hanno una grande resilienza: se i genitori li accolgono completamente, li accettano e li amano (donandosi completamente a loro e non solo ‘percependo’ l’emozione dell’amore) in poco tempo i loro volti si trasformano, s’illuminano.

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Chiesa

Un disperato bisogno di padri

La figura paterna è un pilastro educativo che va sempre accompagnato al suo naturale complemento – quella materna. Dalla rivoluzione industriale in qua si è verificata una inedita scollatura tra le due – da allora le madri hanno esortato i figli a essere “meglio” e “più” dei padri – nella quale le mogli “castravano” (simbolicamente) i mariti e questi si vendicavano nell’apatia e/o nella violenza. Ecco un equilibrio che deve essere ristabilito quanto prima

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Storie

Lettera ai professori e ad alcuni genitori

Ricorda qualcosa dell’acerba forza della “Lettera a una professoressa”, dei ragazzi di Barbiana, questo testo ricevuto in Redazione: una giovane intercettata poco e male dalla scuola italiana, nei suoi anni più fragili, si è ritrovata nel lavoro e nel r-accogliere il patrimonio di cultura e di fede trasmessole dai genitori. Oggi ha imparato alcune lezioni e ce le impartisce.

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Società

Postano foto dei figli online: multati

10mila euro di multa per la madre, che nei tira e molla concomitanti alla separazione ha utilizzato le vie social per rivendicare psicologici primati nei confronti dell’ex coniuge. Il figlio sedicenne ha
provato a esternare le sue rimostranze e, inascoltato, s’è rivolto al tribunale che ha sanzionato la genitrice. Un caso-limite che però ha il merito di evidenziare un limite quotidiano del mondo social.

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Società

La povertà nascosta dei padri separati

Il caso dell’ex comico di Zelig commuove e fa discutere, ma non si tratta di un caso isolato: ecco i numeri dei padri poveri

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Storie

La storia di Joan bimbo da tutelare

Era stato brandito come la “mascotte” dell’Umbria Pride, il bambino a cui Chiara e Laura hanno deliberatamente negato la possibilità di avere una vita normale a contatto con l’uomo da cui discende, e in più gli hanno scientemente parcellizzato la figura materna, poiché una ha dato l’utero, l’altra l’ovulo con cui il bambino è stato fabbricato. Ora la trascrizione dell’atto di nascita.

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