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#giovani

Società

Noi giovani vogliamo amarci senza guanti

Una diciassettenne reagisce alle martellanti campagne sui profilattici che dilagano in Italia. «Ci credete incapaci», dice.

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Società

Droga: al via i congressi pisani

La cittadina toscana si prepara ad aprire i battenti, nel prossimo fine settimana, di una rassegna che con un poco di ironia si potrebbe dire “ricreativa”: il paradiso artificiale passato fugacemente dai pusher sarà intronizzato in bella mostra per tre giorni. Dolci, gelati, vini, birre e caffè alla “cannabis light”. E pazienza se il Consiglio Superiore di Sanità ha detto che non esistono droghe leggere…

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Politica

Famiglia vuol dire lavoro

Con la paghetta di papà e una mancetta dalla pensione di nonna, il giovane italiano si forma in un contesto deresponsabilizzante in cui la politica sta dando il colpo di grazia: puoi fare il premier a caso raccolto per strada in una riffa, il vicepremier senza uno straccio di laurea che ti chiedono ormai pure per fare l’impiegato di quinto livello, spiegare agli studenti come affrontare l’esame di maturità senza aver mai fatto manco l’esame di maturità. In campagna elettorale ti prometto ottocento euro al mese per il tuo non fare niente e io gioco è fatto, l’area territoriale del Paese dove c’è il 47% di disoccupazione giovanile ti darà il 47% dei voti.

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Società

Conosciamo i nostri figli?

Le statistiche sulle dipendenze (nuove e vecchie) dei giovani e giovanissimi mostrano una morsa di fragilità che si fa sempre più impenetrabile, oltre la cortina di sostanze psicotrope e di una pornografia dilagante. L’anno del Sinodo sui Giovani può essere per la Chiesa e per la società il momento in cui si chiuda una buona volta la stagione della complicità (dis)educativa e si volti pagina

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Politica

Chi lavora non sia più una riga del bilancio

Questo il tenore del messaggio di Papa Francesco, che apre la 48esima giornata sociale dei Cattolici italiani a Cagliari. “Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo e solidale” è il tema della giornata sociale, ispirata alla proposta della Evangelii Gaudium. La Cei prende il La dal Papa e si cala nel vissuto quotidiano del Paese. Resta da vedere se la politica ascolterà.

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Chiesa

Verso il Sinodo dei giovani

A Roma si preparano gruppi di lavoro e schemi, mentre in Svizzera sono i giovani stessi che si preparano in vista del sinodo, nel quale vorranno evidentemente dire la loro. Non manca (né mancherà) chi si prepara a chiedere le solite “aperture”, mentre all’ombra del Cupolone qualcuno auspica che gli stessi argomenti di discussione siano un po’ meno “calati dall’alto”…

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Chiesa

Parlando con Papa Francesco di ritorno dalla Colombia

L’ l’incontro con il (primo) ministro Gentiloni è stato un incontro personale e non su questo argomento. È stato prima di questo problema, che è venuto fuori alcune settimane dopo. … Secondo: io sento
il dovere di gratitudine per l’Italia e la Grecia, perché hanno aperto il cuore sui migranti. Ma non basta aprire il cuore. Il problema dei migranti è: primo, un cuore aperto, sempre, anche per un comandamento di Dio, ricevere, perché “tu sei stato schiavo”, migrante, in Egitto. Ma un governo deve gestire questo problema con la virtù propria del governante, cioè la prudenza. Cosa significa?
Primo: quanti posti ho. Secondo: non solo ricevere, (ma) integrare. Ho visto esempi qui in Italia di integrazione bellissima. Sono andato all’Università Roma Tre, mi hanno fatto domande quattro studenti. Una, era l’ultima, la guardavo: ma questa faccia la conosco. Era una che meno di un anno prima è venuta da Lesbo con me in aereo, ha imparato la lingua, studiava biologia nella sua patria, ha fatto l’equiparazione (equipollenza), e ora continua. Questo si chiama integrare. In un altro volo, tornavamo dalla Svezia, ho parlato della politica di integrazione di quel Paese come un modello. Ma anche la Svezia ha detto con
prudenza: il numero è questo, più non posso, perché c’è pericolo di un eccesso.
Terzo: c’è un problema umanitario. Quello che lei diceva. L’umanità prende coscienza di questi lager, delle condizioni nel deserto? Ho visto delle fotografie, gli sfruttatori. Credo, ho l’impressione, che il governo italiano sta facendo di tutto per lavori umanitari di risolvere anche problemi che non può assumere. Ma: il cuore sempre aperto, prudenza e integrazione, e vicinanza umanitaria. E c’è un’ultima cosa che voglio dire e che vale soprattutto per l’Africa. C’è nell’inconscio collettivo nostro un motto, un principio: l’Africa va sfruttata. Oggi a Cartagena abbiamo visto un esempio di sfruttamento, umano in quel caso. Un capo di governo su questo ha detto una bella verità: quelli che fuggono dalla guerra è un altro problema; ma tanti che fuggono dalla fame, facciamo investimenti lì perché crescano. Ma nell’inconscio collettivo c’è che
ogni volta che tanti Paesi sviluppati vanno in Africa, è per sfruttare.Dobbiamo capovolgere questo. L’Africa è amica e va aiutata a crescere”.

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Società

Ecco la Balena Blu

Nel miserabile tentativo di azzardare un’analisi del fenomeno è ovvio che, in primo luogo, venga da puntare il dito sul gioco della Balena blu, ed è giustissimo farlo. Allo stesso tempo, però, è opportuno non dimenticare che quel gioco è un parto dei giorni nostri, un prodotto dell’odierna comunità umana globale. Il mondo non è mai stato un luogo perfetto ed ogni epoca ha conosciuto le sue nefandezze ma oggi la stupidità e la malvagità di pochi possono espandersi e amplificarsi come mai prima era stato possibile. Prendendo spunto dalla famosa e profonda riflessione di Hannah Arendt “La banalità del male” potremmo concludere che ciò che è banale nasce da menti banali e, contemporaneamente, attrae menti altrettanto banali.

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