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Politica

Una manovra che insulta la famiglia

I provvedimenti sugli asili saranno limitati e di impatto nullo, perché non affrontano il dramma della denatalità nelle sue cause. Destinare a 17 milioni di famiglie italiane meno di un miliardo di euro l’anno significa destinare meno di cinque euro al mese a ciascuna di esse. Poiché l’impegno è stato tutto concentrato sugli asili nido, in realtà per la stragrande maggioranza delle famiglie il sostegno assicurato da questa manovra economica varata da Pd, M5S, Italia Viva e LeU è: niente. Questa manovra è un insulto alla famiglia.

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Politica

Al valzer di Matteo e Giorgia

In Umbria il voto è stato chiaro: la sinistra continua a perdere consensi, ma anche tra i vincitori esiste sempre meno centro e più destra. Matteo Salvini e Giorgia Meloni proseguono la loro ascesa mentre Forza Italia continua a perdere consensi.La surreale “foto di Narni” con Zingaretti, Di Maio, Conte e Speranza nell’ultimo minuto utile di una campagna elettorale che anche i muri sapevano persa, è la prova della insipienza politica di questi supposti leader. Di Maio è riuscito in 18 mesi a portare il M5S dal 33% delle politiche al 17% delle europee al 7% di domenica in Umbria; Zingaretti prende schiaffi ad ogni elezione dal Friuli alla Sardegna, ora comincia a perdere le regioni rosse e se dovesse perdere l’Emilia Romagna si dovrà ritirare dalla politica, altro che crisi di governo, in più ha perso la faccia perché il suo obiettivo di andare ad elezioni politiche anticipate l’ha dovuto accantonare dopo la cinica ma brillante mossa di Renzi; Speranza è ministro della Salute in virtù della leadership di un partito, Liberi e Uguali, che si è addirittura sciolto un anno fa; Conte, poi, dopo le rivelazioni del Financial Times sui suoi conflitti di interessi è davvero appeso a un filo. Insomma, se le sinistre sono costoro, davvero c’è poco da temere, sono tutti destinati a sparire.

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Politica

Preparare fin da subito un’alternativa al governo giallorosso

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Politica

VALUTAZIONI POLITICHE SU VERONA

Finalmente si può parlare del Congresso di Verona potendo commentare le parole effettivamente pronunciate, lasciando da parte i sentito dire, ed è un bel sollievo: basta dietrologie e spazio alla valutazioni su quanto si è affermato.  Il Popolo della Famiglia come si sa non partecipa al Congresso di Verona proprio per il legame evidente e troppo stretto che si è voluto creare con un governo la cui azione è giudicata molto negativamente

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Società

La famiglia come società naturale

Oggi si richiede all’Italia una classe di governo che non brancoli nel buio nella propria indeterminatezza, che non viva alla giornata cambiando opinione ogni mattina, fiutando l’aria che tira dall’ultimo tweet. Serve una visione politica integrale che metta al centro la famiglia, ma non a chiacchiere o con altisonanti convegni buoni esclusivamente a versare inchiostro sui giornali.

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Politica

Gli ultimi giorni del governo

Saranno le elezioni europee del 26 maggio a determinare gli equilibri politici che proietteranno il governo verso la sua fase calante: di certo ci sarà una Lega in forte ascesa, che farà di tutto per non dipendere più dai soldi di Berlusconi e per marginalizzare anche la Meloni; ci sarà una sensibile limatura del voto pentastellato, e si potranno aprire spazi decisivi per il Popolo della Famiglia.

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Politica

Il Reddito di maternità è contro l’aborto

È stato pubblicato il report ufficiale Istat sull’applicazione della legge 194, rilanciato in un documento a firma del ministro Grillo. Dell’aborto è ormai politicamente impossibile parlare, ma la proposta legislativa d’iniziativa popolare del Popolo della Famiglia – l’istituzione del Reddito di maternità – potrebbe avere un effetto realmente disincentivamente rispetto al ricorso all’aborto.

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Politica

Il problema con la libertà dei politici al governo

In almeno tre occasioni, recentemente, i pentastellati hanno messo in mostra un temperamento decisamente illiberale. Primo fra tutti, il tentativo di abolire la prescrizione dopo la sentenza di primo grado. Con la scusa di azzerare l’impunità dei “corrotti” il M5S vuole scardinare una libertà essenziale come la presunzione di innocenza dei cittadini.

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