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#mario adinolfi

Storie

Un trans non può fare la tata

Non si può affidare la crescita di un bambino di pochi mesi a un trans. Dalla email si capisce che la transizione da un sesso all’altro non si è compiuta, l’Inps ha ancora tutti i documenti al maschile, quindi Alessandro è a tutti gli effetti Alessandro anche se “si sente” Alessandra. Siamo davanti dunque ad una persona che non si accetta per come è, che in questo percorso di transizione deve affrontare prove psicologiche e fisiche molto pesanti con l’assunzione continua di farmaci, che dal punto di vista fisico sostiene un iter di trasformazione molto doloroso e che fa tendere all’instabilità emotiva. Un bambino di pochi mesi può essere affidato a chiunque tranne che a persone con queste caratteristiche di instabilità. L’approdo alla diversa sessualità riconosciuta, quello che porterebbe il soggetto in questione ad avere i documenti in regola con il nome Alessandra, passa poi attraverso fasi di demolizione dei genitali maschili e di costruzione di forme genitali all’apparenza femminili che sono mediamente faticosissime da molti punti di vista, sia fisici che psicologici. Il ricorso al consumo di forti quantità di alcool e di droghe per ovviare all’inevitabile disturbo di personalità che accompagna ogni evoluzione dalla disforia di genere accertata all’approdo ad una diversa conformazione dei propri genitali, è comprovato in tutti i testi scientifici, così come la più alta propensione al suicidio dei transessuali rispetto alle altre persone.

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Media

A Sanremo il gotha dei locatori di uteri

Propagandare in Italia la pratica dell’utero in affitto, anche solo pubblicizzarla, è reato passibile di due anni di carcere e un milione di euro di multa. Caro Carlo, tienilo come promemoria.

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Politica

Tutti in difesa del ministro Fedeli

Loro mentono sistematicamente agli italiani, ma se ne tocchi uno scattano uniti nell’autodifesa: Valeria Fedeli è stata fatta oggetto di un manifesto non violento né volgare, ma che semplicemente ricordava i suoi demeriti. Come un sol uomo scattano a difesa del ministro che ha millantato titoli di studio inesistenti Pd, Forza Italia e sindacati. Citazione a parte per il giuda Renato Schifani che veniva ai Family Day. Ricordarselo quando vi chiederanno di votare Forza Italia, sì, Schifani dopo il viaggetto con Ncd è tornato lì. Controvento, come sempre, solo il Popolo della Famiglia.

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Società

Marco Tarquinio parliamone….

Caro Marco, ci conosciamo da un quarto di secolo e i miei primi anni di vita professionale li ho condotti apprezzando le tue doti di collega accorto e ligio, aiutando credo in maniera decisiva la tua scalata alla direzione di Avvenire. Mi permetterò dunque la franchezza per una volta spoglia dalle ipocrisie del cattolichese, a cui il tuo giornale quotidianamente ci abitua. Il riferimento è alla lettera di Valeria Fedeli e alla tua risposta pubblicate il 20 dicembre 2016 sotto il titolo “Fedeli: il mio impegno per educare alla parità tra uomo e donna”. Il Popolo della Famiglia, movimento che presiedo, non chiama la signora ministro o ministra o che dir si voglia, è indegnamente seduta a viale Trastevere avendo mentito sui suoi titoli di studio, millantato una laurea mai posseduta, addirittura non ha mai sostenuto neanche l’esame di maturità. Abbiamo dimostrato questi fatti con evidenza, colei che noi chiamiamo “pinocchia” li ha candidamente ammessi, con arroganza non ha presentato le dimissioni che sarebbero state considerate naturali e ovvie in qualsiasi paese del mondo. Anzi, cerca legittimazione venendo a scrivere una lettera densa di bugie proprio al direttore di Avvenire, che non ritiene di menzionare l’incidente del titolo di studio inventato (per non dover menzionare il Popolo della Famiglia), mentre nello scritto della signora riscontra “lineare chiarezza

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Politica

Le ragioni del voto di Domenica

PERCHE’ UN “RENZIANO DELLA PRIMA ORA” DEVE VOTARE NO

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Storie

La pantomima di Severino Antinori

Il ginecologo sospeso dall’esercizio della professione medica, Severino Antinori, arrestato per aver espiantato con violenza ovuli da una ventiquattrenne spagnola dopo averla immobilizzata e sedata contro la sua volontà oltre che per essersi fregato ventottomila euro da una coppia a cui aveva promesso un figlio tramite le sue discusse procedure, sta tentando di trasformare in un bizzarro show il suo processo in corso davanti al tribunale di Milano.

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