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Chiesa

I diritti si fondano su una natura umana oggettiva

La Santa Sede ribadisce la ferma «persuasione che le eventuali controversie tra i popoli non debbono essere risolte con il ricorso alle armi; ma invece attraverso il negoziato». D’altra parte, proprio la continua produzione di armi sempre più avanzate e “perfezionate” e il protrarsi di numerosi focolai di conflitto – di quella che più volte ho chiamato “terza guerra mondiale a pezzi” – non può che farci ripetere con forza le parole del mio santo Predecessore: «Riesce quasi impossibile pensare che nell’era atomica la guerra possa essere utilizzata come strumento di giustizia. È lecito tuttavia sperare che gli uomini, incontrandosi e negoziando, abbiano a scoprire meglio i vincoli che li legano, provenienti dalla loro comune umanità e abbiano pure a scoprire che una fra le più profonde esigenze della loro comune umanità è che tra essi e tra i rispettivi popoli regni non il timore, ma l’amore: il quale tende ad esprimersi nella collaborazione leale, multiforme, apportatrice di molti beni».

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Società

Come cambia il volantone di Comunione e Liberazione

Non è ancora stato pubblicato sui siti ufficiali di Comunione e Liberazione, ma poiché pare che il nuovo “volantone” sia stato presentato all’ultima scuola di comunità da don Julián Carrón non ci si aspettano (ulteriori sorprese): l’immagine scelta non poteva che sollevare un polverone, in quanto rappresenta una famiglia di migranti in atteggiamento e contesto che ricordano quelli della Sacra Famiglia. E insorgono ex ciellini. Difficile mantenere l’equilibrio.

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Politica

Ogni vuoto viene riempito

O capiamo che dobbiamo tornare ad occupare tutti i nostri spazi valoriali, ritornando pienamente alla nostra identità prima di tutto cristiana e ricordando sempre il nostro status di paese ospitante, o moriremo travolti dalla loro inestinguibile volontà di potenza, nonché dai loro denari. Si sono presi con i petrodollari le nostre più iconiche squadre di calcio (Paris Saint Germain e Manchester City, ma anche il Trohir già presidente dell’Inter ringraziò Allah dopo la prima vittoria dei suoi nerazzurri), ora con la Qatar Charity Foundation finanziano le scuole coraniche e le moschee in Sicilia (2.5 milioni di euro) dopo che con un più ingente pacchetto di 25 milioni di euro hanno fatto costruire 43 moschee su tutto il territorio italiano, secondo quanto riferito dall’imam fiorentino Izzedin Elzir. Qualcuno si è posto un problema dopo aver letto che la Qatar Charity Foundation attraverso il suo già presidente Abdullah Mohammed Yussef finanziava Al Qaeda, secondo quanto riportato da un documento ufficiale del Dipartimento di Stato americano? No, nessuno se l’è posto, siamo andati bellamente felici da italiani a tagliare il nastro alle inaugurazioni delle moschee volute dai quatarini amici di Bin Laden in tutto il paese. Il governo kuwaitiano intanto si occupa di sovvenzionare i musulmani albanesi, mentre il Marocco sostiene le moschee indipendenti attraverso i danari della Missione culturale della sua Ambasciata a Roma. I Fratelli Musulmani invece girano soldi direttamente all’Ucoii, mentre ovviamente molto attiva è anche la monarchia wahabita dell’Arabia Saudita. New entry tra i finanziatori dell’islam in Europa occidentale e anche in Italia, il presidente turco Erdogan, quello che ha ordinato ai due milioni e mezzo di cittadini turchi residenti in Europa (ventimila in Italia) di “fare ognuno cinque figli, così il futuro sarà vostro”.

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Politica

Kalenda

La Kalenda è termine derivato dal latino kalendae, che significa “primo giorno del mese” e anche “annuncio di una data”. Si riferisce a quell’annuncio (detto anche “Annuncio del Natale”), riportato nel Martirologio Romano, che, secondo indicazioni liturgiche, può essere proclamato o cantato, come spesso accade, all’inizio della Messa della notte di Natale (ma può essere anche collocato in altro modo, sempre seguendo le indicazioni liturgiche). Inizialmente la sua collocazione era diversa: infatti era inserita nell’Ufficio di Prima, eliminato dopo la riforma liturgica in seguito al Concilio Vaticano II; la Chiesa, però non ha voluto che andasse perduto questo tesoro tradizionale con cui la liturgia “annuncia” l’Incarnazione. In un certo senso può essere accostato all’Exultet della Veglia Pasquale, ma ha un significato diverso.
Accostandoci al ricco e prezioso testo di questo annuncio, possiamo notare come la Chiesa, fin dai primi secoli, abbia fermamente tenuto tale, ed esaltato attraverso parole umane, questo ingresso di Dio nel tempo dell’uomo, che è sì misterioso, e come tale sempre difficile da esprimere in linguaggio di uomini, ma anche autentico. Il testo è pieno di riferimenti importanti che non esaltano soltanto l’avvenimento in sé, la venuta nella carne, ma ne definisco anche la storicità e l’attualità.
La “Kalenda” o annuncio inizia ogni anno con un preciso riferimento temporale che riguarda l’oggi della storia degli uomini, con un rinvio al conto relativo alla luna. Quest’anno sarà la ventiseiesima luna. L’evento fondamentale nella relazione tra Dio e l’uomo ha sì conosciuto il suo farsi in un determinato momento della storia, ma l’annuncio dell’Incarnazione arriva anche nell’attualità dell’uomo di questo tempo, esprimendo – con questo particolare apparentemente senza importanza – che la portata salvifica non ha esaurito la sua carica umana tutta in quel singolo momento della storia, ma Cristo viene – anche oggi – per salvare noi uomini contemporanei a questa “ventiseiesima luna”.

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