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Chiesa

Benedetta Bianchi Porro verso la beatificazione

Ricevendo il cardinal Becciu, quindi, il Papa ha autorizzato per primo il Decreto sulle virtù eroiche e sulla conferma del culto da tempo immemorabile, ottenendo quindi la beatificazione equipollente, di Michał Gjedrojć, noto anche come Mykolas Giedraitis. Nato a Giedrojcie, oggi in Lituania, intorno al 1420, fu di salute gracile fin dall’infanzia. Dato che i genitori quasi lo trascuravano, passava il suo tempo in solitudine. Questo lo condusse a domandare di entrare tra i Canonici Regolari della Penitenza dei Beati Martiri, un ordine ormai estinto ma improntato alla Regola di sant’Agostino. Si trasferì quindi a Cracovia e studiò presso l’Università Jagellonica. La chiesa del monastero del suo ordine divenne quasi la sua seconda casa, tante erano le ore che vi trascorreva in preghiera con le braccia spalancate in forma di croce. Moltissimi venivano da lui a chiedere consigli e a raccomandargli le proprie intenzioni.

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Chiesa

Beatificazione di padre Tiburcio Arnaiz Munoz

Tiburcio Arnaiz Muñoz nacque a Valladolid, in Spagna, l’11 agosto 1865. I suoi genitori, Ezequiel e Romualda, di professione tessitori, lo portarono al fonte battesimale della parrocchia di Sant’Andrea due giorni dopo la nascita, nel giorno in cui si ricorda appunto san Tiburzio. Ad appena cinque anni, rimase orfano di padre. Sua madre, allora, cercò in ogni modo di mantenere sia lui che l’altra figlia, Gregoria, che aveva sette anni in più. Anni dopo, lui raccontò che da piccolo, una notte, ebbe un incubo: sognò di cadere all’inferno. Impaurito, chiamò sua madre, ma lei non lo sentì. Sempre più terrorizzato, invocò la Madonna Addolorata, che gli apparve dicendo: «Non cadi all’inferno né mai vi cadrai» e lo coprì col suo manto.

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Chiesa

Sette volti di una santità nuova e antica

L’invito alla speranza che Gesù offre ai discepoli, «perché tutto è possibile a Dio», corrisponde a tutte le storie dei sette santi canonizzati domenica in Piazza San Pietro. Che un gracile prete bresciano venga chiamato a compiti sempre più gravosi fino al ministero delle Somme Chiavi, che un vescovo reazionario si converta inciampando nella miseria di un popolo. E molto altro….

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Politica

Verona, Roma, Vaticano: le tre giornate sull’aborto

Chiunque si permette di mettere in discussione “conquiste” consolidate viene linciato

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Chiesa

Giovani, emergono padri sinodali in gamba

Muove i primi passi, in Vaticano, il “sinodo sui giovani” (e la fede e il discernimento vocazionale), e se certe testate a caccia di click raccontano il solito episcopato proteso all’erosione delle salutari esigenze della vocazione cristiana la realtà dei fatti dice anche altro: presentiamo ai lettori italiani il vescovo di Los Angeles. Giovane, fresco, comunicativo. E felicemente sodo nei contenuti.

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Chiesa

I #Vescovi italiani guardano al Paese reale

Scuola ed educazione, lavoro e povertà, sicurezza e migranti: sono solo alcuni dei temi (secolari) toccati dal documento finale prodotto dalla Conferenza Episcopale Italiana al termine della riunione autunnale del Consiglio Permanente. Per il resto si è toccata, fra le altre, la questione squisitamente liturgica della diffusione dell’ultima edizione del Messale Romano.

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Chiesa

Papa Francesco ed il sesso

Papa Francesco ha detto la sua su un tema molto delicato: il sesso. Le nostre cadute spirituali, le nostre debolezze, ci portano a usare la sessualità al di fuori di questa strada tanto bella, dell’amore tra l’uomo e la donna. Ma sono cadute come tutti i peccati. La bugia, l’ira, la gola… sono peccati: peccati capitali

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Chiesa

SILENZIO, PREGHIERA, CANI SELVAGGI

Silenzio. Dire la sua e poi tacere. Perché la verità è mite, la verità è silenziosa, la verità non è rumorosa. Non è facile, quello che ha fatto Gesù; ma c’è la dignità del cristiano che è ancorata nella forza di Dio. Con le persone che non hanno buona volontà, con le persone che cercano soltanto lo scandalo, che cercano soltanto la divisione, che cercano soltanto la distruzione, anche nelle famiglie: silenzio. E preghiera». Francesco ha detto la sua: a chi vuole buttarlo giù oppone il silenzio di Gesù, che è lo stesso davanti alle accuse ripetute da Pilato. Non si difende, perché “la verità è mite e silenziosa”. Bisogna chiedersi perché il Papa non abbia pronunciato un semplice “non è vero”, davanti alla non provabile denuncia di Viganò di averlo avvertito del dossier su McCarrick. Un furbo l’avrebbe fatto, chi potrebbe smentire un’asserzione del Papa? La scelta del silenzio, ora, è ancora più convincente.

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