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Politica

SULLA QUESTIONE DEI VOTI A SCUOLA

Gli attori famosi “de sinistra” (da Zingaretti alla Gerini, da Favino alla Pandolfi) si schierano contro il ritorno ai giudizi alle scuole elementari. Non sono i vecchi voti ma manco le attuali generiche definizioni figlie dell’idea che valutare bambini e ragazzi sul proprio rendimento scolastico sia una sorta di violenza. C’è chi teorizza che debbano essere sempre tutti promossi, che la bocciatura sia un trauma discriminatorio e altre stupidaggini del genere. Ho vissuto la mia formazione scolastica in un contesto duro e meritocratico. Ho sempre studiato per prendere voti alti e più tosto era il prof, più studiavo.

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Società

L’elogio sperticato senza capirne il disprezzo

Massimo Gramellini ammette oggi in prima pagina sul Corriere della Sera che stava per scrivere un “elogio sperticato” di Geolier, poi ha visto la sua performance dal balcone a Secondigliano in cui aizzava la folla napoletana e ha cambiato idea. Il che mi fa capire che il problema del nostro Paese non è Geolier, ma le élites che si sentono di poter rilasciare patenti di rispettabilità e onorabilità senza conoscere nulla dei conflitti che stanno sbrindellando l’Italia. Da Roma in giù una vastissima parte delle giovani generazioni non riconosce alcuna autorevolezza alle prediche delle élites e oscilla paurosamente tra ribellione silenziosa e ribellione rumorosa nutrita da un immaginario in cui è rivolta anche l’appartenenza criminale. Se Gramellini conoscesse almeno un minimo il percorso di Geolier saprebbe che il suo successo è innervato di riferimenti espliciti a Gomorra, video in cui imbraccia mitra placcati d’oro, versi in cui si esalta Genny Savastano, amicizie plateali con il figlio del capoclan degli scissionisti, titoli di brani che hanno decretato la sua fama che non vanno neanche spiegati: Narcos è il più noto.

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Società

Pure il marketing va al contrario

Tendo ormai a sottrarmi alla polemica diretta con la propaganda Lgbt perché conosco il giochino: per cercare visibilità e un titolo sui giornali sfruttano il mio cognome, la mia faccia e ottengono così mille volte la pubblicità che avrebbero se io non esistessi. Per me il vantaggio è nullo (vengo regolarmente descritto come il più retrogrado degli esseri umani) e loro si atteggiano a martiri del bigottismo

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Politica

Esistono 10 emergenze con 10 soluzioni

Ho individuato dieci emergenze che costituiscono un mio costante ambito di preoccupazione e mi piacerebbe confrontarmi nell’analisi e anche nella proposta di possibili soluzioni.

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Storie

LA SOGLIA DEL DOLORE, LA TENTAZIONE DELLA RESA

Leggo i dettagli sulla morte di Marta in Svizzera raccontati in un’intervista dal marito disperato e ora anche soverchiato dal senso di colpa: “Mi hanno spedito per mail il certificato di morte, senza specificare le cause. Purtroppo non mi è stato consentito di vedere il corpo: nessuno che io conosca ha fatto il riconoscimento prima della cremazione. Marta ha lasciato il pc e il telefono a casa, scrivendo da numeri e indirizzi non suoi. Non sapremo mai se è stata una sua scelta autonoma o se è stata frutto di una indicazione della associazione per evitare che fosse rintracciata e quindi indotta a ripensarci all’ultimo momento”. Era già andato a riprendersela in Svizzera a luglio, lui l’aveva fermata ed era stata portata a frequentare la Stanza del Figlio, un’associazione che aiuta i genitori che hanno perso un figlio. Alla base della scelta di farsi suicidare a pagamento in Svizzera c’è infatti la morte del giovane figlio della coppia.

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Società

Che si deve fare con Marta?

Oggi arriva sui giornali la storia di Marta: 55 anni, nessuna malattia, ottimo lavoro, affetti solidi, la tristezza per aver perso un figlio la porta ad andare da Torino in Svizzera. Dietro corrispettivo di 11mila euro l’associazione Pegaso in quella che i giornali si ostinano a chiamare “clinica” ma è solo uno squallido appartamento di periferia a Basilea l’ha prima suicidata e poi incenerita, senza dare mai alcun avviso alla famiglia, che l’ha scoperto ricevendo l’urna a casa.

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Media

Ignoranza e fake news su Repubblica

Strepitoso articolo apre la home page di Repubblica. Il tema è la solita criminalizzazione degli antiabortisti, ma è la consueta sbobba ideologica, non mi avrebbe turbato. Mi sconcerta, questo sì, il misto di ignoranza e fake news in cui l’articolo è impastato. Fin dalla prima riga: non è vero che Eugenia Roccella considera l’aborto “un diritto delle donne”. Chiedeteglielo direttamente in un’intervista, non estraete dal contesto una mezza frase televisiva. L’avete un po’ intimidita, è vero, ma la Roccella non metterà mai per iscritto quel che neanche la 194 afferma, mai nel testo della legge si definisce l’aborto come diritto.

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Politica

Spiegare e resistere: l’aborto è un delitto

Continua la polemica sul convegno antiabortista alla Camera in una sala prenotata da un deputato leghista che manco s’è presentato al convegno e ora si mozzerebbe la mano con cui ha inviato l’email di prenotazione. Tutti fuggono come topi e la Lega si affretta a far sapere che la sua linea politica sull’aborto è “la libera scelta della donna”. Buono a sapersi. Di Repubblica già vi ho detto, oggi pure il Corriere della Sera piazza la storia in prima pagina e l’articolo di pagina 13 titola sulle “frasi choc”, cioè quella in cui si afferma che l’aborto è “inaccettabile anche in caso di stupro”. Che è un’ovvietà per chi considera l’aborto un omicidio e questo lo scriveva Pasolini proprio sul Corriere della Sera. Se l’aborto è la soppressione di una vita umana innocente, perché tale soppressione sarebbe legittimata dallo stupro che l’ha originata?

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