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#polemiche

Media

In risposta ad un direttore del web

Il direttore di questo quotidiano è stato strumentalizzato (una volta di più) per una polemica acchiappaclic a mezzo di “character assassination”: il direttore di The Post Internazionale si è scusato per l’episodio, che però risulta eloquente nell’esprimere la crisi dell’informazione digitale. O il culto per la verità torna ad essere il sistema immunitario dei media o le fake news li strozzeranno tutti.

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Storie

Ripensando alla vicenda del senza tetto che non desiderava ospitalità

«Si vergognano di vergognarsi – diceva Agostino – e non si vergognano di non vergognarsi»: il cinismo del vicesindaco leghista di Trieste ha scatenato un’ondata d’indignazione sui social e nei
media tradizionali. Lo stesso politico è tornato a cercare di rabberciare lo strappo (allargandolo): la lezione intramontabile in materia la danno da sempre santi come fratel Ettore Boschini.

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Società

Come cambia il volantone di Comunione e Liberazione

Non è ancora stato pubblicato sui siti ufficiali di Comunione e Liberazione, ma poiché pare che il nuovo “volantone” sia stato presentato all’ultima scuola di comunità da don Julián Carrón non ci si aspettano (ulteriori sorprese): l’immagine scelta non poteva che sollevare un polverone, in quanto rappresenta una famiglia di migranti in atteggiamento e contesto che ricordano quelli della Sacra Famiglia. E insorgono ex ciellini. Difficile mantenere l’equilibrio.

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Chiesa

Il Papa: l’eutanasia mai ammissibile

Papa Francesco manda il proprio saluto al Meeting della World Medical Association sulle questioni del fine-vita, che termina oggi in Vaticano. Il testo è stato divorato e divulgato, dai media, come “il Papa contro l’accanimento terapeutico” (intendendo con ciò “il Papa per l’eutanasia”). In realtà il Santo Padre ha usato parole adamantine per riaffermare la dottrina cattolica tradizionale e negare ogni liceità alla pratica dell’uccisione del malato.

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Media

Franco Di Mare offende i cattolici polacchi a spese pubbliche

Tra i tanti denigratori degli innumerevoli polacchi che hanno voluto pacificamente circondare la loro nazione con la loro preghiera abbiamo dovuto
annoverare anche il popolare conduttore di UnoMattina, che si è prodotto in lunghissimi minuti di propaganda di regime laicista e radical chic

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Politica

Nessuna pietà per i nemici della libertà

Il nazi-buonismo torna nelle parole arroganti del ministro delle famiglie (sic!), dell’infanzia e dei diritti delle donne Laurence Rossignol, appassionata sostenitrice della legge-bavaglio contro i siti pro vita.

Quarant’anni dopo la legge Veil, ha dichiarato il ministro, «dei gruppuscoli antiabortisti avanzano mascherati, dissimulati dietro a piattaforme all’apparenza neutra e obiettiva che imitano i siti istituzionali di informazione e cercano deliberatamente di ingannare le donne. O peggio ancora, talvolta sono diffuse da cellule d’ascolto animate da militanti “no choice” senza alcuna formazione intenzionati a colpevolizzare le donne e a scoraggiarle di ricorrere all’aborto». Rossignol ha poi aggiunto che «i militanti anti-IVG resteranno liberi di esprimere la propria ostilità all’aborto. A patto di dire con sincerità chi sono, cosa fanno e cosa vogliono». «La libertà di espressione», prosegue il ministro, «non si può confondere con la manipolazione degli spiriti».

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Politica

A proposito di buona scuola

Il pericolo più grande per il nostro futuro è l’ignoranza, la non conoscenza delle cose. Da sempre è pericolosa perché senza sapere si è vulnerabili, senza conoscere si può straparlare, senza avere cognizione di causa ci si può bere di tutto. Un avvelenamento che se portato avanti lentamente, a piccole dosi con pillola magari indorata, diventa letale perché non percepito dalle nostre coscienze. Lo strumento principale per avvelenarle le persone e che trova terreno fertile in chi ignora, sono certamente le menzogne. Le menzogne sono come polpette avvelenate che piano piano riempiono la pancia, le tossine si impadroniscono della nostra mente insipiente e, aiutino più, aiutino meno da parte di istituzioni, mass media compiacenti, lobby e via dicendo, arrivano a modificare completamente il nostro modo di pensare.  Nella migliore delle ipotesi ci annichiliscono il pensiero, nella peggiore ci portano ad assecondare le ideologie del pensiero unico dominante. Chiamatela finestra di Overton, chiamatelo lavaggio del cervello: la sostanza non cambia.

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Politica

L’Argentina e l’aborto

Sembra provvidenziale questa retiterata volontà del Presidente argentino Macri di impedire la legalizzazione dell’aborto nel Paese sudamericano. Infatti, negli stessi giorni in cui il Capo di Gabinetto del Presidente della Repubblica Marcos Peña dichiara ufficialmente che, la depenalizzazione dell’omicidio del concepito nel grembo materno, «non è nei programmi» del Governo (cfr. Marcos Peña: “No está en agenda avanzar” con la legalización del aborto, “La Nación”, 22 de noviembre de 2016), il Nobel per la Letteratura Daniel Mantovani (“El ciudadano ilustre”), descrive un Paese alla ricerca delle proprie «radici europee» e «di una forte e coesiva identità nazionale» (cit. in L’Argentina, un Nobel in ritardo e la ricerca dell’identità nazionale, “Il Corriere della Sera”, 23 novembre 2016, p. 41). E quali possono essere queste “radici europee” se non quelle dell’umanesimo cristiano? Nella vigente Costituzione argentina del resto il Parlamento è chiamato fra l’altro a «dettare un regime di sicurezza sociale speciale» per il bambino anche «durante la gravidanza» (art. 75, co. 23). Per l’ordinamento nazionale appunto l’aborto è ammesso solo in caso di pericolo di vita, stupro o grave pregiudizio per la salute fisica della donna.

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