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Politica

L’InaugurationDay visto da laggiù

Girato l’angolo, ci si para davanti una testuggine della polizia in assetto anti-sommossa, alzo lo sguardo e vedo salire in lontananza una colonna di fumo nero. “Hanno dato fuoco a una limousine”, ci dice una ragazza. Mentre passo accanto allo schieramento, incrocio lo sguardo inquieto di un poliziotto di colore, non avrà più di venti anni. Già nelle ore precedenti erano circolate notizie di vetrate spaccate, quelle di un McDonald e di una filiale di Bank of America. Anche io, nel 2012, la prima volta in cui ho votato in un’elezione presidenziale, ho provato la cocente delusione di non vedere il mio candidato eletto, ma mi sono limitata a sfogare la mia frustrazione con un post su Facebook. Quella devastazione, quegli occhi impauriti, quegli americani che attaccano altri americani per affermare la propria idea sono la conferma che Trump è stata la scelta giusta.

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Politica

Il prolife Tom Price Segretario della Salute USA

Un ortopedico sostenitore della March for Life è stato posto al dicastero federale per la Salute

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Politica

Fillon nuovo idolo del centro-destra

È andata proprio come vi avevamo preannunciato nei giorni scorsi. Francois Fillon è il candidato dei repubblicani nella corsa all’Eliseo della primavera del 2017.
Dopo aver eliminato Nicolas Sarkozy al primo turno (anche se in realtà l’ex presidente si era già giocato la fiducia dei francesi dalla guerra in Libia), è stata una vittoria schiacciante quella riportata contro Juppè. Fillon ha infatti stravinto il ballottaggio con il 67% contro il 33% di Juppè, e tutta la destra appare compattarsi dietro François Fillon, l’uomo che i Républicains hanno deciso di lanciare nella corsa all’Eliseo dopo primarie vinte a valanga.

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Politica

La Francia ed il nuovo presidente alla ricerca del voto cattolico

Marine Le Pen potrebbe vincere già al primo turno. Contro di lei Fillon o Juppé. Socialisti smarriti

La Francia e l’approssimarsi delle elezioni saranno il prossimo banco di prova per una destra che continua a crescere, per un centro che cerca di tenere e per una sinistra sempre più allo sbando ma che cerca in tutti i modi di rimanere in piedi.
Il primo colpo di scena, al di là delle Alpi si è già avuto. Nikolas Sarkozy è già fuori dalla competizione non avendo superato l’ostacolo delle primarie.
Alla vigilia del voto in pochi avrebbero creduto a tale evento ma, l’accaduto è l’ennesima riprova del fatto che i cittadini hanno bisogno di vedere volti nuovi, meno politici e sempre più leader in grado di risollevare un andazzo generale sempre più proiettato verso lo sbando.
Chi vi scrive in passato ha avuto simpatie per Sarkozy: un francese di discendenza ungherese, un personaggio alla Napoleone che ha commesso però alcuni errori che hanno devastato la sua carriera politica. Uno su tutti? La decisione di deporre ed eliminare Gheddafi dalla Libia con tutto quello che ancora oggi ne consegue…. e chi vota non dimentica e questo lo sa bene anche Renzi in italia.

 


 

 

 


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Politica

L’Argentina e l’aborto

Sembra provvidenziale questa retiterata volontà del Presidente argentino Macri di impedire la legalizzazione dell’aborto nel Paese sudamericano. Infatti, negli stessi giorni in cui il Capo di Gabinetto del Presidente della Repubblica Marcos Peña dichiara ufficialmente che, la depenalizzazione dell’omicidio del concepito nel grembo materno, «non è nei programmi» del Governo (cfr. Marcos Peña: “No está en agenda avanzar” con la legalización del aborto, “La Nación”, 22 de noviembre de 2016), il Nobel per la Letteratura Daniel Mantovani (“El ciudadano ilustre”), descrive un Paese alla ricerca delle proprie «radici europee» e «di una forte e coesiva identità nazionale» (cit. in L’Argentina, un Nobel in ritardo e la ricerca dell’identità nazionale, “Il Corriere della Sera”, 23 novembre 2016, p. 41). E quali possono essere queste “radici europee” se non quelle dell’umanesimo cristiano? Nella vigente Costituzione argentina del resto il Parlamento è chiamato fra l’altro a «dettare un regime di sicurezza sociale speciale» per il bambino anche «durante la gravidanza» (art. 75, co. 23). Per l’ordinamento nazionale appunto l’aborto è ammesso solo in caso di pericolo di vita, stupro o grave pregiudizio per la salute fisica della donna.

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Politica

Trump: la partita è stata tra le città e le aree rurali

Come un mattone buttato dalle finestre delle élites. Trump non è altro che il prodotto delle contraddizioni americane. Che scandalizza i benpensanti, quelli che non hanno problemi ad arrivare alla fine del mese. “Ma questa è davvero una elezione democratica, una elezione civile? Non sono forse i sostenitori Trump solo un mucchio di razzisti?” – continua Wong come parlando ad un ipotetico americano di città.

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