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Storie

Giù le mani dai bambini

Signor Guadagno io glielo dico da madre, non menta ai bambini. Lei non ha il diritto di farlo. Né chi glielo consente ha il diritto di farglielo fare. I bambini sono detentori di tutti i diritti e hanno il diritto di vedere la felicità che c’è nella forza di chi ha preso la propria sofferenza e ne ha fatto un miracolo di bellezza. Io non La critico, signor Guadagno, perché nessuno può permettersi di farlo senza conoscere una persona in modo confidenziale, per ciò Le chiedo solo un favore: lasci stare i bambini. Loro devono giocare e devono poter sognare tutta la bellezza della loro vita. Non devono essere tediati da chi racconta sofferenze a meno che non si tratti di qualcuno che ha trovato, nella propria condizione ingiusta, un modo per fare del bene e per tendere al bene.

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Storie

Di Noto ed i drammi della violenza

Non tutti i giovani non amano, ma non è più tollerabile questa forma di violenza proprio tra le nuove generazioni – prosegue don Di Noto -. Nelle scuole, tra i giovani, nelle famiglie dobbiamo parlare della inviolabilità della vita umana, è una guerra offensiva silente e devastante”.

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Storie

La cosa più saggia al mondo è gridare prima di essere stati feriti

Questa nuova e malvagia eugenetica trova sostegno nell’edonismo compiaciuto e diffuso di molta gente ed è a disposizione per l’accresciuta tecnologia del mercato. L’aborto terapeutico, la diagnosi pre-impianto, l’inseminazione artificiale sono tutti strumenti messi a disposizione del mondo medico e dell’industria. Conditi con parole rassicuranti vengono veicolate attraverso la manipolazione del consenso operata dagli apparati mediatici, culturali e finanziari; in questo modo “soft” non vengono neppure concepiti come orrori né tantomeno come errori e peccati.

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Società

Vita da neonato

Siamo sconvolti, raccapricciati da queste storie che ci assediano e che vedono come vittime innocenti bambini. Qualcuno (pochi a dire il vero) ha avuto l’ardire di andare sul profilo della povera Ilaria a scrivere cose assurde, tipo che si vede che non amava la figlia perché sui social non ha postato nemmeno una foto della piccola (magari questo vuol dire che l’amava così tanto da preoccuparsi seriamente della tutela della sua privacy ed ha seguito gli inviti della polizia postale di non pubblicare le foto dei figli), o che di andare dal parrucchiere non se lo sarebbe certo scordato, senza sapere niente di lei (per esempio io, ve lo confesso, non vado dal parrucchiere da ben 7 anni, quindi di me questa fesseria non potreste dirla, vi avverto già).

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Politica

Perché la politica italiana sembra dover insultare i suoi giovani

Il ministro del Lavoro ci ricasca: un’altra frase infelice lascia trapelare disprezzo per i disoccupati

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Società

La Francia in piazza per la vita

La mancanza di un progetto genitoriale espone il feto alla concreta possibilità dello scarto. Essendo stata negata la sua esistenza, l’essere soltanto «nella carne» è destinato ad essere patologizzato e assimilato a un tumore. Si scava così un abisso incolmabile tra il feto come accidente, considerato come qualcosa di contingente nel corpo della donna, e il feto «umanizzato» dalla parola della madre. Il problema è che, scrive Boltanski, «gli esseri nella carne non possono essere distinti dagli esseri per la parola». Se «ciò che costituisce un essere umano non è il feto, iscritto nel corpo, ma la sua adozione simbolica», «questa adozione suppone la possibilità di una discriminazione tra embrioni per nulla distinguibili».

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