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Politica

Io quasi quasi andrei

Quarant’anni sono passati e il ricordo di Bachelet è scolorito eppure uccidere il vicepresidente del Csm fu un’impresa terroristica di altissimo livello, forse seconda per importanza istituzionale dell’obiettivo solo al sequestro e all’uccisione di Aldo Moro. L’obiettivo dei terroristi erano i cattolici impegnati in politica, un mese prima a Palermo era stato ucciso il presidente democristiano della Regione Sicilia, Piersanti Mattarella. Anna Laura Braghetti aveva partecipato all’assalto alla sede della Democrazia Cristiana di Roma in piazza Nicosia, uccidendo gli agenti Antonio Mea e Pierino Ollanu. Bruno Seghetti, che aveva già gambizzato l’esponente della Dc romana Publio Fiori e il direttore cattolico del Tg1 Emilio Rossi, sarebbe stato arrestato il 19 maggio 1980 dopo aver ucciso il 49enne assessore democristiano alla Regione Campania, Pino Amato. Era la mattanza dei cattolici, ma non se ne conserva memoria, gli stessi cattolici impegnati in politica faticano a ricordarsene. E magari stanziano centinaia di migliaia di euro per celebrare il centenario del Partito comunista italiano, come se il brigatismo rosso non appartenesse a quell’album di famiglia.

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Società

Siamo obbligati a perdonare?

In Storia del Terrorismo in Italia ho preferito fare un lavoro che fino ad oggi non era mai stato compiuto. Raccogliere in un volume i nomi di tutte ma proprio tutte le centinaia e centinaia di vittime dei terroristi. E poi di scattare la fotografia dei cinquanta volti di chi ha materialmente ucciso. Affinché restino impresse almeno in un’opera la dignità di chi è morto insieme alla vigliaccheria di chi ha ammazzato, l’una al fianco dell’altra. Il capitolo sugli assassini è quello che segue e ve ne regalo la lettura gratuita oggi, in onore di Aldo Moro e di tutte le vittime del terrorismo in Italia, i cui familiari hanno tutto il mio affetto e le mie preghiere oltre alla comprensione se non vorranno subire l’obbligo del perdonismo ideologico. Gli assassini dei loro cari almeno restino in silenzio. Questi i loro nomi

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Società

Il nome di Tobagi sopravvive alle BR

Quando venne assassinato il 28 maggio 1980 il giornalista cattolico Walter Tobagi aveva appenarivisto le bozze di quello che sarà il suo ultimo libro, pubblicato poi postumo. La citazione tratta da questa sua opera, con la quale apriamo l’articolo, ci pare davvero “profetica” per quegli anni dipiombo nei quali le Brigate rosse erano definite sui media che (dicono gli stessi) contano.

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Società

Il triste contabile

Chi ha letto O capiamo o moriamo conosce il lavoro da triste contabile che ho compiuto nell’undicesimo capitolo, intitolato “Il secolo del fondamentalismo islamico”. Si tratta del capitolo più lungo, 23 pagine, perché ho messo in fila uno per uno tutti gli attentati di matrice islamica compiuti con spargimento di sangue dall’11 settembre 2001 a oggi. Dal World Trade Center siamo partiti, al World Trade Center siamo tornati sedici anni dopo. Nel mezzo, una scia interminabile di morte e di dolore e di paura a cui abbiamo reagito nella maniera peggiore possibile: con l’assuefazione.

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Politica

Quel Martedì Santo di 35 anni fa

Una storia dimenticata di sangue versato da cattolici italiani che cercavano di costruire dialogo, per ricordarci che dobbiamo sempre costruire ponti, anche se costa caro

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Società

Roma è in pericolo

La prima necessità è uscire dall’ideologia, così come dal riflesso condizionato di dover per forza sopire e troncare ogni timore. C’è da essere legittimamente preoccupati

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