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Storie

Lettera alla ragazza che ha contestato la Hargot a Tor Vergata

Condividiamo la stessa visione filosofica relativa all’idea di persona: per la Chiesa la fede e la ragione sono due ali con cui l’intelletto si eleva verso la verità. Questo è il lato interessante per i cattolici del mio lavoro, che condividendo da laica il realismo del magistero cattolico dimostro proprio la ragionevolezza della fede.

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Media

Occorre una guerra senza conformismo al porno

Compulsata con incredibile disinvoltura da questi “nativi digitali”, internet è innegabilmente la loro fonte d’informazione primaria. Niente di cui stupirsi, quindi, che un bambino di dieci anni faccia notare che, se le domande persistono, c’è uno strumento apposito. Quanto alla summenzionata piattaforma d’informazione, essa raggruppa centinaia di migliaia di video a carattere pornografico. Mettiamo le cose in chiaro: non si tratta affatto delle pagine di lingerie dei cataloghi da donna per corrispondenza, che all’epoca titillavano alcuni. Non si tratta neppure dei film erotici “peace and love” degli anni Settanta. La pornografia raccomandata da questo bambino consiste in una serie di primissimi piani sugli organi genitali e sulle zone erogene. Bando a ogni trama, attori o amatori non sono che ammassi di carne che si accroccano secondo fantasmi senza dubbio curiosi, di primo acchito, ma in sostanza estremamente codificati e stereotipati. Questa volontà di mostrare tutto rivela l’aspetto meccanico della cosa, che riassume la sessualità in una prodezza tecnica, nella quale bisognerebbe essere performanti per realizzarsi nel godimento.

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Media

Saltare giù dal treno incorsa con il libro di THÉRÈSE HARGOT

Potrei dire tante cose sul contenuto del libro, ogni capitolo meriterebbe una riflessione specifica, ma credo sia più importante ed urgente puntare l’attenzione sul modo: la Hargot è una sessuologa francese atea e per questo, per il suo ateismo, sorprende incredibilmente la facile sovrapposizione tra le sue conclusioni e la visione antropologica cristiana. In questo mondo fortemente ideologizzato, è una novità assoluta imbattersi in tanta limpidezza di pensiero, tanta disarmante onestà intellettuale, mentre si passano in rassegna le conseguenze funeste di decenni di educazione sessuale nelle scuole sul modello sessantottino.
Mi domando se sia possibile, oggi, anche in Italia, portare avanti una riflessione su questo tema - l’educazione sessuale ed affettiva dei giovani - che sia scevra da condizionamenti ideologici e proclami superficiali, dall’una e dall’altra parte della barricata culturale. I cattolici spesso si sottraggono al dibattito per mancanza di argomenti, intimamente convinti di non avere una proposta accettabile, ma solo un mucchietto di moralismi anacronistici. Dall’altra parte, invece, assistiamo a proclami liberisti branditi con più nettezza e meno motivazioni di un dogma di fede. La capacità di dialogo latita

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