Tag selezionato

#vocazione

Società

ANDREA S’E’ PERSO E NON SA TORNARE.

Ogni piccola comunità arroccata all’ombra del suo campanile aveva, sino a pochi anni orsono, un casato che si occupava in via quasi esclusiva della chiesa, tramandandosi il compito di padre in figlio sino alle generazioni successive. La vocazione di questi sagristi era vissuta in maniera totale, tutte le gocce di tempo libero venivano usate interamente al servizio della nobile causa. Ognuno di questi grandi personaggi, maschi o femmine poco importa, vissuti in mezzo all’incenso e al fumo delle candele aveva un talento nascosto che ha saputo far fruttare profumatamente, senza sotterrarlo. L’assenza di queste figure epiche e gagliarde e con la scorza dura è di una pesantezza insostenibile per le nostre periferie esistenziali montane, hanno lasciato un vuoto pressoché incolmabile.

Leggi tutto

Chiesa

Papa - Un applauso ai giornalisti

Un applauso per i giornalisti nella Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Francesco lo ha chiesto ai fedeli presenti in Piazza San Pietro per la recita del Regina Caeli

Leggi tutto

Media

Educatori si nasce o si diventa?

«Tutti sanno come si fanno i bambini / ma nessuno sanno come si fanno i papà», e lo stesso vale per quelle figure speciali chiamate a esercitare una paternità specialissima. Lorenzo Ferraioli si pone seriamente la domanda nel suo ultimo libro, destinato a «genitori, docenti, educatori, catechisti, allenatori».

Leggi tutto

Chiesa

Sacerdoti oggi

Vi sembrerà impossibile, lo so. Anche a me oggi, a 45 anni, fa ancora lo stesso effetto. A volte mi sveglio di notte da incubi spaventosi e mi domando: ma è stato tutto vero o me lo sono inventato io? Durante l’esperienza del liceo e poi dell’università ci ho provato a staccarmi. Per fortuna allora non esistevano i cellulari. Ma vi posso assicurare che la sua presenza era totalizzante anche a distanza. Non esagero se vi dico che ci sono state settimane e mesi nelle quali mi arrivano non meno di trenta telefonate al giorno tutte sue. Ero suo e non era immaginabile che io prendessi il volo per sempre. Mi controllava. Durante la fase della tesi di laurea ho iniziato a soffrire di attacchi di panico. Quest’anno festeggio i 22 anni di convivenza con questa brutta bestia che ti schianta il cuore e il fisico. La vita è sempre stata una vista passata a scappare. A fare non-scelte. Compresa quella di entrare in seminario dopo la laurea in filosofia. E ne ero convinto in un certo senso, ero convinto di avere la vocazione. In realtà non era così: scappavo ancora una volta dal mostro. A venticinque anni che cosa potevo fare nella vita? Non ero capace di fare niente. E allora perché non entrare in seminario? Il prete sapevo farlo, figuriamoci, con tutta l’esperienza di anni e anni passata a fare ogni cosa in parrocchia ed in oratorio! E poi, forse, se fossi diventato prete avrei finalmente avuto la scusa giusta per allontanarmi dal mostro. Il Vescovo mi avrebbe spedito a chilometri di distanza dal prete-mostro e allora la mia prigione sarebbe finita. In seminario ci sono restato 9 mesi. Il periodo più importante e decisivo per la mia vita. Decisivo per affrontare di petto per la prima volta chi ero davvero e che cosa volevo davvero diventare.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2024 La Croce Quotidiano