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di Mario Adinolfi

Appello a una bella famiglia

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La famiglia di Aurelio Anania e Rita Procopio è straordinaria. Sedici figli, è la famiglia più numerosa d’Italia, è un inno alla vita e un dono del Signore. Un esempio per tutti noi. Aurelio e Rita sono stati coinvolti nel gioco dello star system, un gioco spietato, quando c’è di mezzo la Rai sempre pieno di pesi e contrappesi, di colpi al cerchio e altri alla botte. Il festival di Sanremo che si aprirà la settimana prossima sarà ricordato come il festival di Conchita Wurst: il programma più amato e seguito della televisione pubblica italiana farà da palcoscenico alla propaganda gender. Come ebbe a dire Emma Marrone non più di qualche mese fa dopo che l’artista in questione aveva vinto l’Eurofestival della canzone “senza quella barba, dove andava”. Pagare centoventimila euro in tempi di crisi per una esibizione di pochi minuti di quel genere, figlia solo di una necessità di sembrare allineati allo spirito dei tempi affermando l’indifferenziazione tra il maschile e il femminile, è uno sputo in faccia alla fatica delle famiglie italiane. Anche alla fatica, immensa, della famiglia di Aurelio Anania e Rita Procopio: quella che fanno ogni giorno, nella gioia del Signore, dando gioia anche a noi con il loro esempio. Aurelio e Rita non vadano a fare la foglia di fico con i loro sedici meravigliosi figli ad uno show voluto da chi vuole ferire la famiglia. Rifiutino di farsi usare, perché Carlo Conti e la Rai di Anna Maria Tarantola li stanno solo usando.

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07/02/2015
0705/2021
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