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E la prof è subito “omofoba”

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Prima è arrivata la manganellatura del Corriere della Sera. I fatti. Una docente del liceo scientifico milanese Leonardo da Vinci, invocando pure il nuovo santo nume tutelare della libertà d’espressione (San Charlie Hebdo), si è permessa di scrivere qualche riga molto bene argomentata contro il “matrimonio” omosessuale. Oltre al massacro subito a scuola, il Corsera ha preso uno sgrammaticatissimo cartello vergato da studenti di opinioni opposte, giocato su toni tra il goliardico e il surreale, trasformandolo in un atto di accusa. E la prof. è diventata subito “omofoba”. L’equiparazione è istantanea. Sei contrario al “matrimonio” gay? Sei omofobo. E così a ruota è arrivata la manganellatura pure di Repubblica, pagine di Milano.

Le stesse che hanno massacrato un sacerdote che ha osato parlare contro l’ideologia gender con un fedele in provincia di Como. Metodo identico, con aggiunta: contro la prof. una sventurata consigliera comunale del Pd ha anche invocato un’ispezione ministeriale. Motivata da che? Un’indagine toccò anche a Adele Caramico, prof. dell’Itis di Moncalieri, per le stesse ragioni. Dovettero scusarsi tutti. Questi massacri mediatici organizzati ormai quotidianamente dai giornali contro chi pensa che l’ideologia Lgbt sia, appunto, una ideologia hanno stancato. Il loro conformismo è davvero triste. Qualcuno avrà il coraggio di stigmatizzarlo? Chiederanno scusa anche alla prof. del Leonardo da Vinci.

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10/03/2015
0605/2021
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