Politica

di di Mario Adinolfi

Un emendamento e il gender entra a scuola

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Il Partito democratico fa l’offeso e ieri ha diramato una nota per smentire chi (questo giornale è stato il primo a lanciare l’allarme) ha letto nell’emendamento alla riforma della scuola sulla “parità di genere” una forma di approvazione surrettizia del ddl Fedeli sulla propaganda gender obbligatoria nelle scuole.

Cosa scrive il Pd? Leggiamo: “Chi in queste ore sta lanciando allarmi, lo fa con ricostruzioni fantasiose di un emendamento che è chiaro e lodevole nel suo intento. Un emendamento che è in linea con i principi costituzionali che prevedono all’art. 3 della Costituzione al quale anche il Presidente ha fatto riferimento in occasione della giornata contro l’omofobia. Il superamento delle differenze e l’inclusione sociale sono valori ai quali dovremmo sempre ispirarci. Per riportare la discussione ai fatti, l’emendamento finito nella polemica che è stato approvato in commissione prevede che il Piano triennale dell’offerta formativa assicuri l’attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità di genere, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e sensibilizzare gli studenti, i docenti ed i genitori sulle relative tematiche”.

Volevano tranquillizzarci? La prevenzione “di tutte le discriminazioni” quasi ovunque serve a legittimare corsi strapagati con fondi pubblici per propagandare le teorie gender. L’emendamento è stato proposto esattamente con quell’intento. L’unica consolazione è che se ne vergognano un po’.

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20/05/2015
1005/2021
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