Storie

di Mario Adinolfi

MPS-Rossi, caso massonico

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L’ inchiesta di Antonino Monteleone per le Iene sul suicidio di David Rossi che molto probabilmente non è suicidio è interessante. Superficiale, forse, ma interessante perché racconta partendo da uno spaccato secondario un enorme tema della storia recente del nostro paese. Noi qui di seguito su La Croce pubblichiamo un’intervista al professor Luca Fiorito, che di Monte Paschi Siena è stato il più giovane consigliere d’amministrazione dal 2003 al 2006 per essere poi cacciato da Mussari giusto pochi mesi prima dell’acquisizione di Antonveneta che darà il via al disastro che condurrà fino alla morte di David Rossi. Fiorito è senese, nato a Pontassieve (Renzi spunta sempre), ma in tutto e per tutto senese. E sa tante cose. Parla di David Rossi, dell’ex sindaco Piccini, della villetta delle orge, del fuori onda delle Iene che non è un fuori onda ma una pantomima, di Amato e di Tremonti, di Monti e D’Alema, di Letta e di Renzi. Ma soprattutto pronuncia la parola che manca alla inchiesta di Monteleone, quella che la rende superficiale: massoneria. Non si può parlare di banche, Mps, Siena e Antonveneta senza parlare di massoneria nazionale e internazionale. O, come dice Fiorito, di “grembiuli”.

Luca Fiorito, 50 anni, oggi è professore di Storia del Pensiero Economico all’Università di Palermo ma una vita fa è stato uno degli uomini più influenti del Monte dei Paschi di Siena. Nato a Pontassieve, senese di adozione, contradaiolo dell’Istrice. L’Istrice è la nemica giurata della Lupa, la contrada di David Rossi, il capo della comunicazione del Monte dei Paschi: se fosse stato in vita l’anno scorso avrebbe partecipato al Gaudio perché la Lupa ha fatto il “cappotto”, ha vinto due edizioni consecutive del Palio. Ma David Rossi è morto, secondo la magistratura si è suicidato, secondo chi ha visto le ultime due puntate della trasmissione le Iene invece è stato ucciso. Luca Fiorito nel 2003 diventa il più giovane consigliere d’amministrazione della banca della sua città fino a quando un certo Giuseppe Mussari nel 2006 lo convoca per dirgli: “Non sussistono più le condizioni politiche per la tua permanenza nel consiglio d’amministrazione del Mps”. Quella che per Fiorito è un’enorme delusione lì per lì, oggi per il docente senese si rivela come una benedizione: “Mussari non lo sapeva, ma facendomi fuori mi ha salvato la vita”. Il consiglio d’amministrazione da cui il giovane professore viene escluso è quello che nel 2007 deciderà l’acquisizione di Banca Antonveneta, fonte di valanghe di guai e di tragedie culminate nel presunto suicidio di David Rossi, caso riaperto dalla inchiesta di Antonino Monteleone e Marco Occhipinti.

Professor Fiorito, lei conosceva bene David Rossi?

Sì, lo conoscevo bene, ho lavorato a diretto contatto con lui.

Che idea si è fatto?

Io ero tra coloro che erano convinti che si fosse suicidato.

Perché?

Perché dopo l’avvio dell’inchiesta era stato completamente isolato, l’atmosfera in città si era fatta estremamente pesante per lui. Ed uno abituato a dominare la partita, a distribuire decine di milioni di euro di sponsorizzazioni che fanno diventare chiunque ossequioso e aprono tutte le porte, nel trovarle sbarrate e avendo attorno a sé estrema freddezza poteva perdere il lume della ragione.

Dopo l’inchiesta delle Iene ha cambiato idea?

Le immagini sono impressionanti, alcuni dettagli riportati anche. Sospendo il giudizio. Conosco Antonella, la moglie di David, di certo posso dire che è una persona di altissimo valore. Si batta per la verità.

Qual è la verità? Secondo l’ex sindaco Piccini, Rossi è stato ucciso. Ha ragione lui e la convince quel che dice nel fuori onda delle Iene?

Ma quale fuori onda, è tutta una pantomima, Piccini sapeva benissimo che lo stavano registrando, lo dice anche e ripete più volte di essere candidato a sindaco. Una buona mossa da campagna elettorale. Piccini ha una enorme intelligenza ed è l’unico personaggio del contesto ad avere un’altra gamba. Ma parla anche da “amante delusa” perché al posto di Mussari voleva esserci lui, fu fregato da Giuliano Amato e Giulio Tremonti.

Lo stesso Amato che chiede i soldi della sponsorizzazione Mps per il suo circolo del tennis a Orbetello?

Certo. è cosa nota, la filiera Amato-Mussari-Rossi è agli atti ed è ormai conosciuta a tutti. Rossi gestiva le sponsorizzazioni, gliene derivava un grande potere. Ma non si deve fare un errore.

Quale?

Quello di buttarla in politica. La politica a Siena non ha mai davvero toccato palla sulle questioni grosse. Anche su Antonveneta, erano altri gli interessi che contavano.

Quali?

I grembiuli.

La massoneria?

Certo e a livello internazionale. O, come dicono quelli che parlano bene, le relazioni finanziarie internazionali consolidate. Dicono di D’Alema. D’Alema non è neanche laureato, non sa distinguere un derivato da una melanzana.

Però poteva sapere far comprare a 9 miliardi qualcosa che ne vale 6 e ha 7 miliardi di debiti, come nel caso dell’acquisizione di Antonveneta da parte di Mps. Perché lo esclude?

Perché quelle decisioni venivano prese ad altri livelli, il potere che conta nelle banche non è quello politico. Poi, certamente Mussari era amico personale di più di un presidente del Consiglio. Ma per consolidare la propria posizione, non per trattare le acquisizioni.

Piccini parla di ville dei festini. Tutto inventato?

No, a Siena di questa famosa villa si parla da sempre. Ma quando si fanno quel tipo di denunce si indica il posto con l’indirizzo preciso, si fanno dei nomi. Se si sta sul generico è una mossa da campagna elettorale, Piccini è in campagna elettorale. A Siena, peraltro, è l’uomo di maggiore levatura che abbiamo.

I politicanti italiani volevano solo i soldi per il circolo del tennis?

Volevano tante cose, ma non avevano una politica industriale. Gli ultimi tre governi hanno completamente ignorato il caso Monte Paschi minimizzandolo, è incredibile come presidenti del Consiglio del calibro di Monti, Letta e soprattutto Renzi abbiano ritenuto così di poco conto quel che accadeva a Mps. Si sono dimostrati incompetenti. Poi si è dovuto correre ai ripari mettendo di fatto le mani in tasca, e tanto, ai contribuenti italiani. E a pagare il prezzo sono stati i sottoscrittori di tre successivi aumenti di capitale che sono andati letteralmente bruciati. Ma se non recuperiamo sovranità sul sistema bancario persino parlarne è inutile. Anche per questo Siena è vittima e non carnefice.

Per la verità Antonino Monteleone e i suoi autori mostrano una Siena omertosa e complice, non è così?

Neanche più Matteo Salvini pensa che l’omertà sia una caratteristica esclusiva di Crotone o Partinico. Omertosa è la provincia italiana, chiusa in sé stessa. E di questo è morto David Rossi, qualsiasi sia la storia della sua fine.

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12/10/2017
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