Politica

di Mario Adinolfi

Cento giorni dalle prossime elezioni

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI

QUI http://www.lacrocequotidiano.it/abbonarsi-ora

Il 23 febbraio 2013 si tennero le ultime elezioni politiche, a rigor di norma poiché una legislatura dura cinque anni saremmo a cento giorni esatti dall’apertura delle urne. Sappiamo che i parlamentari adorano far scattare giorni in più di diaria o di stipendio, specie quelli che sanno che non saranno rieletti, ma comunque sia mal che vada siamo a centodieci o centoventi giorni dalle elezioni. Un voto per il Parlamento che sarà decisivo rispetto a temi che vorrebbero essere affrontati a tambur battente (e dunque superficialmente) già in questo scorcio finale della legislatura: ius soli, biotestamento, legge “anti-omofobia”, droga libera. Nell’agenda alcuni aggiungono anche matrimonio “egualitario” (cioè tra due uomini o due donne), legge sulle adozioni anche per gay e single, utero in affitto, cancellazione del diritto di obiezione di coscienza per i medici antiabortisti, divorzio lampo perché quello breve (votato all’unanimità da centrodestra e centrosinistra) non basta più.

Le elezioni del 23 febbraio 2013 non determinarono nessun vincitore e segnarono la stagione dei governi di larghe intese centrodestra-centrosinistra. Centinaia di eletti nelle liste berlusconiane si sono resi corresponsabili dell’approvazione delle peggiori leggi contro la famiglia, dal divorzio breve alla legge Cirinnà. Da venticinque anni il centrosinistra come i governi berlusconian-leghisti ignorano la famiglia naturale, non realizzano il quoziente familiare, varano norme dicendo che ci sono soldi per far tutto tranne che aiutare le mamme e i papà. In una legislatura intera da ministro delle Politiche Giovanili la cara Giorgia Meloni, nella legislatura precedente vicepresidente della Camera, non ha presentato in Consiglio dei ministri neanche una proposta di legge a favore della famiglia. Ai due Family Day del 2015 e del 2016 in molti sono venuti a San Giovanni e al Circo Massimo promettendo sostegno, dal ministro Costa a Renato Schifani, da Alfano a Lupi. Tutti hanno tradito le istanze delle famiglie, Renzi in primis e ce ne ricorderemo, ma anche quel Berlusconi che tramite la Pascale si iscrive all’Arcigay, si fa le foto con Luxuria e manda Renata Polverini a sfilare in rappresentanza di Forza Italia al Gay Pride. Del centrosinistra è persino inutile parlare, deludenti sono stati anche i pentastellati, dimostratisi avaloriali e sostanzialmente bestemmiatori dietro al loro comico pifferaio magico.

In questo quadro a cento giorni dalle elezioni un partecipante al Family Day non può che salutare come grande novità quella della nascita del Popolo della Famiglia. Ha una scelta in più sulla scheda elettorale. Può rincantucciarsi nel voto alla coalizione berlusconiana, che da 25 anni non fa nulla per la famiglia, oppure può provare la strada nuovo del voto al Pdf.

La legge elettorale offre ai cattolici e agli uomini di buona volontà la straordinaria e irripetibile opportunità di ritornare protagonisti dopo due decenni di assenza di un soggetto politico che dichiari esplicitamente la propria ispirazione cristiana. Con un milione di voti questo soggetto politico otterrebbe almeno venti eletti tra Camera e Senato che sarebbero determinanti per la formazione di qualsiasi maggioranza politica e dunque garanzia contro l’avanzamento dei falsi miti di progresso e capaci di realizzare proposte innovative e decisive come il reddito di maternità. L’esercizio svolto nel 2015 e nel 2016 ha generato risultati sorprendenti. Andiamo a riepilogarli.

Ecco l’elenco analitico del voto città per città tenendo insieme le due tornate amministrative 2016 e 2017, a cui va aggiunto l’1.4 recentissimo di Ostia (unico movimento in crescita sia in termini assoluti che in percentuale assieme a Casa Pound, centrodestra e centro sinistra e M5S arretrano pesantemente):

Mario Adinolfi (Roma) 7.992 voti

Nicolò Mardegan (Milano) 6.018

Filippo Grigolini (Verona) 3.851

Mirko De Carli (Bologna) 2.076

Vitantonio Colucci (Torino) 2.032

Luigi Sposato (Padova) 1.528

Luigi Mercogliano (Napoli) 1.489

Raffaele Adinolfi (Salerno) 1.304

Ada Addolorata Di Campi (Rimini) 1.044

Gian Carlo Paracchini (Novara) 977

Alberto Agus (Cagliari) 945

Stefano Arrighi (Genova) 906

Giovanni Fiori (Ostia): 880

Luca Della Schiava (Fontanafredda) 869

Pietro Marcazzan (Goito) 711

Manuela Ponti (Monza) 601

Luca Grossi (Crema) 478

Lorenzo Damiano (Conegliano) 424

Mirco Ghirlanda (Zevio) 337

Mirko De Carli (Riolo) 335

Alberto Cerutti (Borgomanero) 270

Claudio Iacono (Assisi) 254

Maurizio Schininà (Savigliano) 216

Lucianella Presta (Grugliasco) 180

Gianfranco Zecchinato Gallo (Teolo) 165

Damiano Cattarin (Villorba) 153

In coalizione abbiamo votato ad aprile 2016 per Giorgio Holzmann a Bolzano (1.874 voti), poi il 5 giugno 2016 per Paolo Orrigoni a Varese (16.374 voti al sindaco, 634 alla lista Pdf), Pasqualino Piunti a San Benedetto del Tronto (6.343 voti al sindaco, 149 alla lista Pdf), Ottavio Tesoriere a Crotone (1.098 voti al sindaco, 64 alla lista Pdf), Andrea Delle Vedove a Cordenons (272 voti alla lista, 2.853 voti al sindaco). Nel giugno 2017 in coalizione abbiamo sostenuto Luca Cannata sindaco di Avola ottenendone l’elezione al primo turno (12.839 voti, 11.11% alla lista del Popolo della Famiglia per 1.645 voti), Gianluca Trani sindaco di Ischia non eletto (5.204 voti, 1227 voti di lista alla “bicicletta” Pdf-Fi), Renata Tosi sindaco di Riccione che abbiamo portato al ballottaggio (6.236 voti, 273 al Pdf), Pietro D’Angelo sindaco di Melito che abbiamo portato al ballottaggio (5.118 voti, 200 al Pdf), Emanuele Locci candidato sindaco non eletto di Alessandria (3.296 voti, 283 al Popolo della Famiglia). Complessivamente ai sindaci indicati dal Pdf tra il 2016 e il 2017 sono stati assegnati dunque 96.390 voti. I risultati di lista dicono: Goito 14.86%, Riolo 14.38%, Avola 11.11%, Ischia 10.28%, Zevio 4.75%, Teolo 3.66%, Verona 3.39%, Cordenons 3.32%, Conegliano 3.02%, Crema 2.93%, Borgomanero 2.76%, Novara 2.16%, Savigliano 2.06%, Varese 1.92%, Villorba 1.79%, Fontanafredda 1.76%, Salerno 1.72%, Riccione 1.65%, Rimini 1.58%, Assisi 1.49%, Ostia 1.37%, Monza 1.25%, Bologna 1.23%, Melito 1.16%, Milano 1.15, Cagliari 1.15%, Grugliasco 1.12%, San Benedetto del Tronto 0.84%, Alessandria 0.74%, Roma 0.62%, Torino 0.55%, Genova 0.41%, Napoli 0.37%, Padova 0.27%, Crotone 0.24%.

La media nazionale relativa ai voti validamente espressi nelle città in cui eravamo presenti alle elezioni amministrative del 2016 è stata dell’1.07%, nel 2017 è salita al 2.9% conteggiando anche le otto municipalità veronesi con voto medio del 5% e punta nell’ottava circoscrizione con il 5.80%. I 96.390 voti che abbiamo raccolto sul territorio attorno ai candidati sindaco da noi indicati, a cui va sommato il differenziale positivo tra voto comunale e voto circoscrizionale nelle grandi città (solo a Roma prendemmo 7.992 voti al Comune, ma oltre 12mila nelle circoscrizioni dove eravamo liberi dal ricatto del voto utile, lo stesso è accaduto inevitabilmente l’11 giugno 2017 a Verona), porta l’area di consenso del Popolo della Famiglia sui 35 comuni dove si è messo alla prova ben oltre i centomila voti.

Sugli ottomila comuni complessivi da cui è composta l’Italia contiamo di poter superare il traguardo di un milione di voti, entrare in Parlamento con almeno venti eletti tra Camera e Senato, essere decisivi per la formazione di qualsiasi maggioranza di governo. Il 3% è davvero alla nostra portata, lo abbiamo dimostrato. Serve il tuo aiuto in questi giorni, sostieni il Popolo della Famiglia e innesca la novità decisiva nel prossimo Parlamento repubblicano: un movimento di ispirazione cristiana che torna protagonista e blocca la discesa agli inferi del Paese, investendo sulla famiglia naturale e sulla vita. Che bella notizia sarebbe svegliarci tra cento giorni con questa magnifica novità. E dipende da te, dalla voglia che hai di sviluppare questo progetto insieme a noi. La nostra determinazione è immensa, nonostante il fuoco amico e nemico. Sostienila, unisciti a noi nella battaglia.

A noi la battaglia, a Dio la vittoria.

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

19/11/2017
1805/2021
San Giovanni I

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Storie

PLANNED PARENTHOOD FONDI A CHI INDAGA

Con la vittoria del Presidente eletto Donald Trump, l’aria in America forse sta cambiando. Pochi giorni fa, il Select Panel on Infant Lives, insediatosi in seno alla Camera dei Rappresentanti dopo la scoperta dell’affaire Planned Parenthood, ha reso nota una lista di organizzazioni che praticano aborti tardivi e commerciano parti anatomiche dei feti (una pratica che, è bene ricordarlo, le leggi federali, valide su tutto il territorio della nazione, vietano esplicitamente). L’elenco delle istituzioni che sfruttano questo business della morte comprende, tra le altre, l’Università del New Mexico, che ha acquistato tessuti provenienti da feti abortiti tardivamente in una clinica di Albuquerque; una clinica dell’Arkansas, che vendeva i resti dei bimbi non nati a StemExpress, un centro di ricerca sulle staminali con sede in California, che sul suo sito internet non ha remore a dichiarare che «i prodotti di StemExpress, derivati da tessuti umani, variano dai tessuti sani a quelli malati, da quelli dei feti a quelli degli adulti»; e poi, ancora, un’università dell’Ohio, anch’essa coinvolta in questo florido commercio; la DVBiologics, della Contea di Orange in California, che non solo trafficava parti di feti, ma non pagava nemmeno le tasse sulle transazioni; e la stessa Planned Parenthood texana, in affari con l’Università del Texas

Leggi tutto

Politica

L’orribile appellativo

La scuola ha tanti problemi ma il ministro della pubblica istruzione italiano sembra particolarmente interessata a questioni di lana caprina…..

Leggi tutto

Storie

Nuove speranze per Charlie

La vita di questo bambino innocente è diventata suo malgrado il campo sul quale l’ideologia della cultura della morte ha scatenato la battaglia finale per impossessarsi del diritto di disporre della vita delle persone anche contro la loro stessa volontà ovvero di chi ne ha la potestà, in questo caso genitoriale.

Leggi tutto

Politica

Chi lavora non sia più una riga del bilancio

Questo il tenore del messaggio di Papa Francesco, che apre la 48esima giornata sociale dei Cattolici italiani a Cagliari. “Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo e solidale” è il tema della giornata sociale, ispirata alla proposta della Evangelii Gaudium. La Cei prende il La dal Papa e si cala nel vissuto quotidiano del Paese. Resta da vedere se la politica ascolterà.

Leggi tutto

Chiesa

La forza della parola dei vescovi toscani

La Conferenza episcopale della Toscana ha appena pubblicato La forza della parola. Lettera su comunicazione e formazione a 50 anni dalla morte di don Lorenzo Milani” (EDB, Bologna 2018, pp. 88, € 4,50) è un importante appello a non dimenticare il lascito del sacerdote fiorentino nell’ambito del percorso educativo. Qui il ricorso alla parola e alla ricchezza del linguaggio costituiscono appunto alcuni dei principali strumenti che rendono possibile l’espressione della cultura e della comunicazione umana.

Leggi tutto

Storie

Ritrovarsi dopo aver perso un bambino

Uno dei più grossi problemi che le coppie si trovano a gestire in caso di morte di un figlio è l’afflusso di parole inutili.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2021 La Croce Quotidiano