Politica

di Mario Adinolfi

PDF: la discontinuità del voto

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Questi sono i giorni delle prese di posizione formali rispetto al voto del prossimo 4 marzo ed è utile scorrere alcune tra le più significative. Ai fedeli della sua diocesi scrive un chiaro “messaggio del vescovo per le prossime elezioni politiche” pubblicato sulla pagina domenicale diocesana di Avvenire il vescovo di Imperia, Antonio Suetta: “Alla politica dunque dobbiamo chiedere che tuteli, sostenga, promuova e protegga, la famiglia, la nascita di nuove vite umane, la cura per gli ammalati e per i più bisognosi. Per questo, occorre scegliere con lucido discernimento persone e gruppi politici in grado di portare avanti queste istanze, rimettendo al centro la persona umana. I cristiani possono e devono dare un segno di novità e discontinuità rispetto al passato”. Novità e discontinuità sono parole scritte in neretto nel testo: il vescovo Suetta è tra 45.534 firmatari delle liste del Popolo della Famiglia, ha voluto compiere un gesto da cittadino incoraggiandoci.

Il messaggio ai fedeli del vescovo Suetta riecheggia le parole di un altro documento, l’appello dei duecento sacerdoti, religiosi e religiose a favore del Popolo della Famiglia: “Noi, come italiani, cittadini, Sacerdoti, Religiosi e Religiose sentiamo la responsabilità di questo momento storico riteniamo l’offerta politica che si ripresenta, da troppo tempo, sempre uguale a se stessa, incapace di rispondere ad una crisi sociale, culturale, esistenziale e valoriale, che ormai è sempre più evidente. Le vie della Provvidenza hanno però messo in campo, nella competizione elettorale del 4 marzo prossimo, il Popolo della Famiglia: un raggruppamento di ispirazione cristiana che si fonda esplicitamente sulla dottrina sociale della Chiesa, con un programma denso di soluzioni che puntano ad investire sulla famiglia naturale (maschio e femmina li creò) e sulla vita, come valore indisponibile, senza lasciare spazio alla cultura dello scarto e contrastando l’ideologia gender. Chiediamo ai credenti ed a tutti gli uomini di buona volonta di tenere in considerazione la possibilità di sostenere il Popolo della Famiglia. Un’affermazione importante del Popolo della Famiglia sarebbe l’unico segnale di autentica novità, ed è per questo che il radicalismo di massa tanto lo teme, per far vivere e rappresentare fedelmente in parlamento la speranza nata con i Family Day, di cui il PdF è conseguenza politica, dopo il clamoroso tradimento operato dai vecchi partiti (da sinistra a destra) ai danni di quelle piazze”.

Le parole chiave, insomma, ritornano: novità. Discontinuità. Esce anche il documento del Comitato Difendiamo i Nostri Figli che invece invita a votare “con responsabilità”, cioè alla vecchia maniera, senza novità né discontinuità. Invita a ripetere il voto al centrodestra. Quel voto che nel 2013 ha condotto in Parlamento coloro che, appoggiando tutte le peggiori leggi promosse dal centrosinistra in un contesto di sostanziali quando non esplicitamente praticate larghe intese, hanno permesso di approvare le norme sul divorzio breve (appena 11 voti contrari al Senato, 19 alla Camera su 240 eletti), biotestamento (37 voti contrari alla Camera) e ovviamente la legge Cirinnà, che mai sarebbe passata se eletti del centrodestra persino venuti in piazza ai Family Day non avessero voltato gabbana. Ora quegli esponenti vengono tutti ricandidati, con l’aggiunta del capolavoro leghista di Giulia Bongiorno, apertamente ostile ai Family Day e favorevole a ogni nefandezza dall’eterologa all’utero in affitto fino alla legge Scalfarotto, che guida le liste in cinque circoscrizioni con un esponente del CDNF a fare da riempilista in ultima posizione in una di queste e costretto così a portarle i voti per sperare di acchiappare una poltrona. Triste epilogo per il comitato “apolitico e apartitico”. Ma è inutile polemizzare. I documenti politici si scrivono per fare chiarezza e ora carta canta: nel documento c’è scritto che bisogna votare per Forza Italia (di Silvio Berlusconi, ha i parlamentari che vanno ai gay pride e mezzo gay pride ce l’ha pure in casa), la Lega (quella della Bongiorno, con l’aggiunta del “primo provvedimento” che è il papponaggio di Stato, cioè la legalizzazione della prostituzione), Fratelli d’Italia (che ora scopre la Meloni sostenitrice, a leggere i manifesti, della “famiglia tradizionale” ma in 15 anni di Parlamento, cinque dei quali trascorsi in Consiglio dei ministri, non si ricorda un provvedimento uno, che so io, sul quoziente familiare o sul reddito di maternità), addirittura la quarta gamba. Dicono di votare per la quarta gamba. Per Maurizio Lupi e l’ex ministro Costa, per Tosi e per Zanetti, per tutti coloro che dissero sì alla legge Cirinnà facendo negozio dei principi non negoziabili e vendendoseli non per trenta denari, ma per quindici. E con l’invito da parte del Dnf a votare per Giulia Bongiorno e per la quarta gamba, diciamo che la titolarità a rappresentare la piazza del Family Day qualcuno l’ha persa per sempre. Si può voler aiutare un amico a essere eletto in Parlamento, per carità. Allora si fonda un comitato elettorale. Non ci si autodefinisce “profetici” nel documento. E chi rappresenta San Giovanni e Circo Massimo lo vedremo il 4 marzo nelle urne.

Il Popolo della Famiglia rifiuta la logica della continuità con l’esistente perché non potrà che generare gli stessi errori. Tutti i politologi di qualsiasi colore convergono in una valutazione: il Rosatellum è stato votato insieme da Pd, Forza Italia e Lega per costruire le condizioni delle larghe intese dopo il 4 marzo. Berlusconi dice chiaramente che deve restare in sella Gentiloni, Salvini e Di Maio si annusano per vedere se possono inciuciare anche loro. Volete la continuità? Chiamatela responsabilità (perché un po’ vi vergognate) e rivotate come nel 2013 centrodestra. Avrete lo stesso esito. Quale fu nel 2013? Il governo Forza Italia-Pd, presidente del Consiglio Enrico Letta, nipote di Gianni. Quale fu la prima legge votata alla Camera nel 2013? La legge Scalfarotto, quella che voleva mandarci in galera con il reato inventato di omofobia. Cominciammo a mobilitarci, nacquero le Sentinelle in Piedi, un popolo avviò una azione di resistenza. E quella legge si impantanò al Senato. Cosa succederà nel 2018? Che nascerà il governo Bonino, eletta del centrodestra e commissario in Europa nominata da Berlusconi, ora candidata del centrosinistra. Come Enrico Letta, che era nipote di Gianni, la Bonino è intercambiabile. Poi la prima legge approvata sarà la Bongiorno-Scalfarotto. L’avvocato Giulia Bongiorno già nel 2013 si sbracciava con Paola Concia per la sua approvazione. Ora potrà chiudere la tenaglia e con essa anche la storia del movimento pro-life e pro-family in Italia.

Volete evitare questo scenario già scritto? Fate come dice il vescovo Suetta, come dicono i duecento sacerdoti: con il vostro voto utile costruite novità e discontinuità. Voltate rumorosamente pagina, svegliate l’Italia con un risultato che non si aspettano come non si aspettavano i Family Day. Votate per l’unico movimento attorniato da una violenza terribile che arriva fino alle minacce di morte del fuoco nemico, che riesce a suscitare analogo astio e dimensione violenta nel fuoco amico. Il che vuol dire che probabilmente stiamo dicendo la verità, stiamo facendo bene.

Il 4 marzo novità e discontinuità vuol dire votare Popolo della Famiglia, ogni voto a questo progetto costituisce una risposta ai violenti di tutti i colori, un sostegno ai più deboli, un investimento sul futuro possibile di un movimento di ispirazione cristiana legato alla difesa dei principi non negoziabili, alla cultura della vita e alla tutela della famiglia naturale. Centinaia di migliaia di cattolici e persone di buona volontà che volessero attestarsi su questa posizione innovativa di discontinuità aprirebbero davvero una pagina entusiasmante. Per mandare a casa Emma Bonino non si vota come nel 2013, perché altrimenti la Bonino vince anche se non viene eletta e te la ritrovi piangente di gioia in tribuna al momento dell’approvazione della legge sulle Dat. Se vuoi mandarla definitivamente a casa devi far segnare il punto alla squadra che è la radicale alternativa al “boninismo”, i soli che se eletti impedirebbero quel tipo di deriva. E allora il voto può andare solo al Popolo della Famiglia.

O inciucio e altri cinque anni come questi con il voto al centrodestra, o una entusiasmante pagina nuova da scrivere insieme con il voto per la discontinuità al Popolo della Famiglia. Ora la scelta è a voi, è a te che leggi. Rispetteremo la tua scelta qualsiasi essa sia. Pretenderemo rispetto per la nostra, che tanto ci costa e, almeno dal punto di vista del coraggio, dovrebbe essere omaggiata da tutti se tutti fossero dotati di onestà intellettuali. Noi continuiamo a pensare che uniti ce le possiamo fare e allora conquistiamo il massimo grado di unità possibile attorno al Popolo della Famiglia e andiamo a fare la storia, andiamo a dare un pugno al maledetto piano inclinato, andiamo a far vedere che si può fare se lo si vuole. Affidandoci allo sguardo benevolo di Maria Vergine, che dia sollievo al passo affaticato dei suoi figli così massicciamente impegnati in questi giorni di battaglia.

A noi la battaglia. A Dio la vittoria.

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12/02/2018
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