Società

di Giuseppe Brienza

Avanza la pratica dell’utero in affitto

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

Non più “adozione del figliastro” o “Stepchild Adoption” quella dell’omosessuale unito civilmente con il suo compagno ma, d’ora in avanti, “adottante di pieno diritto”! L’ha deciso mercoledì la Corte d’appello di Parigi accogliendo il ricorso di un omosessuale che è diventato quindi, dal 19 settembre, il “secondo padre” a tutti gli effetti di due gemellini nati in Canada nel 2011 da c.d. “maternità surrogata” (cioè in pratica l’utero in affitto). La “novità” della sentenza, che conferma quanto già statuito dal Tribunale di prima istanza nel novembre 2016, sta nel fatto che le generalità della madre biologica dei neonati concepiti tramite utero in affitto saranno in questo e nei futuri analoghi cadi del tutto cancellate dai i documenti e atti di nascita, nei quali risulterà solo la menzione del “padre biologico”.

La Corte d’appello ha negato il diritto della madre biologica dei due gemellini a prestare o meno il consenso alla cancellazione anagrafica delle sue generalità, realizzando così una totale parificazione fra l’adozione normale e la Stepchild adoption. L’“adozione del figliastro”, dunque, da adozione “di serie B” (“adoption simple”) è promossa sulla base di questo pronunciamento ad adozione “di serie A” (c.d. “adoption plénière”), in nulla differente nell’ordinamento francese da quella accordata ad un uomo e una donna che, previo un lungo percorso di preparazione, abbiano acquisito l’idoneità ed abbiano potuto adottare. Da presunti discriminati, insomma, i protagonisti “Marriage pour Tous” sono divenuti come ci aspettava privilegiati e cittadini “più uguali degli altri”!

Per dirla in modo ancora più chiaro, a partire dalla sentenza 19 settembre 2018 il regime dell’adozione del figliastro in Francia è passato:

da adozione “semplice”, che non cancella l’identità biologica e, quindi, l’origine del concepito tramite “maternità surrogata”, rimanendo quindi a determinate condizioni revocabile,

ad adozione “di pieno diritto” (“plénière”), dunque irrevocabile a tutti gli effetti perché ogni legame di filiazione di tipo biologico è azzerato in via definitiva.

«La madre biologica non figura più sull’atto di nascita e, quindi, non esiste più», ha dichiarato con tono enfatico l’avvocato che ha assistito la coppia di “gay” francesi Caroline Mecary (omosessuale essa stessa e nota autrice di saggi e articoli in favore dei “diritti Lgbt”). La Mecary contro ogni logica ha pure sostenuto che la negazione in radice non solo della madre, ma della stessa conoscenza delle sue generalità da parte dei bambini concepiti con l’utero in affitto risponde in fondo «al loro interesse» (cit. in “La justice confirme l’adoption plénière d’enfants nés par GPA à un couple homosexuel”, “La Croix”, 20/09/2018). Oggi una ulteriore decisione in materia di adozione da parte di omosessuali di bimbi concepiti con “maternità surrogata” all’estero è attesa da parte della Corte di Cassazione francese. L’isitituto è conosciuto con la sigla “GPA”, che equivale a “gestation pour autrui”, surrogacy. Perché si parli propriamente di GPA, è necessario che almeno uno dei due futuri genitori sia legato geneticamente al futuro bambino. In sostanza, occorre che o l’ovocita o lo spermatozoo che formano l’embrione appartengano alla coppia. In Europa tale pratica è legale in Belgio, Paesi Bassi, Regno Unito, Danimarca, Ungheria, Russia, Ucraina, Bielorussia, Grecia, Cipro, Armenia, Georgia.

In Francia è dunque ancora vietato ricorrere a una madre “surrogata”, sebbene cominciano ad essere numerosi sono i casi di coppie omosessuali ed eterosessuali che si rivolgono a cliniche estere per dribblare il divieto della legge e, come visto, la giurisprudenza nazionale sta dando loro ragione. In tal modo, antidemocraticamente, si sta compiendo completamente fuori dal Parlamento un passo dopo l’altro nella direzione del completamento del quadro giuridico sorto a partire dai PACS e dal “Mariage pour tous” nel 2013.

In sede di revisione della legge nazionale sulla fecondazione artificiale, la c.d. “Loi Bioethique”, il “Comité Consultatif National d’Ethique”, in pratica l’organismo consultivo analogo al nostro Comitato Nazionale di Bioetica, si è già espresso contro la legittimità di qualsiasi forma di maternità surrogata “etica” e che, pertanto, la pratica dell’utero in affitto, se la Francia rimarrà uno “Stato di diritto”, dovrebbe essere vietata anche dopo questa ulteriore sentenza “creativa” della giurisprudenza francese. Lo scontro è in atto, guai però a rimanere spettatori inerti. Ne va della difesa di questi nuovi proletari: i bambini senza più una mamma né radici!

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

20/09/2018
1005/2021
San Fabio martire

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Politica

Istruzioni per le liste del PDF

Il prossimo 11 giugno si voterà in oltre 1.000 comuni italiani per la tradizionale tornata amministrativa di primavera. Il Popolo della Famiglia si presenta con il proprio simbolo e chiede a tutte le donne e agli uomini di buona volontà di organizzare una presenza capillare sul territorio che sarà propedeutica alle politiche che si terranno tra pochi mesi. Azione fondamentale per il radicamento sul territorio è la campagna di tesseramento, così come il reperimento di candidati e sottoscrittori delle liste che vorranno misurarsi con il consenso elettorale sulla base della piattaforma politica PdF

Leggi tutto

Media

Franco Di Mare offende i cattolici polacchi a spese pubbliche

Tra i tanti denigratori degli innumerevoli polacchi che hanno voluto pacificamente circondare la loro nazione con la loro preghiera abbiamo dovuto
annoverare anche il popolare conduttore di UnoMattina, che si è prodotto in lunghissimi minuti di propaganda di regime laicista e radical chic

Leggi tutto

Politica

Il Governo che verrà.....

Ma il Governo tra Lega e Movimento 5 Stelle dove porterà l’Italia. Eccovi un’analisi accurata di quello che dovrebbe accadere nei prossimi mesi….

Leggi tutto

Politica

Cambiamento

Il popolo della famiglia vuole dare una possibilità agli italiani che vogliono cambiare le cose, in quanto molti uomini di principio sono stati coinvolti. Non possiamo più permettere che a “vincere” siano sempre: l’incomprensione, la corruzione, l’odio e l’indifferenza. Oggi, è possibile guardare al bene comune con il cuore aperto senza se e senza ma.

Leggi tutto

Società

Processo De Mari: chiuso il dibattimento

Il PM chiede la condanna a 1000 €, i difensori della dottoressa, che è anche contribuente, l’assoluzione con formula piena per aver esercitato critica politica sui contributi pubblici dell’UNAR, Regione Lazio e Comune di Roma. Il 28 giugno alle ore 9 verrà comunicato il nudo dispositivo.

Leggi tutto

Politica

NON È UN CASO, È IDEOLOGIA

Non è un caso che il ministro Azzolina stia deliberatamente agendo per escludere le scuole paritarie (in maggioranza cattoliche) dal sostegno che viene riconosciuto invece a qualsiasi altro settore in difficoltà e per questo la metà delle scuole cattoliche a settembre non riaprirà. Non è un caso che una circolare del ministero dell’Interno per giorni abbia obbligato i cattolici italiani a non poter entrare in una chiesa (da singoli, per dire una preghiera magari per un caro defunto) sé quella chiesa non si trovava “sul tragitto” verso un’altra attività considerata essenziale, tipo andare dal tabaccaio. Non è un caso che settori del governo abbiano provato a pretendere la chiusura totale delle chiese, a cui alcune diocesi s’erano persino acconciate prima che la voce ferma di Papa Francesco richiamasse tutti a riaprirle subito con tanto di camminata solitaria del Pontefice per andare a pregare davanti al crocifisso di San Marcello a via del Corso a Roma. Non è un caso che sia stata vietata ogni manifestazione pubblica “cum populo” di natura religiosa per la Pasqua. Non è un caso che si sia addirittura arrivati a vedere l’irruzione e il tentativo di interruzione di una messa da parte della forza pubblica. Non è un caso che nel corso della conferenza stampa Conte abbia accennato a contrasti che evidentemente ci sono stati anche in seno alla task force di Colao e al comitato scientifico sulla riapertura delle messe da lasciare “sine die”, evidentemente delle forze hanno agito con determinazione per ottenere questo obiettivo. Non è un caso, è ideologia.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2021 La Croce Quotidiano