Società

di Mario Adinolfi

Corinaldo e le tre mele avvelenate

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La vicenda della strage di Corinaldo sta diventando una discussione esegetica sui testi di Sfera Ebbasta, vivo questo con estremo disagio. Ci sono i ragazzini morti, c’è una mamma morta e ovviamente può essere una grande occasione per mettere sul banco degli imputati rap e trap, come in passato si fece con il rock, con il punk, con l’heavy metal, ogni stagione ha la sua generazione che dice che si stava meglio quando si stava peggio. La verità è che queste discussioni paramusicali sono pericolose perché deviano dalla vera questione, dai veri carnefici di quei ragazzini, di quella mamma. Pensare che siano stati uccisi dalle rime trucide di un trucido ci fa passare degli splendidi pomeriggi in numerosi flame sui social, ma non ci fa fare mezzo passo avanti per evitare che tragedie così assurde si ripetano. A Woodstock erano tutti strafatti, sul palco e nell’immenso pubblico; i “concerti” di Jim Morrison sono diventati leggendari anche perché spesso non si tenevano per casini inenarrabili relativi all’ordine pubblico, eppure ci sono ragazzi che ancora oggi vanno in pellegrinaggio sulla tomba del cantante a Parigi e sulla lapide trovate più poesie scritte per lui che per Baudelaire o Beckett, sepolti anche loro a pochi metri; i Beatles inneggiavano all’uso dell’Lsd (do you remember Lucy in the Sky with Diamonds?), i viaggi in quegli acidi sono costati la capoccia al geniale fondatore dei Pink Floyd, Syd Barrett, e vogliamo parlare dei Nirvana o degli Inxs? Inevitabilmente i leader e fondatori sono finiti suicidi. Eppure, andando a memoria, una strage di minorenni a un concerto non mi viene in mente. Solo a Manchester è successa una cosa del genere ed era fondamentalismo islamico, non certo la musica di Ariana Grande ad aver innescato la tragedia. C’è un male che è infinitamente oltre, voglio dire. La musica non c’entra nulla, è al limite la colonna sonora, ma la morte corre su altre gambe e sarebbe bello riuscire a spezzarle.

La distruzione, come in una gotica fiaba di Biancaneve, è veicolata da tre mele avvelenate che rappresentano tre dipendenze. Il brutto è che sono dipendenze diffusissime. Il bello è che si possono combattere, come tutte le dipendenze. Le tre mele avvelenate sono: l’alcool, la droga, la bulimia di denaro. Parto da quest’ultima: si è diffuso nel mondo musicale legato proprio a rap e trap questo metodo del cosiddetto dj set. Il dj set non è un concerto vero e proprio, il cosiddetto artista si fa vedere in tre o anche quattro location differenti nella stessa sera, “canta” due o al massimo tre pezzi, i più noti, si fa pagare un cachet stellare, sempre a cinque cifre. I luoghi sono prossimi ma non vicinissimi, così ogni porzione di pubblico affolla la serata con la star che corre in macchina da una regione all’altra. Come si sa a mezzanotte Sfera Ebbasta la notte della tragedia era su un palco di Rimini e non sarebbe arrivato a Corinaldo prima delle due di notte. La bulimia di quattrini di questi cosiddetti artisti, dei loro agenti, degli organizzatori, dei proprietari dei locali è la prima mela avvelenata responsabile della strage di Corinaldo.

Cosa si fa in un locale tra le 22 e le 2 di notte? Bisogna essere chiari: la stragrande maggioranza inganna l’attesa ubriacandosi e drogandosi. Lo sanno perfettamente i proprietari del locale, i cosiddetti artisti, i loro agenti, gli organizzatori e ovviamente i pusher. Poi arriva magari anche l’idiota che con lo spray al peperoncino vuole fare il furtarello o la razzia, ma è il contesto strafatto a permettere l’efficacia di quell’arma rudimentale. Troppe persone in uno spazio, ubriache fradicie e drogate, conseguenza è rischio mortale. A Corinaldo le mele avvelenate hanno fatto girare la roulette russa e il proiettile stavolta è esploso. La verità che ci dobbiamo dire è che questa roulette russa gira tutti i venerdì sera, tutti i sabato sera, vedrete a Capodanno. L’esito è la strage silenziosa sulle strade, decine di migliaia di persone che ogni anno si fanno molto male, centinaia di ragazzi che muoiono. Tutto innescato dalle maledette tre mele avvelenate, altro che rap e trap.

Ci sono soluzioni pratiche che possono essere subito adottate. Devono essere vietati i dj set. Ogni artista deve potersi esibire in pubblico solo in un luogo a sera, perché se già i luoghi sono due è ovvio che l’orario di inizio della seconda tappa della notte sarà ad ora molto tarda e l’attesa è il peggiore degli inneschi per la roulette russa di cui dicevamo. Seconda soluzione, quella che è stata come al solito attuata a strage avvenuta: i controlli. A Roma hanno chiuso trenta tra locali e discoteche nelle ultime quarantotto ore. Quando noi del Popolo della Famiglia denunciavamo le “colonie del male” fin dalla prima campagna elettorale della primavera 2016 spiegavamo che lo sballo è il papà della morte e va contrastato. Gli alcolici ai minorenni non vanno assolutamente venduti e le sanzioni devono essere pesantissime, i pusher che agiscono nei locali devono essere individuati e immediatamente arrestati, non è difficile, i proprietari li conoscono bene e spesso consentono loro di spacciare in cambio di una sorta di “diritto di piazza”. In questi locali le droghe sintetiche circolano in maniera esplicita e sono pericolosissime perché bruciano i neuroni dei ragazzi, anche a lungo termine, inducono comportamenti disinibiti che hanno come conclusione rapporti sessuali che sono di fatto stupri, rendono spesso molto aggressivi i giovani e infatti si moltiplicano le storie di risse in cui ci scappa il morto o il ferito grave. I proprietari dei locali devono sapere che se succede qualcosa in qualunque modo afferrabile ai comportamenti che hanno avuto origine nel loro locale, l’attività viene chiusa a tempo indeterminato. C’è un non detto in questi contesti che fa spostare le attività illecite e pericolose pochi metri all’esterno della discoteca, per poter dire di non avere responsabilità in eventuali fatti penalmente perseguibili. Va instaurata una prassi che riconosca invece la responsabilità oggettiva dei proprietari che così diventeranno i primi controllori dei comportamenti.

Non ho interesse a mettermi a fare l’esegeta dei testi di Sfera Ebbasta, sono ovviamente robaccia, ma si sa che da mezzo secolo non esiste rock ‘n’ roll senza “sex and drugs”, quindi la discussione bacchettona non ha un senso e rende solo più “maledetto” (e dunque più appetibile rispetto al suo mercato) il soggetto in questione. Questo regalo non glielo faccio, mi sono preso i miei insulti da Fedez e J-Ax, addirittura da quest’ultimo ho avuto l’onore di un video totalmente a me dedicato, ma non ha senso mettersi a discutere di cantanti e ormai ho capito che non ha neanche senso mettersi a discutere coi cantanti, hanno la testa solo orientata al profitto e dunque nobilitarli con lo studio dei testi manco fossero Leopardi mi sembra far loro un inutile regalo. Peraltro c’è rap e rap, c’è trap e trap, a me alcune cose di alcuni piacciono e manco poco, con la canzone di J-Ax che racconta la nascita del figlio m’è scappata pure la lacrimuccia mentre la sentivo insieme a Clara, che ama anche quella di Fedez dedicata allo stesso argomento. Alla fine fanno i tatuati, poi diventano padri e cambiano anche loro. Magari accadrà anche a Sfera Ebbasta e allora, solo allora, riuscirà a piangere tutte le lacrime che non ha pianto per la morte dei suoi cinque piccoli giovanissimi fans e per quella mamma di quattro bimbi per la quale mi si spacca il cuore. Non mangiate più le mele avvelenate, ragazzi miei: genitori state accorti, i vostri figli sono tutti Biancaneve, non fate avvicinare le streghe.

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11/12/2018
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