Società

di Lucia Scozzoli

L’antisemitismo vive in Europa?

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Il 90% degli ebrei in Europa sta assistendo a un crescente antisemitismo, secondo un’indagine della Commissione europea, condotta a dicembre, su 16.300 persone nei 12 paesi in cui vive il 96% degli ebrei europei.

Quasi l’80% ha affermato di non aver segnalato incidenti gravi alla polizia o ad un’altra istituzione, ritenendo la denuncia un atto inutile: non cambierebbe nulla. Un terzo ha preso in considerazione la possibilità di emigrare.

In Francia, il 22% ha assistito a un attacco verbale o fisico nell’ultimo anno, rispetto al 32% in Polonia e al 29% in Germania. Gli ebrei francesi, invece, sono coloro che più temono attacchi fisici (58%), seguiti dai tedeschi (47%), spagnoli (39%) e polacchi (25%).

La Francia, però, sembra voler reagire: 20.000 persone si sono radunate martedì 19 febbraio, a Parigi, per manifestare contro l’antisemitismo: presenti anche molti politici di tutti gli schieramenti.

Delphine Horvilleur, nella piazza immersa in un silenzio irreale, carico di consapevolezza, ha parlato agli astanti: «A volte, la Repubblica dà un appuntamento ai suoi figli in una piazza. La lotta contro l’antisemitismo non è la lotta degli ebrei ma quella di un’intera nazione». Al suo fianco, il rapper Abd al Malik continua: «Sono di fronte a voi come un uomo di colore, alsaziano e musulmano per dirvi che una sfida storica è lanciata al nostro popolo: quello di rompere definitivamente il circolo vizioso dell’odio». Infatti l’antisemitismo è solo l’inizio di una discesa verso l’intolleranza e la violenza che deve interessare ogni cittadino francese.

Tra la folla, Pierre, 75 anni, ha sulla schiena un distintivo bianco e rotondo, indossato da alcuni manifestanti: «L’antisemitismo non mi attraverserà. #Basta». «Come ebreo e figlio di un deportato, sono preoccupato per il 150% - spiega questo parigino-. Va detto che questo è sufficiente, invertire la tendenza, fare paura a coloro che fanno paura». «Chi sono?» «I musulmani, per molti, l’80%», giudica, prima di scomparire. La diffusione dell’estremismo islamico, di pari passo con l’aumento della quota di popolazione di origine straniera, è innegabilmente parte del problema, anche se esistono altre matrici antisemite, sia di destra che di sinistra.

«Sembra che questo argomento sia diventato un po’ secondario tra i giovani», si preoccupa, a pochi passi, Amine, 20 anni, studente di scienze politiche; è venuto qui per protestare contro l’antisemitismo ma anche per “rassicurarsi”. «Quelli che sono lì non sono stati coinvolti nell’identità», dice. «Abbiamo torto – continua –specialmente la mia generazione, a considerare le libertà individuali acquisite». In effetti la generazione più giovane ha dato per scontato per troppo tempo ciò che è invece il frutto di sanguinose lotte combattute dai loro genitori e dai loro nonni. È giunto il momento di riaffermare le ragioni sottese ai diritti di cui possiamo, senza merito, godere.

A pochi metri di distanza, davanti al palco dove una dozzina di studenti universitari hanno recitato poesie, diversi membri del gabinetto e decine di politici da tutti i lati, molti cinti con fascia tricolore, hanno partecipato alla manifestazione .

Un modo, dice Benoît Hamon, fondatore del movimento Generazione, per partecipare a «un momento di unità, di raccolta». «Oggi alcune dighe che erano indistruttibili sono indebolite. Alcuni principi importanti sono in pericolo», insiste.

Una preoccupazione condivisa da MP LR Philippe Gosselin: «È bene ricordare che oltre le parole, è importante ritrovarsi». Il deputato è preoccupato per l’accumulo di atti antisemiti in terra francese in un paio di settimane, citando l’aggressione del filosofo Alain Finkielkraut a margine di una manifestazione dei gilet gialli, sabato 16 febbraio, ma anche la profanazione del cimitero Quatzenheim, in Alsazia, e la scritta sulla vetrina di un negozio di Parigi della parola “Juden”.

Secondo lui, questi atti fungono da rivelatore di un “ritiro” della società. «Dietro l’antisemitismo, c’è l’immagine che alcuni hanno della globalizzazione, degli affari, delle banche», dice. Con l’elezione di Macron, visto come il delfino di certi poteri forti, soprattutto banchieri come i Rotschild, si è aperta la strada alla diffusione di una narrazione complottista che non disdegna di imputare ai sionisti molte colpe, come fece il nazismo in Germania per giustificare i propri obiettivi di sterminio. Gosselin, però, non ritiene che servano nuove leggi, quanto piuttosto la fermezza di fare rispettare quelle già esistenti.

«Quando la popolazione è in crisi, c’è un enorme momento antisemita», analizza il saggista e cofondatore del movimento “Public Place” Raphael Glucksmann, presente al raduno. E deplora l’“indebolimento degli organismi intermedi”, come i partiti politici o i sindacati. «Quando i corpi intermedi scompaiono, rimangono solo gli impulsi», insiste. Non possiamo non pensare al ritratto manzoniano della folla, spaventoso corpo senza testa che insegue ogni grido, dimentica i fondamenti etici di ciascuno e giustifica, nella massa indistinta, le azioni più abbiette. Il filosofo ci teneva a piazza della Repubblica: «Questi incontri non sono la soluzione definitiva, ma servono a marcare collettivamente lo stato. È un momento di ripristino dei tabù». È fondamentale ribadire con ufficialità l’importanza della legalità, del rispetto, della tolleranza, per togliere terreno all’effetto massa senza cervello e porre dei punti fermi da non valicare.

“È importante che ci sia un momento di unità nazionale”, ha affermato il vescovo Olivier Ribadeau-Dumas, segretario generale dell’episcopato e portavoce della Conferenza episcopale francese. «È importante dimostrare che i credenti sono cittadini, e questo è il significato della nostra presenza qui», dice. Prima di continuare: “I simboli contano. Soprattutto in un momento in cui la violenza antisemita e più ampiamente antireligiosa che osserviamo è il segno di un fallimento. E la legge attuale non punisce adeguatamente i perpetratori di questi atti». Non dobbiamo dimenticare che in Francia stanno aumentando vertiginosamente anche gli atti di intolleranza e violenza contro i cristiani e gli atti di profanazione ai luoghi di culto. Nel primo pomeriggio di ieri Emmanuel Macron si è recato personalmente in Alsazia, Vedere lo scempio del cimitero ebraico di Quatzenheim, dove le tombe sono state profanate con svastiche e scritte in tedesco. Il capo dello Stato ha promesso una stretta contro chiunque si macchierà di nuovi atti antisemiti.

Intanto svastiche alla rovescia e la scritta “Shoah blabla…” sono state rinvenute ieri mattina nel “Giardino della memoria” situato nei pressi del cimitero di Champagne au Mont d’Or, vicino a Lione.

Jean-Yves Camus, Direttore dell’Osservatorio delle disuguaglianze, ritiene che negli ultimi 20 anni siano stati vanificati molti sforzi compiuti per arginare l’antisemitismo, ma anche ne dà una lettura più profonda e fatalista: «Ogni governo ha cercato di rispondere. Essi hanno creato piani di controllo, la formazione dei funzionari di polizia, giudici, insegnanti e studenti… Probabilmente, Internet non rende le cose più facili, soprattutto con i giganti web che sono riluttanti ad attuare una politica di contenuti . Senza dubbio, si potrebbe fare di più in termini di sanzioni delle esternazioni antisemite, in particolare nel mondo delle scuole. Tuttavia, credo che la questione dell’antisemitismo non sia solo una logica di polizia, ma anche una dimensione metafisica che rimanda all’identità stessa dell’ebraismo. L’antisemitismo è sempre esistito e sempre esisterà perché è una forma di gelosia di fronte alla specifica missione del popolo ebraico. Da questo punto di vista, è illusorio credere che sconfiggeremo l’antisemitismo, possiamo semplicemente limitarne gli effetti».

La scomparsa del senso religioso nella maggioranza della popolazione, poi, ha fatto eclissare anche il rispetto per il sacro: resta solo il disprezzo per realtà che non si comprendono e che si interpretano con categorie secolari e logiche di profitto e potere, che le sono fondamentalmente estranee, ma che sono le uniche conosciute dal mondo.

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21/02/2019
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