Società

di Mario Adinolfi

Almeno i nonni

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Ora, so che scrivendo di “Croce e Delizia”, ennesimo film che prova a spiegare come la famiglia naturale sia fucina di conformismi e omofobie mentre le “nuove famiglie” siano “fabbriche d’amore” (Alessandro Gassman dixit), contribuirò e non poco a farne conoscere l’esistenza. Leggo però dal Corriere della Sera che questi sono “tempi bui” e dunque il film pro unioni gay è “lodevole”, quindi consentirete un minimo di controcanto. E vabbè, ci siamo abituati ormai. Dai braccialetti lgbt a Sanremo 2016 abbiamo capito che se non paghi la tassa alla nota lobby ormai in Italia nel mondo dell’intrattenimento non lavori. Stavolta però con questo film siamo al surreale.

Due nonni della veneranda età di Fabrizio Bentivoglio e Alessandro Gassman, appunto, si scoprono “innamorati”. Hanno figli e nipoti a cui devono dire che si vogliono “sposare”. I figli, cattivi, vogliono far “zompare il matrimonio” (sì c’è pure la chic Jasmine Trinca figlia di Bentivoglio che fa combutta col figlio coatto di Gassman, per spiegarci che la gaytudine senile non è vezzo da architetti ma alla portata di tutti, anche dei “servi della gleba”). Il Corriere della Sera chiosa: “I giovani in questo film sono reazionari”. Tuo padre ti viene a dire che si “sposa” un uomo e se ti sembra una pazzia sei “reazionario” e ovviamente omofobo, ruolo svolto da Filippo Scicchitano nel film. A proposito, ma tutta la teoria secondo cui gay si nasce, che c’è il gene della gaiezza, di fronte a questa pletora di figli e nipoti che precedono la scoperta quasi postuma dell’orientamento sessuale non va un po’ a farsi benedire? Un film del genere non dimostra forse che gay non si nasce, lo si diventa in base al contesto sociale? Perché i nonni di anche solo cinque anni fa impensabilmente avrebbero recitato la parte dei fidanzatini che si sentono “finalmente liberi”.

Diciamolo meglio, allora: è una moda che sconfina nell’ideologia. Per alcuni è professione, per chi tira le fila è ossessione. E va bene tutto, va bene che gli intellettuali di riferimento del paese su giornali e tv siano diventati ormai Rocco Siffredi e Valentina Nappi, va bene che durante le vacanze di Natale in prima serata Raiuno ti piazza la marchetta gay friendly e a seguire fiction scritta da Ivan Cotroneo (stessa roba), che pure a Genny Savastano hanno fatto fare lo “sposo gay” (parte dell’omofobo assegnata a Diego Abatantuono), ma almeno i nonni non li potevate lasciar stare?

Che se ci sono “fabbriche d’amore”, caro Gassman, sono proprio i nonni di quelle famiglie normali, “tradizionali”, naturali che voi ormai al cinema e in tv rappresentate sempre come disfunzionali, malate, violente. E invece sono il deposito di saggezza di una terra che nonostante tutti i vostri ideologici sforzi, i vostri film e le vostre ossessioni sempre sessuali, non riuscirete mai ad allontanare da quella verità dei rapporti di sangue che fa sì che il vostro film sia solamente una insulsa ridicolaggine, inesistente e inverificabile nella realtà non perché “i giovani sono reazionari”, ma perché la famiglia grazie a Dio in questo paese per la Costituzione repubblicana (articolo 29, rileggere please) e per la sua profonda radice cristiana, è una sola e non declinabile al plurale.

29 milioni di italiani sono ancora nonostante tutto regolarmente sposati, pari al 50% della popolazione, allevano 15 milioni di figli minorenni e maggiorenni non autosufficienti facendosi carico di 4.4 milioni di disabili. Per loro non ci sono film, loro sono la “vecchia famiglia tradizionale” e dunque non sono “fabbriche d’amore”, ma solo secondo Gassman. Invece sono lì a testimoniarlo davanti alle vostre 6.600 coppie unite civilmente, pari allo 0.02% della popolazione. Voi continuate a credere che raccontare ossessivamente la “bellezza” di queste e il “degrado conformista” di quelli riesca a modificare la realtà affinché assecondi il vostro schema ideologico. Per la verità riuscite semplicemente a negarla. Cioè, dite bugie. Raccontate quel che non è. Fermate qualsiasi nonno italiano e chiedeteglielo, se non credete a me. Anzi no. Almeno i nonni, lasciateli stare.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

01/03/2019
0602/2023
Ss. Paolo Miki e compagni

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Politica

La riforma della scuola è legge, ora un milione di sentinelle

Il gender entra in classe, la risposta deve essere dei genitori, lo strumento è quello del “consenso informato”: no alla colonizzazione ideologica, giù le mani dai nostri figli

Leggi tutto

Politica

LA FINE DEL RICATTO DEL VOTO UTILE

La mobilitazione e la campagna elettorale del Popolo della Famiglia partono sabato 28 gennaio alle ore 15 dal teatro Eliseo a Roma. Grillo, Salvini, Meloni e Renzi dicono di voler votare l’11 giugno. Ci faremo trovare pronti e se si dovesse votare in autunno saremo pronti lo stesso. Pronti a chiedere consenso a chi vuole difendere la famiglia, promuovendola a priorià politico-programmatica: prima la famiglia, prima i figli, prima il diritto di ogni bambino ad avere una mamma e un papà, prima la natalità, prima il diritto assoluto di ogni persona a nascere e che i medici curino e non uccidano. Chi vuole battere i falsi miti di progresso diventi un protagonista del Popolo della Famiglia a partire dalla partecipazione all’assemblea nazionale di sabato a Roma, punto di avvio di una campagna che ci porterà lontano.

Leggi tutto

Media

LA CROCE FESTEGGIA I 500 NUMERI

Il Popolo della Famiglia e La Croce sono strettamente uniti, pur in una reciproca sostanziale autonomia, perché fin dal primo numero noi abbiamo indicato una soluzione politica a questa terribile condizione di una pallina che rotola sul piano inclinato della nichilista cultura della morte che anima i nostri legislatori: farsi legislatori. Impegnarsi a dare un pugno al piano inclinato ribaltandolo, cercando consenso dopo aver svolto una capillare opera di informazione sui rischi che normative come quelle approvate contro la vita e contro la famiglia in questa legislatura comportano. Il cristiano non può disinteressarsi a quel che sta accadendo, non può rinunciare a battersi pensando che il male che si sta facendo non è affar suo o non può fermarlo. Non è davvero il tempo di cristiani tiepidi e mosci che alzano le mani e si arrendono senza aver neanche reso testimonianza alla grazia fondamentale derivante dall’incontro con Cristo e cioè la scoperta che non può esserci alcuna libertà fuori dalla verità. La Croce è nata per ribadire questa testimonianza cristiana, per analizzare con spirito di verità quel che “il mondo” ci propone nel tempo in cui ci è dato di vivere, senza ficcare la testa sotto la sabbia e comprendendo che alcuni atti che sono violentissimi perché legislativi necessitano una risposta competente, mediaticamente efficace e anche politicamente organizzata.

Leggi tutto

Chiesa

Perego il vescovo pilota

Don Alessandro Guerinoni ha ricevuto una dura reprimenda dal suo vescovo, burocraticamente mediata dal Vicario generale e dal Cancelliere episcopale e confezionata con tutti i timbri del caso.
Motivo? La sua ospitalità al Popolo della Famiglia nei saloni parrocchiali. Il successore di mons.Negri sembra voler attuare le trame di un’ostilità politica al movimento politico del Family Day.

Leggi tutto

Politica

Prima le mamme

Il ddl Pillon, così come la proposta dei patti prematrimoniali del ministro Fontana, è un testo che non può essere sostenuto da chi crede nel principio della distinzione chiara dei ruoli tra paternità e maternità.

Leggi tutto

Società

Se non ti piacciono i Down

L’aver rimosso, nel mondo moderno, la dimensione legata all’anima, ha causato la possibilità che l’uomo non provi la speranza nell’amore (ovvero nella cura che gli altri possano avere di noi) e nel fatto che si possa essere amati comunque siano le nostre caratteristiche fisiche e mentali. Rocco Casalino, incarnando parte di questo pensiero – e torniamo a bomba – lo esprime a pieno: la vecchiaia (l’essere al termine di una vita e magari in condizioni considerate indignitose fatte di malattia, pelle vecchia, perdita del controllo fisico e mentale) e la disabilità (non corrispondere all’ideale di essere vivente sano), fanno schifo.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2023 La Croce Quotidiano