Politica

di Mario Adinolfi

IL PDF TRA NUOVI ELETTI E NUOVE GRANDI SFIDE

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Il pidieffino Paolino D’Anna è il più votato a Venezia ed è il primo consigliere comunale del Popolo della Famiglia eletto in un capoluogo di regione. Un exploit di Ercolano del PdF che va in doppia cifra al 12% e elegge due consiglieri comunali. A Mestre speriamo di aver eletto il nostro dirigente regionale veneto Massimiliano Zannini e ci attendiamo nuove belle notizie dai pidieffini candidati in altre municipalità veneziane. UN Roiate in provincia di Roma il PdF sbaraglia le altre liste e sarà con il 9.15% e tre consiglieri comunali l’unica forza di opposizione al sindaco, grazie allo sforzo prodotto da Alessandra Trigila coordinata da Nicola Di Matteo. A Stresa il nostro Giuseppe De Giovannini è il sesto tra i consiglieri comunali eletti, a Moncalieri ci fermiamo allo 0,5% (con Conversano unico risultato fermo allo zerovirgola insieme allo 0.4 delle tre province in cui eravamo presenti ai regionali liguri). A Macerata prendiamo l’1% nella coalizione vincente al primo turno con il 52%, a Faenza l’1,3% nella coalizione perdente (risultati superiori di lista a Imola e Vignola ma con il simbolo in compartecipazione con Forza Italia, ne scriviamo più avanti), a Senigallia siamo al 3.5% decisivi per il ballottaggio e nelle Marche la nostra intesa con i Civici frutta un consigliere regionale eletto. A Saronno con operazione coordinata da Andrea Brenna siamo di poco sotto al 3% in una missione politica che aveva come contraltare quella dell’unificazione di Italia Viva, Calenda e Bonino, anche loro al 3% ma in tre. In sintesi da oggi il Popolo della Famiglia ha i propri dirigenti eletti nelle istituzioni locali in ogni angolo d’Italia, un quadriennio di lavoro si chiude con un risultato non scontato. La nostra sfida per un progetto politico autonomo di ispirazione cristiana che cresce e va al governo delle comunità si sposta da qui a otto mesi alle elezioni nelle grandi città del maggio 2021. Siamo un popolo, non ci faremo trovare impreparati. Dovremo affrontare due settimane dei ballottaggi importanti in cui saremo protagonisti grazie ai risultati ottenuti a Chieti (0,6%) ma soprattutto a Matera (3,5%) e Castrovillari (11,1%). Non solo, tra due settimane il Popolo della Famiglia torna in campo anche per il primo turno delle amministrative siciliane ad Agrigento, a Tremestieri ed a Mislimeri. Chi ha deciso di spendere tempo e energie con la comunità del Popolo della Famiglia sa di essere perennemente sotto pressione, le sfide significative sono sempre dietro l’angolo. Cito anche il già accennato 2,9% raccolto a Imola e il 4,6% raccolto a Vignola con il nostro simbolo associato a quello di Forza Italia. La politica costringe a intese che occupano uno spazio lasciato libero e in questa fase storica di spazi in cui incunearsi ce ne sono davvero a bizzeffe. Questo è un cambio d’epoca, lo scrivevamo già ieri, bisogna produrre il massimo sforzo se si intende far politicamente prevalere dei principi essenziali e per questo non negoziabili come il Popolo della Famiglia si prefigge di fare fin dalla sua fondazione. La sfida, come dicevo, si sposta ora sulle riguarderà Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Cagliari non potrà vederci indifferenti. Il Popolo della Famiglia riproporrà lo schema che si è rivelato vincente in questa tornata amministrativa: apertura massima alla costruzione di percorsi capaci di ampliare la raccolta del consenso, ma senza rinunciare mai alla tipicità dell’identità pidieffina, che è una “spezia” che sembra piacere sempre di più all’elettorato di ogni regione italiana. Noi costruiremo dalle grandi città il balzo che ci porterà al governo del Paese, per dare compimento all’obiettivo che ci siamo dati fondando il Popolo della Famiglia, ribadito al congresso nazionale di Pomezia del 12 e 13 settembre scorsi. Chiediamo solo di essere ascoltati, dopo tutto questo lavoro in ogni angolo d’Italia ce lo siamo meritati.

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23/09/2020
0705/2021
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